Età ed endometriosi come cause di infertilità: la PMA può risolvere il problema

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Fondazione Serono
Età ed endometriosi come cause di infertilità: la PMA può risolvere il problema

Età avanzata e presenza di endometriosi sono due fra i fattori che possono essere all’origine di una ridotta fertilità femminile o di una vera e propria infertilità. In un’intervista, Paolo Giovanni Artini spiega come tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita personalizzate possono permettere di conseguire il concepimento.

L’embriologo Paolo Giovanni Artini è il Direttore del Centro di PMA della Clinica San Rossore di Pisa e, in questa intervista, parla di due fattori che possono influire negativamente sulla fertilità femminile: età avanzata ed endometrosi. Tutte le statistiche indicano che sempre più tardi le donne cercano il concepimento, a causa di condizionamenti di vario tipo, primi fra tutti quelli sociali. Con il passare del tempo, spiega l’intervistato, si riduce la riserva ovarica e, con essa, i follicoli in grado di conseguire uno sviluppo corretto e gli ovociti di buona qualità. Questo fa sì che la probabilità di fertilizzazione diminuisca e che anche lo sviluppo dell’embrione e l’impianto siano meno efficaci. I moderni approcci di PMA offrono, per le donne meno giovani, soluzioni a vari livelli: da protocolli di stimolazione personalizzati, a tecniche di valutazione della qualità degli embrioni che permettono di individuare, prima del trasferimento in utero, quelli con le maggiori possibilità di impianto. Paolo Giovanni Artini ricorda che anche l’endometriosi è un fattore che riduce la fertilità e che va studiato accuratamente, in modo da applicare le tecniche di PMA che offrano le maggiori probabilità di successo. Di fronte a questi problemi, embriologi, medici e tutti gli altri addetti ai lavori devono lavorare in totale sinergia per garantire alla donna e alla coppia le maggiori probabilità di successo. In particolare, l’embriologo ha un ruolo rilevante perché può valutare la qualità degli ovociti e seguire l’evoluzione dell’embrione, anche con tecnologie avanzate come il time lapse. Ciò gli permette di raccogliere informazioni che, condivise con il ginecologo, contribuiscano ad affinare eventuali ulteriori cicli di stimolazione ovarica che si rendessero necessari.

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Ciò su cui insiste Paolo Giovanni Artini, sia a proposito dell’avanzare dell’età che della presenza di endometriosi, è che un’importante premessa, per aumentare la probabilità di la gravidanza, è quella di ricorrere alla PMA al più presto possibile, una volta verificata l’impossibilità di ottenere un concepimento naturale.

 

Redazione Fondazione Cesare Serono

 

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