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Differenze tra le varie tecniche di procreazione medicalmente assistita

Parere degli esperti |time pubblicato il
Differenze tra le varie tecniche di procreazione medicalmente assistita

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono generalmente suddivise in primo, secondo e terzo livello.

L’IUI, ossia l’inseminazione intra-uterina, è una tecnica di primo livello ed è considerata un’efficace terapia non invasiva consigliata soprattutto per le coppie in cui la donna ha problemi di ovulazione e lo sperma dell’uomo ha solo leggeri problemi di motilità e concentrazione oppure per casi di infertilità inspiegata. Tale procedura non è, tuttavia, consigliata per pazienti che presentano endometriosi, grave infertilità maschile, e per donne con età al di sopra dei 35 anni.

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L’IUI favorisce l’incontro diretto del gamete maschile e di quello femminile tramite l’inserimento del seme, trattato precedentemente in laboratorio, nella parte alta della cavità uterina; superando così le barriere naturali che impediscono l’ascesa del liquido seminale nel tratto riproduttivo femminile.

In genere, una coppia va incontro dai quattro ai sei cicli di IUI prima di considerare una terapia alternativa. Ciononostante, pazienti che presentano un grave fattore maschile, un’età materna avanzata o una grave endometriosi vengono indirizzati sin da subito a tecniche di II livello.

Le tecniche di secondo e terzo livello sono indicate soprattutto per pazienti che presentano un quadro ginecologico e/o andrologico più complicato.

Le tecniche di fecondazione assistita più diffuse sono quelle di II livello e vengono eseguite in anestesia locale e/o sedazione profonda. L’incontro del gamete maschile e di quello femminile avviene in vitro, ossia al di fuori del corpo femminile, a cui fa seguito il transfer dell’embrione creato in vitro nell’utero della donna. Le tecniche principali della fecondazione in vitro sono:

  • La FIVET (fecondazione in vitro ed embryo transfer) è indicata soprattutto per pazienti che presentano una buona motilità e concentrazione spermatica, ma che hanno avuto un fallimento alla tecnica di inseminazione intra-uterina o che hanno lesioni alle tube di Falloppio.
  • L’ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) è consigliata soprattutto nei casi in cui:
  • il seme presenti una povera morfologia e scarsa motilità spermatica, fallendo a precedenti tentativi di IUI e di FIVET;
  • quando, seppure ci sia una buona motilità e/o concentrazione spermatica, gli ovociti non riescono a essere fertilizzati con la classica FIVET;
  • un blocco a livello del tratto riproduttivo maschile ostacola la fuoriuscita degli spermatozoi;
  • si utilizzino ovociti precedentemente congelati.

FIVET e ICSI presentano gli stessi primi step: entrambe le tecniche infatti prevedono una stimolazione ovarica, seguita dal pick-up ovocitario di breve durata durante il quale la donna è posta sotto sedazione.

Da questo punto in poi gli step per le due tecniche variano. Per quanto riguarda la FIVET, gli ovociti vengono messi a contatto con gli spermatozoi, dopo che questi sono stati processati in laboratorio, su una piastra di coltura, in modo tale da permettere la fecondazione dell’ovocita tramite l’ingresso spontaneo dello spermatozoo nel citoplasma dell’ovocita. Una volta fertilizzati, gli embrioni vengono monitorati fino al 3° o al 5° giorno (a seconda della qualità dell’embrione e dell'età della paziente), ossia il giorno in cui avviene il transfer dell’embrione, dove solo gli embrioni di miglior qualità verranno trasferiti, congelando tutti quelli in eccesso purché di buona qualità.

Per quanto riguarda la ICSI, come detto i primi step, ossia la stimolazione ovarica e il pick-up ovocitario sono uguali alla FIVET. Ciò che cambia è la modalità di fecondazione dell’ovocita: con la procedura ICSI, uno spermatozoo, dopo esser stato selezionato dall’embriologo, viene iniettato direttamente nel citoplasma dell’ovocita utilizzando uno strumento chiamato micromanipolatore. Una volta avvenuta la fecondazione, gli embrioni vengono monitorati e poi successivamente quello o quelli migliori saranno trasferiti nell'utero della donna, con le stesse modalità utilizzate per la FIVET.

Inoltre, in base alla decisione del medico e del paziente, gli embrioni prodotti tramite tali tecniche, talvolta, vengono sottoposti alla diagnosi genetica pre-impianto in modo tale da incrementare il successo di gravidanza dopo il transfer. Tale diagnosi, infatti, aiuta a capire se l’embrione è soggetto a un riarrangiamento cromosomico, limitando così i rischi associati al transfer di embrioni con anomalie cromosomiche che conducono al fallimento dell’impianto in utero o all’aborto.

Infine, le tecniche di terzo livello, eseguite in anestesia generale, sono:

  • GIFT (gamete intrafallopian transfer, trasferimento di ovociti e spermatozoi nelle tube): viene utilizzato soprattutto in casi di infertilità idiopatica e lievi o moderati casi di fattore maschile;
  • ZIFT (zigote intrafallopian transfer, trasferimento nelle tube degli zigoti);
  • PROST (pronuclear stage transfer, trasferimento di embrioni allo stadio di due pronuclei);
  • TET (tubal embryo transfer, trasferimento in tuba degli embrioni).

La GIFT consiste nella stimolazione ovarica, pick up degli ovociti, preparazione del liquido seminale e nel contemporaneo collocamento di entrambi i gameti maschili e femminili nelle tube di Falloppio, favorendo, in tal modo, una fecondazione naturale, ossia in vivo, dell’ovocita. Tale tecnica, quindi, è da considerarsi fisiologica, in quanto mima i meccanismi chiave coinvolti in un ciclo di fertilizzazione di successo. La fertilizzazione e lo sviluppo embrionale avvengono in vivo e come conseguenza ci sarà lo sviluppo di un giovane embrione nelle tube di Falloppio facilitando, quindi, l’ingresso dell’embrione nella cavità uterina al momento adatto, incrementando così l'opportunità di impianto dell’embrione nell’utero. Ciò è positivo poiché non vi è eccessiva manipolazione dei gameti, però sfavorevole in quanto non si ha indicazione relativamente al successo della fecondazione e quindi di un’eventuale gravidanza.

Le altre tecniche di III livello, ossia ZIFT, PROST e TET, prevedono il trasferimento di zigoti, embrioni allo stadio di due pronuclei ed embrioni rispettivamente, innalzando quindi il successo di un’eventuale gravidanza, in quanto si è assistito alla fecondazione in vitro, seppur a costo di una maggior manipolazione. Queste tecniche di III livello non sono attualmente molto utilizzate, in quanto presentano una percentuale di successo più bassa rispetto a quelle di II livello.

In conclusione, grazie alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, più di 8 milioni di bambini sono nati nel mondo e ancora tanti altri ne nasceranno in futuro aiutando milioni di coppie a esaudire il loro desiderio di concepimento.

Dott.ssa Roberta Manzo - Embriologa, Chianciano Salute SPA

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