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Cosa fare quando si scopre di essere infertili

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Cosa fare quando si scopre di essere infertili

Per sapere cosa fare quando si scopre di essere infertili è necessario conoscere alcune informazioni essenziali sulle cause dell’infertilità, soprattutto quando riguarda la donna. Successivamente si eseguiranno esami per definire gravità e cause del problema e  infine si imposteranno le principali terapie.

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Cause dell'infertilità

Si definisce infertilità quella condizione nella quale, dopo un anno di rapporti sessuali non protetti (vale a dire senza uso di metodi anticoncezionali), una coppia non riesce ad avere un figlio. Viceversa, le coppie fertili, mediamente, riescono ad ottenere una gravidanza dopo 2-3 mesi di rapporti sessuali regolari. L'infertilità è una condizione che riguarda una percentuale variabile dal 13% al 16% delle coppie in età teoricamente fertile.

La diffusione di questa condizione, inoltre, sembra in aumento, sia perché la coppia decide sempre più tardi di avere un bambino, sia, forse, per abitudini di vita e fattori ambientali sfavorevoli come l'inquinamento. Un 30% dei casi di infertilità dipende esclusivamente da alterazioni dell’apparato riproduttivo femminile, per un terzo soltanto dall'uomo e, per un altro terzo, l’infertilità dipende da disfunzioni che riguardano entrambi i membri della coppia.

Cause di infertilità femminile

Nella donna le cause di infertilità sono oggi in parte diverse rispetto al passato, per numerose ragioni legate anche alle abitudini di vita. Il fattore età, cioè lo slittamento in avanti nel tempo della decisione di avere figli, ha reso non solo minori le probabilità di un concepimento fisiologico, ma anche più difficile la correzione delle cause della ridotta fertilità, anche con le tecniche terapeutiche più avanzate.

Infertilità da anovulazione

Se l’ovulo non viene rilasciato nelle tube di Falloppio, non può essere fecondato, quindi la mancata ovulazione, o anovulazione, è causa di infertilità in almeno il 29% dei casi.

Generalmente l'anovulazione è determinata da una scarsa o inadeguata produzione di ormoni ipofisari, in particolare di ormone follicolo stimolante (Follicle Stimulating Hormone: FSH) e di ormone luteinizzante (Luteinizing Hormone: LH). I motivi per i quali questi ormoni non sono prodotti in maniera corretta sono vari: alterazioni genetiche, difetti congeniti, stress e diete incongrue, fino a condizioni estreme come obesità o anoressia. Alcune condizioni predispongono all’anovulazione con meccanismi non del tutto noti, come la Sindrome dell'ovaio policistico. Anche altri tipi di disturbi endocrini, come ad esempio un cattivo funzionamento della tiroide, possono determinare una mancanza dell'ovulazione.

In alcuni casi, all’anovulazione si associa una mancanza delle mestruazioni, condizione definita amenorrea; a volte i cicli mestruali non sono del tutto assenti, ma sono molto irregolari, ritardano o anticipando la loro comparsa o risultano alterati per quantità. Il medico sarà in grado di valutare il tipo di alterazione del ciclo mestruale e di individuarne la causa, per istituire l'opportuna terapia.

Infertilità cervicale

Si parla di infertilità cervicale quando il mancato concepimento è correlabile ad alterazioni di struttura o funzione del collo (o cervice) dell’utero e rappresenta circa il 2% delle cause di infertilità nella donna. Spesso consiste in alterazioni della quantità o della qualità del muco prodotto dal collo dell’utero, tali da impedire il passaggio degli spermatozoi verso la cavità dell’utero. Ciò può essere causato anche da infezioni che abbiano danneggiato le ghiandole che producono il muco. La donna può avvertire soggettivamente, alcuni giorni prima dell'ovulazione, una diminuzione o l'assenza del muco che dalla cervice si riversa in vagina ed anche all'esterno. Il medico potrà diagnosticare un'infertilità cervicale esaminando il muco nel periodo opportuno e richiedendo eventualmente esami specifici, fra i quali il test post-coitale (Post - coital test). Questo esame si esegue visitando la donna alcune ore dopo un rapporto sessuale, che deve avvenire a ridosso del tempo previsto per l’ovulazione. Durante la visita viene valutata la presenza nel muco di spermatozoi attivi. Infatti queste cellule, in condizioni normali, sopravvivono diverse ore.