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Età e risultati della procreazione medicalmente assistita: facciamo chiarezza

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Età e risultati della procreazione medicalmente assistita: facciamo chiarezza

Andrea Borini è uno dei massimi esperti di Procreazione Medicalmente Assistita e a pieno titolo può fare chiarezza sull’effetto che ha l’età sui risultati della PMA. Il messaggio di fondo è: dopo i 40 anni i successi sono veramente pochi, senza ricorrere alla donazione degli ovociti, quindi meglio ricorrervi prima.

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Da quando la Procreazione Medicalmente Assistita ha guadagnato le prime pagine dei giornali, si è diffusa l’abitudine di trattare l’argomento con toni “sopra le righe” senza dedicare ad esso la dovuta chiarezza. Con la stessa disinvoltura con la quale si scrive di diete miracolose, si riportano nascite miracolose ottenute con la PMA. Questa invece non è basata sui miracoli, ma su ricerche scientifiche di altissimo livello e sull’impegno di professionisti preparati ed esperti. Andrea Borini, ginecologo, grande esperto di PMA e Responsabile della rete dei Centri 9.baby diffusa in tutta Italia, in questa intervista rilasciata alla Fondazione Cesare Serono fa chiarezza su uno dei tanti fattori che condizionano i risultati e che non vengono presentati nella giusta luce. Infatti, i mezzi di comunicazione tendono a rilanciare le notizie relative ai rarissimi “casi limite” di nascite ottenute a cavallo dei 50 anni, o più, e non spiegano che tali risultati si ottengono perché si usano ovociti donati da donne di 30 anni o meno. La verità è quindi un’altra: la PMA non è una soluzione che permette a qualsiasi donna, di qualsiasi età di concepire un figlio con i propri ovociti, ma piuttosto un approccio che offre probabilità di successo tanto più elevate, quanto prima vi si ricorre. Già a 43 anni, quando ancora una donna può essere ancora giovane, da un punto di vista biologico, la percentuale di nascite ottenute con PMA è, al massimo, del 5%.

La raccomandazione che emerge dall’intervista è chiara: in presenza di un’infertilità di coppia, alla PMA bisogna ricorrere presto e, comunque, ci deve essere, fra professionisti della PMA e coppie, una piena condivisione delle reali probabilità di successo che può avere ciascuna procedura, anche in rapporto all’età.

Redazione Fondazione Cesare Serono