Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Consiglio di Stato mette i paletti all’eterologa

Notizia|timepubblicato il
Consiglio di Stato mette i paletti all’eterologa

Il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole al regolamento nel quale sono state introdotte alcune direttive europee sulla fecondazione assistita tramite la donazione di gameti maschili e femminili. Ha anche inserito alcuni paletti per quanto riguarda l’età dei donatori ed il numero di gameti donati.

Potrebbe interessarti anche…

Lo scorso Aprile il Consiglio dei Ministri aveva approvato un regolamento che recepiva la direttiva 2012/39/UE della Commissione. Questa direttiva definisce norme di qualità e di sicurezza per la donazione, l’approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umane.

Il Consiglio di Stato in sostanza approva il regolamento ma ci sono ancora delle modifiche da fare.

  • Si dovrà porre dei “limiti di età per la donazione di cellule riproduttive, al fine di assicurare che le cellule riproduttive da utilizzare nell'ambito della procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo rispondano a criteri di efficacia (garantire che le cellule abbiano ragionevoli probabilità di successo, dando luogo a gravidanze e nascite) e di sicurezza (assicurare che le cellule donate non diano luogo a problemi di salute)”. I limiti d’età, suggeriti in sede di audizione, dovrebbero essere 25 anni per la donna e 35 anni per l’uomo;
  •  Per ridurre “al minimo il rischio di unioni inconsapevoli tra nati da eterologa consanguinei” bisognerà limitare “le cellule riproduttive donate da un medesimo donatore” che non potranno “determinare più di dieci nascite". Questo nel caso la coppia che ha avuto un figlio tramite la fecondazione eterologa non “intenda sottoporsi nuovamente a tale pratica utilizzando le cellule dello stesso donatore”;
  • -Dovranno essere “specificati i test da effettuare sul donatore, ai fini della realizzazione dello screening genetico di geni autosomici recessivi risultanti prevalenti nel contesto etnico del donatore in base a prove scientifiche internazionali, nonché di una valutazione del rischio di trasmissione di patologie ereditarie che risultano presenti nella famiglia del donatore”;
  • -“Nel caso in cui, dopo aver effettuato la donazione, il donatore venga a conoscenza di essere affetto o portatore di malattie trasmissibili mediante fecondazione eterologa, malattie di cui è ragionevole ipotizzare la presenza antecedentemente alla donazione, è tenuto ad informare tempestivamente la struttura presso la quale ha effettuato la donazione stessa";
  • La coppia dovrà “essere informata degli esami clinici cui è stato sottoposto il donatore, dei relativi test impiegati e del fatto che tali esami non possono garantire, in modo assoluto, l'assenza di patologie per il nascituro";
  • I test sul donatore dovranno essere eseguiti entro 72 ore dalla donazione o nell’arco delle 72 ore antecedenti la donazione;
  • Il periodo di quarantena di almeno 180 giorni potrà essere evitato “se il campione di sangue prelevato al momento della donazione viene sottoposto anche a test con tecnica di amplificazione nucleica per HIV, HBV e HCV, ovvero se il trattamento comprende una fase di inattivazione convalidata per i virus interessati; in ogni caso, i risultati delle indagini devono essere disponibili prima dell'utilizzo dei gameti”.

Ora il testo dovrà passare in Parlamento per l’esame delle Commissioni competenti per poi tornare al Consiglio dei Ministri con le modifiche suggerite per l’approvazione definitiva.

Simon Basten

Fonti: Eur-Lex, Quotidiano Sanità, Giustizia Amministrativa