MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

L'esame del liquido seminale: procedure e interpretazione dei risultati

Parere degli esperti

PUBBLICATO

L'esame del liquido seminale: procedure e interpretazione dei risultati
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

L’esame del liquido seminale, pur non essendo una misura diretta della fertilità maschile, rappresenta una componente fondamentale nella valutazione dell’infertilità di coppia se si considera che il fattore maschile contribuisce con una percentuale che va dal 40 al 60%.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Allo scopo di standardizzare le procedure necessarie per l’esame del liquido seminale, la World Health Organization pubblica dal 1990 Il “Manuale di laboratorio per l’esame del liquido seminale e dell’interazione spermatozoi-muco cervicale” per rispondere alle esigenze dei laboratori di produrre risultati affidabili e riproducibili al fine di prendere decisioni corrette nella diagnostica e assistenza sanitaria. Nel 2010 è stata pubblicata la quinta edizione che rappresenta le linee guida internazionali più importanti a cui riferirsi per migliorare la qualità dell’analisi [1].

Il liquido seminale è costituito da una sospensione concentrata di spermatozoi, immagazzinata negli epididimi, che al momento dell’eiaculazione viene miscelata e diluita con le secrezioni delle ghiandole accessorie del tratto genitale. Tale fluido biologico viene emesso in diversi gettiti eiaculatori ed è costituito per il 90% dalle secrezioni delle ghiandole accessorie, principalmente prostata e vescicole seminali, e in minor parte dalle ghiandole bulbo uretrali e dagli epididimi.

Il liquido seminale ha due parametri principali quantizzabili:

  • il numero totale di spermatozoi che riflette la produzione nemaspermica dei testicoli e la pervietà dei dotti eiaculatori post-testicolari;
  • il volume del campione, prodotto dalle ghiandole accessorie, che riflette l’attività secretoria delle ghiandole.

Altri parametri importanti per la funzione nemaspermica sono rappresentati da motilità, morfologia, vitalità, nonché dalla composizione del liquido seminale [2].

Per una corretta valutazione dei parametri seminali l’esame del liquido deve essere effettuato dopo un periodo di astinenza da eiaculazione compreso fra 2 e 7 giorni.

L’esame del liquido seminale consta di una valutazione macroscopica e una microscopica. Attraverso la valutazione macroscopica si determina la fluidificazione e la viscosità, quest’ultima molto importante perché se elevata può influire negativamente sulla motilità e concentrazione degli spermatozoi.

L’aspetto del liquido seminale deve essere omogeneo, di colore grigio opalescente. L’opalescenza dell’eiaculato diminuisce se la concentrazione degli spermatozoi è ridotta fino a diventare trasparente in campioni azoospermici, in cui cioè gli spermatozoi sono assenti. Il colore invece diventa rosso-bruno, ad indicare la presenza di emazie come nelle emospermie, o giallo in pazienti con ittero o che assumono farmaci. Il volume del liquido seminale è determinato dalle secrezioni delle vescicole seminali e dalla prostata e, in quantità inferiori, dalle ghiandole bulbo uretrali e dagli epididimi. Dunque volumi molto bassi possono essere causati da una raccolta incompleta del campione, motivo per cui va sempre chiesto al paziente se la raccolta è stata completa, oppure da eiaculazione retrograda parziale o deficit di androgeni o ancora possono indicare una patologia ostruttiva dei dotti eiaculatori o l’assenza bilaterale congenita dei vasi deferenti (CBAVD) che è una condizione in cui le vescicole seminali risultano scarsamente sviluppate. Anche il pH se inferiore a 7,0 e se associato a un volume basso indica patologie ostruttive mentre, dato che questo aumenta con il tempo, pH elevati non forniscono informazioni cliniche particolarmente utili.

La valutazione microscopica prevede invece l’utilizzo di un microscopio, a contrasto di fase, con il quale si valuta la motilità nemaspermica, la presenza di agglutinazioni nemaspermiche che, pur non essendo sufficiente a indicare una causa immunologica di infertilità, suggerisce la presenza di anticorpi antispermatozoo e quindi la richiesta di effettuare ulteriori indagini, la presenza di cellule non nemaspermiche, es. cellule epiteliali, cellule rotonde (leucociti e cellule germinali immature), che può essere indicazione di danno testicolare, di patologie dei dotti deferenti e di infiammazione delle ghiandole accessorie.

