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Crioconservazione di spermatozoi

Parere degli esperti |time pubblicato il
Crioconservazione di spermatozoi

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La crioconservazione di spermatozoi è una tecnica che consente di mantenere gli spermatozoi in uno stato vitale, utilizzando temperature criogeniche (–196 °C). I pazienti che si sottopongono a questo trattamento potranno utilizzare in futuro gli spermatozoi al fine di ottenere una gravidanza tramite tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA).

La crioconservazione degli spermatozoi si applica a: pazienti affetti da patologie che necessitano di terapie inducenti danni alla spermatogenesi (patologie neoplastiche, autoimmuni ecc.), pazienti affetti da patologie urologiche che si devono sottoporre a interventi chirurgici in grado di alterare i meccanismi dell’eiaculazione, pazienti con lesioni al midollo spinale, pazienti con un severo e progressivo peggioramento della qualità del seme, pazienti criptozoospermici (numero limitato di spermatozoi), pazienti che si sottopongono a vasectomia, pazienti esposti a sostanze potenzialmente genotossiche, pazienti inseriti in programmi di fecondazione medicalmente assistita (difficoltà psicologiche a raccogliere l’eiaculato al momento del prelievo ovocitario o assenza per motivi di lavoro il giorno della fecondazione).

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Il paziente si deve sottoporre a indagini di laboratorio per escludere la presenza dei virus dell’epatite B, C, HIV e citomegalovirus al fine di evitare la trasmissione da un campione all’altro poiché questi si possono trasmettere attraverso l’azoto liquido in cui vengono conservati i campioni seminali. Tali esami devono essere eseguiti non oltre 3 mesi prima della crioconservazione del seme. È opportuno osservare un periodo di astinenza dai rapporti sessuali di 3-5 giorni. Il paziente deve compilare e sottoscrivere un modulo di consenso informato che regolerà il suo rapporto con la Banca del seme. La Banca del seme deve garantire la rintracciabilità del campione che deve essere identificato con un codice univoco ben leggibile e indelebile. Per ogni paziente devono essere registrate tutte le informazioni che riguardano la tipologia di paillettes e il lotto, il terreno crioprotettivo e il lotto, il numero di paillettes crioconservate per singolo paziente e la loro localizzazione nella Banca. Ogni Banca del seme deve essere dotata di un archivio in cui devono essere conservati a tempo indefinito tutti i dati relativi ai pazienti.

Lo sperma raccolto per la crioconservazione viene sottoposto a spermiogramma per verificarne la quantità e la qualità, dopodiché viene diluito con il terreno crioprotettivo e trasferito in appositi contenitori chiamati paillettes il cui numero dipende dal volume totale del campione e dal numero degli spermatozoi mobili presenti in ciascun millilitro del materiale raccolto. Successivamente le paillettes vengono progressivamente portate a temperatura sempre più bassa fino a essere immerse in azoto liquido alla temperatura di –196 °C. Il processo di congelamento dura circa 3 ore. Il giorno dello scongelamento si estraggono lentamente le paillettes dall’azoto liquido, si lasciano scongelare a temperatura ambiente fino a 37 °C, dopodiché si controlla il numero e la mobilità degli spermatozoi scongelati. La tecnica di scongelamento deve garantire alle cellule di recuperare le normali attività biologiche.

Il maggior rischio della crioconservazione è rappresentato dall’incapacità degli spermatozoi di conservare la loro vitalità e fertilità durante il processo di congelamento e di recupero, e in linea di massima circa la metà delle cellule spermatiche presenti nel campione non sopravvive al processo. Tuttavia gli spermatozoi che sopravvivono alla procedura di congelamento/scongelamento sono perfettamente normali e vari studi dimostrano che la crioconservazione non danneggia né geneticamente né metabolicamente gli spermatozoi.

Marianna Serrenti - Biologa presso il Servizio di Ostetricia e Ginecologia, Diagnosi Prenatale e Preimpianto, Terapia Fetale, Ospedale Regionale per le Microcitemie

Bibliografia di riferimento

  • Bielanski A. A review of the risk of contamination of semen and embryos during cryopreservation and measures to limit cross-contamination during banking to prevent disease transmission in ET practices. Theriogenology 2012;77(3):467-82.
  • Gandini L, Lenzi A. Biotecnologie della riproduzione umana. Carocci, Roma, 2012.
  • Sherman JF. Cryopreservation of human semen. In BA Keel, BW Webster (eds). Handbook of the laboratory diagnosis and treatment of infertility. CRC Press, Boca Raton 1990:229.