Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Gestione delle coppie sierodiscordanti nel laboratorio di fecondazione assistita

Parere degli esperti|timepubblicato il
Gestione delle coppie sierodiscordanti nel laboratorio di fecondazione assistita

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


In accordo con quanto stabilito dalla Conferenza Stato Regioni nel 2012, le coppie che intendono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) devono eseguire lo screening infettivologico per il virus dell’epatite B (HBV), il virus dell’epatite C (HCV) e il virus dell’immunodeficienza umana (HIV). Gli esami richiesti, che consentono al personale medico di caratterizzare lo stato sierologico della coppia, hanno validità di tre mesi prima dell’inizio del trattamento di PMA e devono essere ripetuti ogni sei mesi durante il trattamento.

Potrebbe interessarti anche…

La coppia è definita sierodiscordante quando uno dei due partner è portatore di uno dei virus sopra indicati (HBV, HCV o HIV) e il laboratorio di fecondazione assistita deve attuare delle procedure specifiche durante il trattamento di queste coppie al fine di minimizzare il rischio di trasmissione della malattia al partner non infetto, all’eventuale nascituro, alle coppie non infette e al personale di laboratorio.

Il sistema di gestione delle coppie sierodiscordanti del laboratorio di PMA può prevedere percorsi spazialmente separati da quelli delle coppie non infette attraverso l’utilizzo di aree del laboratorio e di strumentazione differente, oppure percorsi temporalmente differenti. In quest’ultimo caso il trattamento della coppia sierodiscordante deve essere effettuato per ultimo durante l’attività della giornata e alla fine di ogni fase del processo il personale di laboratorio deve operare una pulizia straordinaria della strumentazione utilizzata.

La gestione dell’uomo infetto consiste nel preparare il campione di liquido seminale mediante protocolli specifici di lavaggio del seme su gradiente e successivo swim-up degli spermatozoi mobili dal pellet al terreno di lavaggio. Nel caso specifico dell’HIV, inoltre, il campione di liquido seminale così preparato, prima di poter essere utilizzato, deve essere analizzato mediante tecnica PCR (Polymerase Chain Reaction, reazione a catena della polimerasi) per valutare l’eventuale persistenza del virus anche dopo le procedure di lavaggio del campione.

Il trattamento della donna infetta prevede invece che il prelievo ovocitario e il trasferimento in utero degli embrioni siano programmati come l’ultimo intervento della sessione di lavoro per separare temporalmente la paziente infetta da quelle non infette. Al termine delle procedure effettuate il personale di laboratorio deve sanificare le superfici di lavoro utilizzate per ridurre il rischio di cross-contaminazione dei campioni biologici trattati.

Gli ovociti recuperati e gli embrioni ottenuti da una coppia sierodiscordante devono essere posti in incubatori dedicati e opportunamente segnalati. Al termine della coltura embrionaria, quindi, l’incubatore per essere utilizzato per la coltura embrionaria di una coppia sieronegativa o sierodiscordante deve essere sanificato e pulito.

Il laboratorio di fecondazione assistita deve inoltre essere dotato di banche criogeniche dedicate per ciascuna patologia trattata in modo tale che i gameti e gli embrioni dei soggetti positivi per HBV, HCV e HIV siano stoccati in banche diverse da quelle in cui sono conservati i campioni negativi.

Ad ogni modo prima dell’inizio del trattamento di PMA la coppia sierodiscordante deve eseguire una visita dal medico infettivologo che, valutando lo stato di salute del soggetto infetto, dovrà rilasciare il nullaosta per l’inizio del trattamento e dovrà informare la coppia dei rischi di trasmissione della malattia al nascituro e delle terapie da eseguire prima dell’inizio del trattamento di PMA e in caso di gravidanza.

Dott.ssa Federica Zullo - Laboratorio FIVER, Ospedale Sant’Anna, Torino

Bibliografia di riferimento

  • Hanson BM, Dorais JA. Reproductive considerations in the setting of chronic viral illness. Am J Obstet Gynecol 2017 Jul;217(1):4-10.
  • Jindal SK, Rawlins RG, Muller CH, Drobnis EZ. Guidelines for risk reduction when handling gametes from infectious patients seeking assisted reproductive technologies. Reprod Biomed Online 2016;33(2):121-30.
  • SIERR (Società Italiana di Embriologia, Riproduzione e Ricerca), CNT (Centro Nazionale Trapianti). Manuale per la gestione di un laboratorio di PMA.Cap. 9 Trattamento delle coppie positive o sierodiscordanti allo screening virologico. CIC Edizioni Internazionali (II edizione, 2017).