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Le competenze minime del ginecologo

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Le competenze minime del ginecologo

L’empatia è una delle competenze principali che deve avere un ginecologo, soprattutto per quelli che operano nel mondo della medicina riproduttiva. La capacità di comunicare alla coppia è fondamentale soprattutto per via della delicatezza di una situazione nella quale una coppia potrebbe sentirsi vulnerabile. Questo è quanto ci ha detto il Prof. Nicola Colacurci, Direttore del Dipartimento Universitario di Scienze Ginecologiche, Ostetriche e della Riproduzione della Seconda Università di Napoli, in un’intervista alla Fondazione Cesare Serono durante il meeting annuale dell’Associazione Ginecologi Universitari Italiani (AGUI) che si è tenuta a Roma presso l’Ospedale Sant’ Andrea il 13-14 Dicembre 2019.

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Il meeting di AGUI è un momento formativo dove si riuniscono i ginecologi di tutta Italia per acquisire specifiche competenze. Il tema di quest’anno è stata l’identificazione delle competenze minime che un ginecologo generalista che esce dalle scuole di specializzazione deve avere nei vari campi, e che poi diventeranno ulteriori specializzazioni in un percorso post specializzazione.

Le competenze del ginecologo interessato alla medicina della riproduzione sono tante e varie. Ma il Professore ha voluto sottolineare che oggi tutti i medici, non solo i ginecologi, devono avere una maggiore attenzione all’empatia, “cioè al modo in cui si vuole comunicare con la coppia. In ambito della medicina della riproduzione in modo particolare, perché la coppia che vuole avere un figlio e non riesce ad averlo è una coppia particolarmente sensibile, estremamente attenta a tutte le problematiche di tipo riproduttivo, e che può essere facilmente circuita da persone che non hanno una specifica competenza e millantano successi incredibili”.

Ed è stato per questa competenza che durante il meeting è stato sperimentato il Human Virtual System (HVS), la metodologia sviluppata nell’ambito della formazione esperienziale rivolta ai medici: si tratta di un simulatore di situazioni cliniche in cui i medici possono applicare ed allenare le proprie conoscenze, relazionandosi in real-time con un Avatar digitale. L’Avatar è un paziente digitale, riprodotto in computer-grafica realistica, ma guidato da un’intelligenza umana: a dargli voce e anima sono attori che, preparati sul percorso della coppia infertile, interagiscono con i medici sottolineando l’aspetto empatico ed emozionale che emerge nel dialogo tra medico e pazienti. “Oggi abbiamo fatto un’esperienza con i specializzandi che è stata estremamente interessante, perché hanno messo in gioco la loro capacità di fare counselling di rispondere alle domande della coppia. E’ una metodica estremamente utile e che avrà un notevole sviluppo nell’ambito della formazione multimediale”, ha concluso il Prof. Colacurci.

Simon Basten
Video: Marco Marcotulli