Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Coltura embrionaria a blastocisti

Parere degli esperti |time pubblicato il
Coltura embrionaria a blastocisti

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La coltura degli embrioni allo stadio di blastocisti è una metodica utilizzata nelle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), al fine di migliorare le possibilità di gravidanza.

Nei trattamenti di II e III livello di PMA, la fecondazione dell'ovocita con lo spermatozoo avviene in vitro, ovvero all'esterno dell'organismo femminile e non come in natura al suo interno. La coltura degli embrioni allo stadio di blastocisti procede nelle seguenti fasi:

Potrebbe interessarti anche…

  • Giorno 0: gli ovociti vengono prelevati (pick-up) e il liquido seminale capacitato in laboratorio; l'embriologo procede quindi alla fecondazione dell'ovocita utilizzando la tecnica FIVET (ovociti e spermatozoi vengono messi vicini in una piastrina e lo spermatozoo penetra spontaneamente nell'ovocita) o la tecnica ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo).
  • Giorno 1: giorno successivo alla fecondazione. Si controlla l'avvenuta fertilizzazione degli ovociti.
  • Giorno 2 e giorno 3: inizia il monitoraggio della crescita dello zigote. Una regolare divisione a 2 cellule si osserva dopo circa 22-24 ore dall'inseminazione, dopo circa 36-48 ore si ha una divisione a 4 cellule, dopo 72 ore si ha una divisione a 8 cellule. Le cellule sono contabili sino a un numero di 10-12.
  • Giorno 4: dalla quarta giornata post-inseminazione le cellule iniziano a compattarsi dando origine alla morula, un aggregato compatto di cellule.
  • Giorno 5 e giorno 6: si ha la formazione della blastocisti, la morula raggiunge lo stadio di blastocisti, in cui sono presenti circa 200 cellule. Al centro dell'embrione si forma una cavità ripiena di liquido detta blastocele che spinge le cellule verso l'esterno, a ridosso della zona pellucida, la membrana di rivestimento dell'embrione. La classificazione della blastocisti si basa su un punteggio che tiene conto del grado di espansione del blastocele e delle caratteristiche della massa cellulare interna (che darà origine al feto) e trofectoderma (che darà origine agli annessi embrionali).

Il trasferimento degli embrioni all'interno della cavità uterina può essere effettuato dopo 2-3 giorni dall'inseminazione fino a 5-6 giorni allo stadio di blastocisti.

La decisione relativa al giorno in cui effettuare il trasferimento degli embrioni è dettata da diversi fattori inerenti sia la paziente sia la qualità embrionaria. Per quanto riguarda la paziente vengono valutati la sua storia clinica, l'età, il tipo di stimolazione ormonale che ha effettuato e naturalmente la risposta alla suddetta stimolazione.

Per quanto riguarda gli embrioni, si considerano il numero e la qualità degli stessi, poiché non tutti riescono a crescere fino allo stadio di blastocisti.

Nelle pazienti con un buon numero di embrioni formatisi, è preferibile portarli avanti nella crescita, far sì che si autoselezionino in vitro i migliori dal punto di vista genetico. La coltura a blastocisti permette inoltre di selezionare embrioni con un maggior potenziale di impianto, questo permette quindi di adottare un comportamento più conservatore nel momento di decidere il numero di embrioni da trasferire. Gli embrioni che raggiungono lo stadio di blastocisti hanno maggiori possibilità di impianto e quindi alte percentuali di gravidanza. Il trasferimento di un unico embrione allo stadio di blastocisti permette inoltre di ridurre le possibilità di gravidanze plurime.

Il trasferimento degli embrioni allo stadio di blastocisti ottimizza i risultati poiché si ha una migliore selezione; quanto più tempo questi ultimi rimangono sotto osservazione in laboratorio, maggiori informazioni si hanno sulla loro qualità e capacità di sopravvivenza. Si parla invece di embrioni non evolutivi quando le cellule hanno arrestato il proprio sviluppo per almeno 24 ore.

Ogni osservazione degli embrioni al microscopio richiede la rimozione degli stessi dall'incubatore, ambiente ideale per il loro sviluppo, sottoponendoli quindi a piccole variazioni delle condizioni di coltura. Negli ultimi anni sono stati effettuati progressi nel campo della tecnologia che hanno portato allo sviluppo di incubatori time-lapse, consentendo l'osservazione in continuo degli embrioni senza che questi vengano rimossi dall'incubatore. Tutto questo è possibile grazie alla presenza al loro interno di piccole telecamere che raccolgono immagini in tempo reale, producendo quindi un filmato con ogni fase di sviluppo embrionale. Sulla base delle informazioni ottenute è possibile effettuare la scelta dell'embrione da trasferire; vengono valutati non solo la morfologia ma anche i tempi di divisione cellulare. I sistemi time-lapse sono automatizzati, ma richiedono comunque la presenza di un embriologo esperto per l'osservazione e la valutazione embrionaria. A tutt'oggi sono stati sviluppati nuovi terreni di coltura che permettono lo sviluppo in vitro degli embrioni fino allo stadio di blastocisti. Si tratta di terreni in grado di ridurre al minimo l'arresto dello sviluppo dell'embrione.

Non tutti gli embrioni hanno la capacità di svilupparsi in vitro sino allo stadio di blastocisti. Si tratta di un processo difficile che a volte l'embrione non è in grado di portare a termine. È importante che gli embrioni al terzo giorno dalla fecondazione abbiano una buona morfologia e solo in questo caso avranno un'alta probabilità di arrivare allo stadio di blastocisti. Potrebbe esserci il rischio di non avere embrioni in grado di svilupparsi regolarmente sino alla quinta giornata, ne consegue che ogni coppia deve essere seguita in modo personalizzato; lo staff del Centro di PMA deve valutare il momento ottimale per il trasferimento allo stadio di embrione o di blastocisti.

Marcella Floris - Servizio di Ostetricia e Ginecologia, Diagnosi Prenatale e Preimpianto – Terapia Fetale, Ospedale Regionale per le Microcitemie, Cagliari

Bibliografia di riferimento

  • Gandini E, Lenzi A. Biotecnologie della Riproduzione Umana. Carocci Faber Editore, 2012.
  • Gerris J. Single-embryo transfer versus multiple-embryo transfer. Reprod Biomed Online 2009;18 Suppl 2:63-70.
  • Kovacs P, Matyas S, Forgacs V, et al. Non-invasive embryo evaluation and selection using time-lapse monitoring: Results of a randomized controlled study. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol 2019 Feb;233:58-63.
  • Wang S, Chen L, Fang J, et al. Comparison of the pregnancy and obstetric outcomes between single cleavage-stage embryo transfer and single blastocyst transfer by time-lapse selection of embryos.Gynecol Endocrinol 2019 Apr 11:1-4.