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Ecografia e prelievo degli ovociti (terzo articolo)

Parere degli esperti

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Ecografia e prelievo degli ovociti (terzo articolo)
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Il prelievo degli ovociti, comunemente chiamato pick up, avviene per via transvaginale sotto guida ecografica; consiste nell’aspirazione del liquido follicolare, che appena recuperato viene esaminato allo stereomicroscopio per la ricerca degli ovociti. Solitamente si aspirano più follicoli poiché la paziente viene sottoposta a terapia ormonale con gonadotropine esogene per indurre l'ovulazione multipla. È previsto un monitoraggio ecografico della risposta alla stimolazione mediante ecografia transvaginale e dosaggio dell’estradiolo sierico.

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Prima di iniziare la terapia, all'inizio del ciclo mestruale, viene sempre eseguita un’ecografia, utile per il controllo delle ovaie, dell’utero e per escludere la presenza di eventuali cisti ovariche. L’osservazione ecografica dello sviluppo follicolare consente l'acquisizione di informazioni fondamentali riguardanti il numero e le dimensioni dei follicoli e di rilevare il momento più propizio per fissare la data del prelievo ovocitario.

Il pick up viene eseguito in ambiente ospedaliero, è una procedura chirurgica mini invasiva, si effettua in anestesia generale che comporta la perdita di coscienza indotta farmacologicamente al fine di eliminare ogni dolore possibile. Durante il prelievo ovocitario è assolutamente necessario l’utilizzo di un ecografo con sonda transvaginale, un sistema di aspirazione con pressione costante a 90 mmHg, provette per la raccolta del liquido follicolare, ago monouso montato sulla sonda ecografica per l’aspirazione e il lavaggio dei follicoli ovarici e un termostato per il mantenimento a 37 °C della temperatura delle provette contenenti il liquido follicolare, prima che queste vengano trasportate nel laboratorio di procreazione medicalmente assistita (PMA) adiacente alla sala operatoria.

Durante il pick up è necessaria la presenza di un medico ginecologo, di un’ostetrica, di un operatore sanitario specializzato, di un infermiere di sala e di un anestesista. Le provette con il liquido follicolare appena aspirato vengono trasportate nel laboratorio di PMA e consegnate all'embriologo per la ricerca degli ovociti, i quali, una volta identificati, vengono posti in uno speciale terreno di coltura. Il pick up ha una durata di circa 15 minuti, la paziente al suo risveglio viene accompagnata in camera da un operatore sanitario e rimane in osservazione per circa 3 ore, tempo necessario per smaltire l'effetto della terapia antidolorifica.

Il recupero ovocitario è solitamente eseguito circa 36 ore dopo la somministrazione di gonadotropina corionica umana (hCG), tempo necessario per raggiungere la maturazione ovocitaria e per minimizzare le possibilità di ovulazione spontanea.

Il numero di ovociti recuperati dipende dal numero di follicoli e dalle dimensioni di questi ultimi, maggiore successo si ha con dimensioni maggiori di 16 mm. Si ha quasi sempre un alto numero di ovociti maturi, ma possono essere recuperati anche ovociti che non hanno raggiunto lo stadio di metafase II della divisione meiotica.

Le infezioni pelviche, il dolore pelvico, un modesto sanguinamento vaginale possono essere complicanze assolutamente risolvibili del prelievo ovocitario; sono rarissime invece le lesioni di organi addomino-pelvici, come per esempio la puntura accidentale di anse intestinali.

Poco dopo il pick up il partner maschile deve consegnare il campione di liquido seminale ai biologi del laboratorio di PMA; l’unica modalità di raccolta accettabile è quella della masturbazione al fine di evitare perdita di parte del campione e inquinamento con secrezioni genitali femminili. È di fondamentale importanza eseguire correttamente le metodiche di preparazione del seme al fine di non danneggiare gli spermatozoi.

La valutazione della qualità ovocitaria contribuisce in modo cruciale all’esito delle tecniche di PMA poiché la qualità dell’embrione dipende dalla capacità dell'ovocita e dello spermatozoo di contribuire alla fertilizzazione, allo sviluppo dell’embrione e all’impianto di quest’ultimo.

Con il prelievo ovocitario vengono recuperati ovociti a differente grado di maturazione e solo una piccola percentuale di questi è in grado di generare embrioni con pieno potenziale di sviluppo, da questo ne consegue l’importanza di selezionare gli ovociti più competenti.

Marcella Floris - Medico presso il Servizio di Ostetricia e Ginecologia; Diagnosi Prenatale e Preimpianto-Terapia Fetale, Ospedale Regionale per le Microcitemie, Cagliari

Letture consigliate

  • Albertini DF, Combelles CM, Benecchi E, et al. Cellular basis for paracrine regulation of ovarian follicle development. Reproduction 2011;121:647-63.
  • Dicker D, Askenazi M, Feldberg D. Severe abdominal complications after transvaginal ultrasonographically guided retrival of oocytes for in vitro fertilization and embryo transfer. Fertil Steril 1993;59:1313.
  • El-Toukhy T, Hanna L. Pelvic infection after oocyte retrieval: a preventable complication or an inevitable risk? J Obstet Gynaecol 2006;26:701-3.
  • La Sala GB, Colpi G, Palomba S, et al. Infertilità umana: principi e pratica. Milano, Edra, 2014.

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