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Fumo e infertilità maschile e femminile

Parere degli esperti

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Fumo e infertilità maschile e femminile
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Gli effetti negativi del fumo di tabacco sulla salute sono noti da tempo, tuttavia, nonostante questo sia universalmente riconosciuto, spesso il suo impatto negativo sulla fertilità non è sufficientemente valutato dalle coppie che cercano di avere un figlio, tanto è vero che attualmente nei Paesi occidentali circa il 30% delle donne e circa il 35% degli uomini in età fertile fuma.

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Considerando la popolazione femminile, è da considerare assodato che il fumo comprometta il ciclo mestruale e riproduttivo. Come ampiamente dimostrato dagli studi su animali e sull’uomo presenti in letteratura, i componenti tossici contenuti nel fumo di sigaretta si accumulano nei tessuti dell’apparato riproduttivo, dei fumatori come dei soggetti esposti esclusivamente a fumo passivo, danneggiandoli. La nicotina (o meglio la cotinina, il suo metabolita) e il benzopirene, un noto cancerogeno, che vengono assorbiti attraverso il fumo, vanno a depositarsi anche nel liquido follicolare e nelle cellule granuloso-luteiniche (nell’ovaio), determinando l’aumento dello stress ossidativo con conseguente formazione di radicali liberi dell’ossigeno, l’alterazione delle comunicazioni intercellulari, dei processi di replicazione e di “morte cellulare programmata” e un danno diretto sul DNA delle cellule coinvolte. Tutto questo causa nella donna un deficit qualitativo dei follicoli ovarici prodotti e un più rapido esaurimento della riserva ovarica. I dati resi disponibili dalla fecondazione assistita confermano, nelle donne fumatrici, un minor recupero di ovociti; un’alta frequenza di ovociti diploidi (con 46 cromosomi invece di 23); la necessità di dosi maggiori di farmaci per la stimolazione ovarica; una maggiore percentuale di insuccesso delle metodiche di fecondazione assistita (quasi il doppio dei cicli prima di ottenere un concepimento); una maggiore incidenza di aborti spontanei e di gravidanze ectopiche; un numero complessivo di gravidanze più basso (ridotto del 34%). Le fumatrici e le donne esposte a fumo passivo, rispetto alle coetanee non esposte, vanno inoltre incontro a un’anticipazione dell’età della menopausa (da uno a cinque anni prima). È stato valutato che, se una donna smette di fumare, occorrano circa tre mesi per ritornare a livelli di fertilità adeguati. Alcune ricerche hanno dimostrato inoltre che il fumo influisce negativamente sullo sviluppo del bambino nel ventre materno, poiché determina una riduzione dell’apporto di ossigeno in una fase fondamentale dello sviluppo. Le donne, per lo più, smettono di fumare quando iniziano una gravidanza, per timore delle complicanze ostetriche (abortività, gravidanze extrauterine, ritardo di crescita fetale, peso più basso alla nascita di circa 200 grammi in meno con fumo attivo e 80 con fumo passivo, distacco di placenta, parto pretermine) ma più raramente lo fanno mentre stanno cercando di concepire perché non viene data altrettanta rilevanza ai danni del fumo sulle potenzialità riproduttive. Si stima oggi che, complessivamente, circa il 13% dei casi d’infertilità possano essere fumo-correlati. È infine importante ricordare che, secondo alcune evidenze, l’esposizione prenatale al fumo di sigaretta può condizionare negativamente anche la fertilità della futura prole.

Per quanto riguarda l’effetto dell’esposizione al fumo di sigaretta sul maschio, gli studi disponibili dimostrano un peggioramento della qualità del liquido seminale in termini di quantità, morfologia e motilità degli spermatozoi probabilmente anche tramite un’alterazione della produzione degli ormoni sessuali. Il fumo influisce sulla fertilità degli uomini fumatori provocando nello sperma fenomeni di ossidazione da parte dei radicali liberi. Nello sperma dei fumatori, infatti, si verifica la presenza, rispetto ai non fumatori, di un maggior numero di leucociti e cellule rotonde, fonte di radicali liberi ossigenati. Secondo uno studio condotto su uomini infertili fumatori dai ricercatori austriaci dell’Università Karl-Franzens, a Graz, “I radicali liberi ossigenati sono deleteri per il DNA dello spermatozoo e dei fosfolipidi della membrana, a causa della loro azione ossidativa”. Le sostanze tossiche contenute nel fumo possono provocare alterazioni genetiche negli spermatozoi che impediscono allo zigote di svilupparsi in modo normale: nelle coppie in cui solo il partner maschile è fumatore si è osservata una riduzione del numero di concepimenti e aumento del numero di aborti spontanei. Quante più sigarette si fumano, tanto più diminuiscono gli spermatozoi (in media del 22%) e aumenta il rischio di danni al DNA. Inoltre recenti studi sembrano dimostrare una correlazione tra il fumo (paterno) e il danneggiamento del DNA del nascituro. Tale danneggiamento porterebbe a un rischio maggiore di gravi patologie (cardiovascolari e tumorali) nei figli di uomini che fumavano al momento del concepimento. Lo studio è stato condotto dalla University of Bradford in Gran Bretagna ha individuato che dei marker di danni al DNA contenuto nello sperma o nel sangue del padre al tempo del concepimento si ritrovano anche nel DNA della prole. Tale studio conferma che lo stile di vita del padre ha una grande influenza sulla salute genetica del figlio. Infine, per quanto riguarda i fumatori maschi, non bisogna dimenticare l’effetto negativo del fumo passivo a cui vengono esposte le compagne non fumatrici.

Dott. Alessandro Verza - ProVita Medical Center, Pavia

Letture consigliate

  • Agarwal A, Said TM. Oxidative stress, DNA damage and apoptosis in male infertility: a clinical approach. BJU Int 2005;95(4):503-7.
  • Laubenthal J, Zlobinskaya O, Poterlowicz K, et al. Cigarette smoke-induced transgenerational alterations in genome stability in cord blood of human F1 offspring. FASEB J 2012;26(10):3946-56.
  • Mlynarcikova A, Fickova M, Scsukova S. Ovarian intrafollicular processes as a target for cigarette smoke components and selected environmental reproductive disruptors. Endocr Regul 2005;39(1):21-32.
  • Ruder EH, Hartman TJ, Goldman MB. Impact of oxidative stress on female fertility. Curr Opin Obstet Gynecol 2009;21(3):219-22.
  • Ye X, Skjaerven R, Basso O, et al. In utero exposure to tobacco smoke and subsequent reduced fertility in females. Hum Reprod 2010;25(11):2901-6.

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