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Ecografia e prelievo di ovociti

Parere degli esperti |time pubblicato il
Ecografia e prelievo di ovociti

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Il prelievo di ovociti è una tappa fondamentale delle tecniche di fecondazione assistita di II e III livello [1]. Si tratta di una procedura chirurgica mininvasiva semplice e sicura, che viene eseguita generalmente in sedazione profonda, in presenza di un anestesista. Nella maggior parte dei casi il prelievo viene eseguito per via transvaginale; raramente, nei casi in cui le ovaie a causa di aderenze non siano raggiungibili, viene eseguito per via transaddominale [2].

Il prelievo di ovociti viene preceduto da una stimolazione ormonale che ha lo scopo di fare crescere nelle ovaie un nuero di follicoli maggiore rispetto alla normale condizione fisiologica. I farmaci utilizzati per la stimolazione ormonale si chiamano gonadotropine e vengono utilizzate in associazione, a seconda del protocollo prescelto, con analogo agonista del GnRH (protocollo lungo) o con analogo antagonista del GnRH (protocollo breve) [3]. Nel protocollo lungo, gli agonisti del GnRH hanno lo scopo di sopprimere l’attività ovarica agendo sull’asse ipotalamo-ipofisi e vengono somministrati prima di iniziare la stimolazione dei follicoli. Nel protocollo breve la terapia di stimolazione ovarica viene iniziata direttamente con l’arrivo del ciclo mestruale.

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Il protocollo di stimolazione ovarica viene personalizzato dopo avere eseguito i test di riserva ovarica: AMH (ormone antimulleriano) e conta dei follicoli antrali.

L’AMH è un ormone prodotto dai follicoli che si trovano nel parenchima ovarico e può essere dosato sul sangue in qualsiasi momento del ciclo ovarico. La conta dei follicoli antrali viene eseguita attraverso una ecografia transvaginale nei primi giorni del ciclo mestruale (3°-5° giorno) dove è possibile rilevare i piccoli follicoli con diametro compreso tra 2 e 6 mm.

Analizzando questi due parametri lo specialista sceglie la terapia ottimale per la paziente che ha come fine il recupero del maggior numero di ovociti, riducendo al minimo il rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS).

Durante la stimolazione ormonale, per controllare la crescita dei follicoli ovarici ed eventualmente modificare la terapia, viene eseguito un monitoraggio follicolare. Questo è costituito da una serie di ecografie transvaginali eseguite in media a giorni alterni, associate a un prelievo di sangue per dosare l'ormone estradiolo. Grazie al controllo di questi due parametri è possibile modificare e personalizzare la terapia per ottenere la crescita di un numero di follicoli maggiore rispetto alle condizioni fisiologiche e decidere il giorno ideale per eseguire il prelievo di ovociti. Circa 34-36 ore prima del prelievo ovocitario viene eseguito il "trigger“ o induzione dell’ovulazione che ha lo scopo di portare gli ovociti alla maturazione finale.

Il principio attivo del farmaco utilizzato nella maggior parte dei casi è l’hCG (gonadotropina corionica). Nelle pazienti a rischio OHSS si utilizzano gli analoghi agonisti del GnRH.

Il giorno dell’induzione dell’ovulazione per migliorare le percentuali di successo della tecnica viene dosato sul sangue un ormone: il progesterone. Numerosi studi hanno dimostrato che concentrazioni elevate di progesterone il giorno dell’induzione dell’ovulazione sono predittivi di una bassa percentuale di impianto degli embrioni. In questo caso, gli embrioni prodotti in laboratorio vengono crioconservati e trasferiti in un ciclo successivo dopo avere preparato adeguatamente l’endometrio [4].

Il prelievo di ovociti viene eseguito per via transvaginale utilizzando, dopo avere disinfettato la vagina, un ago sottile, che raggiunge le ovaie attraverso i fornici vaginali. L’ago monouso viene montato su una sonda ecografica collegata a una pompa di aspirazione e lavaggio dei follicoli, grazie alla quale il liquido follicolare viene raccolto in provette sterili [2]. Queste provette vengono inviate in laboratorio dove i biologi embriologi al microscopio effettuano la ricerca degli ovociti. Gli ovociti maturi potranno essere inseminati in laboratorio con tecnica ICSI o FIVET.

Il prelievo di ovociti viene eseguito dal ginecologo con l’aiuto di una infermiera o ostetrica.

L’intervento dura circa 15 minuti, raramente si possono avere delle complicanze; le più frequenti sono sanguinamento e infezioni [5].

Dott.ssa Veronica Carotenuto - Gynepro, Bologna

Bibliografia

  1. Lewin A, Laufer N, Rabinowitz R, Schenker J. Ultrasound guided oocyte recovery for in vitro fertilization: an improved method. J In Vitro Fert Embryo Transfer 1986;3:370-3.
  2. Al-Hasani S, Krebs D. Transvaginal sonographically guided oocyte retrieval for in-vitro fertilization. Hum Reprod 1988;3(Suppl. 2):59-63.
  3. Wynn P, Picton HM, Krapez JA, et al. Pretreatment with follicle stimulating hormone promotes the numbers of human oocytes reaching metaphase II in in-vitro maturation. Hum Reprod 1998;13:3132-8.
  4. Bosch E, Labarta E, Crespo J, et al. Circulating progesterone levels and ongoing pregnancy rates in controlled ovarianstimulation cycles for in vitro fertilization: analysis of over 4000 cycles. Hum Reprod 2010;25(8):2092-100.
  5. Seyhan A, Ata B, Son W-Y, Dahan MH, Tan S-L. Comparison of complication rates and pain scores after transvaginal ultrasound guided oocyte pickup procedures for in vitro maturation and in vitro fertilization cycles. Fertil Steril 2014;101:705-9.