La motilità degli spermatozoi viene classificata in progressiva (PR) quando lo spermatozoo si muove in modo lineare o in ampi circoli, non-progressiva (NP) quando lo spermatozoo non va avanti nello spazio e immobile (IM) in assenza di movimento. Biologicamente importante è il numero totale di spermatozoi con motilità progressiva nell’eiaculato. Il grado di motilità progressiva è correlato alla percentuale di gravidanza [3].

Un altro parametro molto importante è la valutazione della concentrazione degli spermatozoi e del loro numero totale nell’eiaculato. Una concentrazione di spermatozoi inferiore a 15 milioni/ml indica un campione oligozoospermico; se invece nell’eiaculato gli spermatozoi sono assenti allora si parlerà di azoospermia. Il numero totale di spermatozoi per eiaculato e la concentrazione di spermatozoi sono correlati sia al tempo di attesa che alla percentuale di gravidanza e sono predittivi del concepimento. Il numero totale è inoltre correlato con il volume testicolare e dunque rappresenta una misura della funzionalità testicolare e della pervietà delle vie genitali.

La morfologia degli spermatozoi, ossia il loro aspetto, definisce la percentuale di spermatozoi normali, attraverso la valutazione delle regioni funzionali degli spermatozoi. Gli spermatozoi sono costituiti da una testa, un collo, un tratto intermedio e un tratto principale che insieme costituiscono la coda.

I campioni di liquido seminale umano presentano spermatozoi con vari tipi di alterazioni. Difetti della spermatogenesi e alcune patologie epididimarie sono spesso associate a un aumento della percentuale di spermatozoi anomali, cioè con difetti morfologici. Ciò è importante perché spermatozoi anomali non danno gravidanze anomale ma generalmente hanno una ridotta capacità fecondante. Dovrebbero essere segnalati i difetti a carico della testa, del collo e del tratto intermedio, del tratto principale e infine i residui citoplasmatici in eccesso. La classificazione di tutte le forme di atipie è molto utile a fini diagnostici.

Un altro parametro che viene determinato con l'esame del liquido seminale è la vitalità degli spermatozoi, valutata mediante l'integrità della membrana cellulare. La vitalità dovrebbe essere valutata sempre, ma diventa particolarmente importante in campioni in cui la motilità progressiva è inferiore al 40%. Questa valutazione è clinicamente importante per sapere se gli spermatozoi immobili sono morti o vivi. La presenza infatti di percentuali elevate di cellule immobili ma vive può indicare difetti strutturali del flagello mentre molte cellule immobili e morte (necrozoospermie) può indicare patologie epididimarie.

La grande varietà biologica del liquido seminale dovuta a tutti i fattori e condizioni riportate finora richiede che tutte le valutazioni sul campione seminale siano precise [4]. Questa variabilità ha conseguenze dirette nell’interpretazione dell’analisi del liquido seminale; diventa dunque di fondamentale importanza per chi esegue l’esame del liquido seminale fornire risultati che siano sicuri, riproducibili e affidabili.

Antonietta Costantino - Centro Interdipartimentale di Ricerca per la Tutela della Salute Sessuale CISS, Ospedale S. Orsola-Malpighi, Università di Bologna

Bibliografia

  1. WHO laboratory manual for the examination and processing of human semen. World Health Organization: Fifth Edition, 2010.
  2. Cooper TG. World Health Organization reference values for human semen characteristics. Human Reproduction Update 2010;16:231-245
  3. Larsen L. Computer-assisted semen analysis parameters as predictors for fertility of men from the general population. The Danish First Pregnancy Planner Study Team. Human Reprod 2000;15:1562-1567.
  4. Castilla JA. Influence of analytical and biological variation on the clinical interpretation of seminal parameters. Human Reprod 2006;21:847-851.