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Ecografia e monitoraggio della maturazione follicolare

Parere degli esperti

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Ecografia e monitoraggio della maturazione follicolare
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Il monitoraggio ecografico dell’ovulazione è un esame fondamentale nell’iter diagnostico-terapeutico delle coppie affette da sterilità. Ha lo scopo di studiare lo sviluppo follicolare, l’ovulazione, la formazione del corpo luteo sia in cicli spontanei che indotti farmacologicamente .

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L’osservazione ecografica si può eseguire per via transaddominale a vescica moderatamente piena ma solitamente si preferisce l’ecografia transvaginale, utilizzando appunto una sonda transvaginale che permette una migliore visualizzazione delle ovaie, delle dimensioni dei follicoli e dell’aspetto dell’endometrio .L’esame non è fastidioso e dura pochi minuti.

Nei cicli spontanei, il monitoraggio ecografico dell’ovulazione inizia circa al 6° 7° giorno del ciclo, durante la fase follicolare precoce. In questa fase si può distinguere un numero variabile di follicoli antrali di 3-5 mm. Dall’8° al 9° giorno inizia la selezione del follicolo dominante che a tale stadio misura circa 10 mm. Le dimensioni follicolari sono calcolate effettuando la media dei due diametri massimi. La crescita del follicolo aumenta di circa 1,5-2 mm al giorno fino ad arrivare ad un diametro periovulatorio di circa 21-22 mm, con una variabilità individuale che va dai 17 ai 27 mm. L’ovulazione può avere una cadenza variabile per cui, dal momento in cui si individua un follicolo di 15-16 mm di diametro, è consigliabile una valutazione quotidiana delle dimensioni follicolari per poter stimare esattamente il momento dell’ovulazione.

Avvenuta l’ovulazione , le pareti follicolari diventano irregolari ed entro 24-48 ore è possibile osservare il corpo luteo. Altro segno di avvenuta ovulazione è la comparsa di una falda liquida nel cavo del Douglas segno della deiscenza del follicolo e di conseguenza del liquido follicolare.

Con l’ecografia transvaginale e in corso di monitoraggio è importante anche valutare lo spessore dell’endometrio. Durante la fase proliferativa l’endometrio diventa iposonico e si ispessisce misurando, al 7/8° giorno del ciclo, circa 5-7-mm; in fase periovulatoria (12°-14° giorno del ciclo) raggiunge uno spessore di 8-14 mm e assume un caratteristico aspetto a tre linee (endometrio trilaminare). Dopo l’ovulazione, l’endometrio diventa omogeneamente iperecogeno e aumenta di spessore per poi ridursi nella fase luteale tardiva fino alla mestruazione.

Quando la donna non ovula regolarmente o quando si eseguono metodiche di fecondazione assistita si ricorre all’ induzione farmacologica dell’ovulazione usando, in base a svariati protocolli terapeutici, farmaci quali il citrato di clomifene o le gonadotropine. In questo diventa indispensabile il monitoraggio ecografico dell’ovulazione sia per dimostrare l’avventa ovulazione sia per verificare il numero di follicoli giunti a maturazione come, appunto, nei protocolli di inseminazione intrauterina o di fecondazione in vitro.

Il monitoraggio ecografico è, quindi, entrato a far parte integrante di tutti i protocolli di induzione dell’ovulazione e lo si pratica in tutte le pazienti che si sottopongono a trattamenti per la sterilità. Infatti, come detto, si può così monitorare lo stadio di sviluppo e il numero dei follicoli che vanno incontro a processi maturativi. Si può così cogliere il momento più opportuno per procedere a un trattamento di procreazione medicalmente assistita o per consigliare alla coppia il momento più favorevole per u rapporto sessuale a fine procreativo.

Inoltre il monitoraggio ecografico permetterà di valutare situazione di mancata risposta ovulatoria o anche di esagerata risposta alla stimolazione follicolare con presenza di numerosi follicoli che possono dar luogo a quadri di iperstimolazione ovarica che necessitano opportuna sospensione della stimolazione farmacologica stessa.

Dott.Maurizio Cignitti - Responsabile Centro Medicina della Riproduzione, SOD Divisione Ostetricia e Ginecologia Ospedali Riuniti Ancona