MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Fecondazione in vitro: la stimolazione ormonale può aumentare il rischio di avere neonati con basso peso o di parti prima del termine?

Notizia

PUBBLICATO

Fecondazione in vitro: la stimolazione ormonale può aumentare il rischio di avere neonati con basso peso o di parti prima del termine?

In passato alcuni ricercatori avevano osservato che, in alcune casistiche, bambini nati da madri che si erano sottoposte alla fecondazione in vitro avevano un rischio più alto di avere un peso ridotto alla nascita o di nascere prima del termine previsto (pre-termine), se confrontati con soggetti nati da donne che avevano concepito in modo fisiologico.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi, pubblicato su Obstetrics and Gynecology (Ostetricia e Ginecologia), ha valutato se le modificazioni della funzione ovarica indotte dalla stimolazione ormonale in donne sottoposte a fecondazione in vitro potessero essere correlate con basso peso alla nascita e parto pre-termine dei neonati.

La fertilizzazione in vitro è una tecnica di riproduzione assistita che consiste nel fecondare in laboratorio una cellula uovo (ovocita), con uno spermatozoo. Si ricorre a questa procedura quando altri approcci volti a ottenere il concepimento non hanno avuto successo. L'embrione ottenuto dalla fecondazione dell'ovocita con lo spermatozoo viene impiantato nell'utero della donna entro 72 ore oppure può essere congelato e trasferito in un'altra occasione, nei paesi dove è permesso il congelamento degli embrioni.

La stimolazione ormonale è un trattamento che spesso viene effettuato per ottenere ovociti da sottoporre alla fertilizzazione in vitro. Essa consiste nell'assunzione di ormoni che stimolano la maturazione di più follicoli (piccole sacche all'interno delle quali sono contenute le cellule uovo nei vari stadi di maturazione) per prelevare più ovociti contemporaneamente. Questa soluzione ha lo scopo di fecondare in vitro più ovociti e quindi ottenere lo sviluppo di più embrioni.

Gli autori di questo studio hanno analizzato i registri della Società  per la Procreazione Medicalmente Assistita statunitense, allo scopo di identificare i bambini nati da donne sottoposte a fertilizzazione in vitro negli Stati Uniti fra il 2004 e il 2006. I neonati (56.792 in totale) sono stati divisi in due gruppi: quello costituito dai nati da embrioni che erano stati congelati prima di essere trasferiti e quello formato dai nati da embrioni che non erano stati congelati prima di essere impiantati. All'interno di entrambi i gruppi sono stati individuati due sottogruppi: gli autori, infatti, hanno distinto i nati da ovociti appartenenti alle madri (fecondazione autologa) da quelli nati da ovociti donati da altre donne (fondazione eterologa) che non si erano sottoposte a stimolazione ormonale.

Dai risultati è emerso che, per quanto riguardava i nati da fecondazione autologa, quelli nati da embrioni utilizzati senza essere congelati avevano un rischio maggiore di nascere con un basso peso alla nascita, ma non di nascere pre-termine, rispetto ai neonati nati da embrioni congelati. Nei nati da fecondazione eterologa, invece, non c'erano differenze fra nati da embrioni congelati e nati da embrioni freschi né in termini di nascita anticipata né in termini di basso peso alla nascita.

I ricercatori hanno concluso che, in questa casistica, le alterazioni dell'ambiente ovarico derivanti dalla stimolazione ormonale, nelle donne sottoposte a fecondazione in vitro, hanno aumentato il rischio di avere bambini con basso peso alla nascita, ma non quello di parto pretermine. Studi futuri aiuteranno a capire se e come la stimolazione ormonale nelle donne sottoposte a fecondazione in vitro possa aumentare il rischio di avere neonati con basso peso e/o pretermine.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Ovarian Stimulation and Low Birth Weight in Newborns Conceived Through In Vitro Fertilization; Obstetrics & Gynecology, October 2011 - Volume 118 - Issue 4 - p 863-871

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda

CONTENUTI CORRELATI