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Definizione dei range di normalità nel potenziale di fertilità maschile

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Definizione dei range di normalità nel potenziale di fertilità maschile

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) al fine di uniformare i parametri di valutazione dello spermiogramma e definire il concetto di normalità fertile maschile, ha diramato nel 1997 e nel 2000 le linee guida in cui si stabiliscono i criteri di normalità:

A livello macroscopico i parametri presi in considerazione sono:

Volume

2-6 ml

pH

7.2-7.8

Aspetto

Proprio o fisiologico o normale

Fluidificazione

Fisiologica o completa o normale

Viscosità

Fisiologica o nei limiti o normale

e parametri microscopici:

N ° spermatozoi/ml

≥ 20 milioni

N° spermatozoi/eiaculato

≥ 40 milioni

Motilità totale

≥ 50%

Motilità rapidamente progressiva

≥ 25%

Morfologia normale

≥ 30%

Test vitalità

≥ 70%

Leucociti

≤ 1 milione

Emazie

Assenti

Elementi linea germinativa

Rari

Cellule epiteliali di sfaldamento

Rare

Zone di spermioagglutinazione

Rare

Corpuscoli prostatici

Rari

L’attenta valutazione di uno spermiogramma non può assolutamente prescindere da una corretta valutazione dei dati che vengono presi in considerazione e conseguentemente risulta assai utile ai fini dell’orientamento diagnostico. Infatti se consideriamo semplicemente i soli dati relativi agli spermatozoi (numero, motilità e soprattutto forma) si è sicuramente orientati ad ipotizzare una patologia pre-gonadica o gonadica (malattia genetica, alterato equilibrio ormonale, varicocele, ecc.) alla base delle problematiche di fertilità maschile. Se invece valutiamo lo spermiogramma nella sua totalità spesso ci accorgiamo che diverse situazioni anomale possono essere riferibili a patologie post-produttive come nel caso delle flogosi urogenitali.

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Questa affermazione potrebbe sembrare banale ma in realtà nasconde verità che risultano ancora sconosciute se è vero che l’OMS ha diramato anche la reale classificazione delle cause maschili di infertilità che indicano come la causa più frequente sia rappresentata dalle flogosi urogenitali (prostatiti, vescicoliti, uretriti) nell’ordine del 60-70% dei casi.

Le problematiche maschili sono responsabili di infertilità di coppia con la stessa incidenza di quella femminile. Pertanto ci si aspetterebbe una uguale attenzione o valutazione delle problematiche di entrambi i partner. Ciò in realtà non sempre si verifica per la reticenza ancora palpabile negli uomini a sottoporsi a periodiche valutazioni specialistiche e all’opposto per una ancora latente predisposizione alla valutazione della sola donna ritenuta principale indiziata della mancata fertilità.

In definitiva, più semplicemente si potrebbe concludere dicendo che se emergono alterazioni in una delle varie voci della tabella dell’OMS vale la pena indagarle.

Roberta Pecorari - Centro per la fecondazione assistita “I CEDRI”, Fara Novarese (NO)