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Evoluzione delle preparazioni a base di gonadotropine

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Evoluzione delle preparazioni a base di gonadotropine

La ricerca per produrre preparazioni a base di FSH estratto dalle urine di donne in postmenopausa iniziò alla fine degli anni 40. All’inizio degli anni 60 si rese disponibile un estratto purificato di gonadotropina menopausale umana (hMG) e, nel 1962, si ottenne la prima gravidanza con questo prodotto.

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Oltre all’FSH, l’hMG contiene quantità significative di attività LH-simile, oltre ad altre proteine. Nel tempo, l’hMG è stata continuamente migliorata in termini di purezza, fino ad ottenere dei prodotti contenenti soltanto FSH (1983). Benché questi prodotti fossero completamente privi di attività LH, essi contenevano circa il 5% di FSH ed il 95% di proteine diverse.

L’utilizzo dei processi biotecnologici che prevedevano l’uso della cromatografia per immunoaffinità con gli anticorpi monoclonali ha reso possibile nel 1983 l’introduzione del u-hFSH HP che contiene FSH in quantità superiori al 95%.

A una maggiore purezza e attività specifica della preparazione si associa una maggiore sicurezza, efficacia e costanza, un aumento significativo della costanza da lotto a lotto, un notevole aumento nel grado di attività specifica, un chiaro aumento del grado della purezza, l’eliminazione del rischio di infezioni e conseguentemente eliminazione di reazioni locali e potenziali effetti collaterali.

La ricerca intrapresa nel 1930 ha rivelato che le gonadotropine estratte dal siero di cavalle gravide (PMSG) avevano una potente attività gonadotropinica. Successivamente nel 1937, la PMSG veniva estratta per essere utilizzata in donne anovulatorie ma con scarsi risultati clinici e molti eventi avversi.

Nel 1958 le gonadotropine venivano estratte dalle ghiandole dell’ipofisi di cadaveri (gonadotropina ipofisaria umana, HPG) e venivano utilizzate per l’induzione dell’ovulazione fino al 1988 quando furono ritirate a causa del rischio di infezioni di Creutzfeldt-Jakob.

Nello stesso periodo in cui si rese disponibile l’HPG, un chimico, il Prof. P. Donini, nel 1949, sviluppò una gonadotropina urinaria,l’hMG, utilizzando il caolino per assorbire le glicoproteine dall’urina. L’hMG prodotta aveva circa il 5% di proteine in grado di esplicare un’attività biologica a fronte del 95% di proteine urinarie.

Negli anni ’60 venne introdotta sul mercato l’hMG.

Già nel 1973 si riconobbe che l’FSH e l’LH contenuti nell’hMG variavano tra le varie preparazioni, inoltre l’hCG veniva talvolta aggiunto all’hMG per aumentare l’attività LH-simile.

Con il passare degli anni, si rese sempre più evidente la necessità di avere un prodotto a base solo di FSH. Negli anni ’80 infatti la Serono ha introdotto sul mercato l’u-hFSH. Alcuni anni dopo, nel 1993, un FSH urinario altamente purificato fu reso disponibile, fini ad arrivare all’FSH ricombinante che, grazie alla ricerca del controllo sulla variabilità del FSH ha condotto alla eliminazione di proteine contaminanti (Creutzfeldt-Jakob Disease, ecc.)

Gonadotropina Menopausale Umana (hMG)

La gonadotropina menopausale umana (hMG) è stata sviluppata e commercializzata nel 1965. Estratta dalle urine di donne in postmenopausa contiene circa il 2% di ormoni attivi e circa il 98% del suo contenuto è rappresentato da proteine estranee. L’attività specifica può corrispondere a circa 40 UI di FSH/mg di proteina. Ci possono anche essere variazioni nel rapporto FSH: LH da lotto a lotto (cioè da preparazione a preparazione).

Le preparazioni a base di hMG possono avere il rapporto FSH: LH aggiustato dall’aggiunta di hCG, normalmente 1:1.

I vantaggi sono rappresentati da un costo relativamente economico, dall’efficacia e da un avanzamento rispetto all’utilizzo di gonadotropine animali.