Ecografia e monitoraggio della maturazione follicolare

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Ecografia e monitoraggio della maturazione follicolare

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Fisiologicamente ogni mese, durante l’ovulazione, l’ovaio della donna rilascia un singolo ovocita maturo all’interno della tuba uterina, dove potrà essere fecondato dagli spermatozoi.

Durante la fase follicolare del ciclo ovarico la diminuzione dei livelli di estrogeni e progesterone nel plasma favorisce il rilascio delle gonadotropine, FSH (ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone luteinizzante), da parte del lobo anteriore dell’ipofisi. L’incremento della concentrazione ematica delle gonadotropine stimola la crescita di una certa quantità di follicoli primordiali che, sotto controllo ormonale, aumentano di dimensioni e rilasciano una certa quantità di estrogeni.

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La presenza degli estrogeni, prodotti dagli stessi follicoli in crescita, inibisce il rilascio di FSH da parte dell’ipofisi, con conseguente selezione del follicolo dominante e degenerazione per atresia dei follicoli non dominati in crescita. Il follicolo dominante, infatti, è quello tra il pool di follicoli primordiali selezionati all’inizio della fase follicolare del ciclo ovarico che continuerà a rispondere al controllo dell’FSH, accrescendosi e rilasciando la cellula uovo durante l’ovulazione, nonostante la concentrazione dell’ormone diminuisca per azione degli estrogeni prodotti.

Nei trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA) l’induzione della crescita follicolare multipla rappresenta un aspetto chiave di tutti i protocolli di stimolazione ormonale. La somministrazione di gonadotropine esogene durante i trattamenti di PMA permette di superare il meccanismo di selezione fisiologico di un unico follicolo dominante e determinare la crescita di più follicoli ovarici per ciclo mestruale, al fine di consentire il recupero di un adeguato numero di ovociti di buona qualità e aumentare la probabilità di ottenere la gravidanza.

Il primo monitoraggio della crescita follicolare si esegue dopo 5-6 giorni l’inizio della stimolazione ormonale con le gonadotropine esogene e consiste nel dosaggio ematico della concentrazione di estradiolo circolante e nel controllo ecografico transvaginale del numero e del diametro dei follicoli in crescita. In seguito, il controllo follicolare si realizza a giorni alterni fino al raggiungimento delle dimensioni preovulatorie (17-18 mm) di almeno uno o due follicoli.

L’obiettivo principale del monitoraggio della crescita follicolare è quello di individuare il momento ottimale per indurre l’ovulazione multipla dei follicoli che si sono accresciuti, mediante somministrazione di gonadotropina corionica umana (hCG) o di LH.

In letteratura esiste un accordo generale secondo il quale si ha una maggiore probabilità di recuperare un ovocita maturo e competente (cioè, un ovocita che si trova allo stadio di metafase II e può essere fecondato dallo spermatozoo) quando si aspira il fluido follicolare contenuto in un follicolo “grande” durante la procedura del prelievo ovocitario. La dimensione del follicolo in crescita sarebbe, infatti, indicativa della maturità nucleare raggiunta dall’ovocita contenuto al suo interno.

Gli ovociti maturi allo stadio di metafase II sono recuperati frequentemente da follicoli che, al momento dell’induzione della superovulazione, hanno raggiunto un diametro medio di 16-18 mm, mentre gli ovociti immaturi, allo stadio di vescicola germinale (GV) e/o di metafase I, sono contenuti all’interno di follicoli con dimensioni inferiori a 12 mm.

La maturità nucleare dell’ovocita è supportata da adeguati livelli di estradiolo e il dosaggio ematico dell’ormone permette di valutare meglio la risposta ovarica della donna alla stimolazione ormonale. Inoltre, durante i trattamenti di procreazione medicalmente assistita è importante determinare periodicamente la concentrazione ematica dell’estradiolo circolante al fine di ridurre il rischio sviluppare la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS, ovaric hyperstimulation syndrome), la cui gravità può variare da paziente a paziente. In presenza di livelli elevati di estradiolo, infatti, vi è un aumentato rischio di OHSS che consiste in un aumento del volume delle ovaie associato a dolore addominale, nausea e versamento di liquidi all’interno della cavità peritoneale.

Il controllo ecografico della crescita follicolare è effettuato mediante ecografia transvaginale, bidimensionale (2D) o tridimensionale (3D). Si tratta di un esame non invasivo, della durata media di 10-15 minuti, che dagli anni ’90 ha sostituito l’ecografia transaddominale nel monitoraggio dei follicoli in crescita durante le stimolazioni ormonali, migliorando la qualità e la risoluzione dell’immagine poiché permette di evitare l’interferenza ecografica del grasso addominale. A oggi, la tecnica ecografica più utilizzata per misurare le dimensioni dei follicoli è quella bidimensionale (2D).

Ecograficamente i follicoli appaiono come delle strutture rotondeggianti, piatte, di colore nero poiché ripiene di fluido follicolare prodotto dalle cellule della teca del follicolo stesso. Il diametro medio di ciascun follicolo in crescita è calcolato misurando manualmente i due diametri più lunghi (obliqui).

Sebbene questa tecnica sia impiegata per valutare la crescita follicolare nella maggior parte dei cicli di fecondazione assistita, l’ecografia 2D presenta tuttavia una serie di limitazioni intrinseche che la rendono una tecnica poco standardizzata. I follicoli che si sviluppano durante la stimolazione ormonale hanno spesso delle forme irregolari, di conseguenza la determinazione del loro diametro medio può essere soggetta a una variabilità intraoperatore e interoperatore che è stata stimata essere di circa il 20%.

L’ecografia transvaginale tridimensionale permette, invece, di monitorare la crescita dei follicoli e di determinare il volume follicolare mediante sistema computerizzato. I follicoli in crescita appaiono ecograficamente come delle sfere e ciascuno di essi è identificato sullo schermo con un colore specifico. La determinazione del volume follicolare è indipendente dalla forma del follicolo e la misurazione automatizzata permette di fornire informazioni più accurate e più precise della risposta ovarica alla stimolazione ormonale.

In letteratura è stata riportata una corrispondenza del 95% tra il volume follicolare misurato mediante ecografia 3D automatizzata e l’effettivo volume del follicolo, che è stato calcolato misurando il volume del fluido follicolare contenuto al suo interno e aspirato.

Inoltre, l’impiego dei sistemi computerizzati per il monitoraggio della crescita follicolare riduce il tempo richiesto per l’esame ecografico e l’affollamento delle sale d’attesa poiché i dati dell’ecografia sono memorizzati e possono essere analizzati in dettaglio in un secondo momento.

La tecnologia ecografica 3D automatizzata, tuttavia, non migliora in maniera significativa i risultati dei trattamenti di fecondazione in vitro e i costi elevati ne limitano l’utilizzo nella pratica clinica dei Centri di PMA.

Confrontando il numero di ovociti recuperati, la percentuale di ovociti maturi e il tasso di gravidanza clinica, infatti, non sono state osservate differenze tra il monitoraggio ecografico bidimensionale o tridimensionale della crescita follicolare. Per queste ragioni, ancora oggi, l’ecografia transvaginale 2D rappresenta la tecnologia ecografica di riferimento per il monitoraggio della crescita follicolare multipla durante i trattamenti di procreazione medicalmente assistita.

Bibliografia

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