Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Celiachia e infertilità femminile

Articolo |time pubblicato il
Celiachia e infertilità femminile

La malattia celiaca è anche associata ad un'aumentata frequenza di aborti e ad una riduzione della durata dell'allattamento (Ciacci et al. AJG 1996). Tali disturbi potrebbero essere corretti con una scrupolosa dieta senza glutine. La malattia celiaca è anche correlata ad un maggior rischio di malformazioni del feto come la spina bifida, che dipende da difetti dello sviluppo delle strutture dalle quali si formerà  il sistema nervoso (tubo neurale) e a malformazioni di labbra e palato.

Altri riflessi negativi in campo ostetrico possono essere: basso peso alla nascita e ritardo di crescita del feto nell'utero. Un dato interessante è stato raccolto nel gruppo di 12 donne con Malattia celiaca studiate da Martinelli et al. nel 2010. Tre neonati sono nati gravemente prematuri e non vitali (25%) e 5 neonati erano sottopeso (41%); nella stessa casistica ci sono stati anche tre casi (25%) di presentazione podalica (il nascituro ha le gambe in corrispondenza dell'apertura dell'utero) e uno di preeclampsia, una patologia gravidica che può essere anche molto grave.

Potrebbe interessarti anche…

Per quanto riguarda la ridotta durata dell'allattamento, l'unico dato, peraltro di notevole interesse, viene riportato in uno studio di Ciacci et al., nel quale nelle madri celiache non trattate, la durata dell'allattamento è ridotta di circa 2,5 volte, rispetto alle madri che seguivano la dieta senza glutine (Ciacci et al. 1996).

Dagli studi attualmente disponibili emergono inoltre altri elementi interessanti come la mancanza di correlazione tra la gravità  delle manifestazioni cliniche della malattia celiaca e le alterazioni della funzione riproduttiva. L'anemia da carenza di ferro può essere un indicatore per identificare i casi di malattia celiaca subclinica, che rappresenta il segno più evidente e frequente. Alcuni studi clinici evidenziano come la malattia celiaca possa manifestarsi nella sua forma conclamata o riattivarsi, durante la gravidanza, in pazienti con forma non evidente in termini clinici (subclinica) o che hanno intrapreso da tempo la dieta senza glutine,.

Sebbene il meccanismo che correla la malattia celiaca con le alterazioni della funzione riproduttiva non sia stato ancora completamente chiarito, il malassorbimento che provoca uno stato di malnutrizione generale e la carenza di elementi nutrizionali specifici, come ferro, acido folico e zinco, possono essere causa di ridotta fertilità  e dei problemi ostetrici e ginecologici associati alla malattia celiaca. Infatti, la presenza di alterazioni riproduttive nei casi di malattia celiaca subclinica suggerisce un ruolo importante delle carenze di fattori nutrizionali specifici come minerali (ferro, zinco) e vitamine (acido folico, vitamine B12, K e B6) importanti per lo sviluppo prenatale del feto. Bassi livelli sierici di acido folico nella madre sono anche associati all'aumento del rischio di aborti spontanei, ipotizzando che il concepimento sia avvenuto nel periodo di maggiore carenza. La carenza di elementi nutrizionali specifici è inoltre coinvolta nella patogenesi di numerose malformazioni: difetti del tubo neurale e dello sviluppo del cuore, malformazioni del sistema urinario, restringimento (stenosi) del piloro. Inoltre, l'inadeguato apporto di nutrienti è anche associato ad aumentato rischio di ritardo di crescita del feto all'interno dell'utero, distacco ed infarto placentare e parto prematuro.

Recentemente è stato suggerito che il ridotto apporto di acido folico abbia un ruolo nell'aumento di aborti spontanei osservato nelle donne celiache. Nelle pazienti che seguono la dieta senza glutine, un supporto dietetico con tale vitamina dovrebbe essere considerato nel periodo che precede il concepimento, perché anche modeste carenze di acido folico possono essere dannose per il feto. A tal proposito è bene ricordare che la concentrazione di acido folico negli eritrociti è un migliore indicatore del rischio di malformazioni congenite rispetto ai livelli sierici della stessa molecola. La menopausa nelle pazienti con malattia celiaca tende ad avere un anticipo di 7 anni rispetto ai controlli sani ed è caratterizzata da un'elevata incidenza di alterazioni nel metabolismo del tessuto osseo (osteopatia metabolica).

Anche lo stress ossidativo, può essere associato alle forme croniche di malattia celiaca. Esso consiste nell'accumulo nei tessuti di radicali liberi di origine lipidica e proteica. I radicali liberi sono sostanze derivate dal metabolismo delle cellule e che sono potenzialmente dannosi, quando non smaltiti adeguatamente. Nella forma classica di malattia celiaca sono molto attivi processi metabolici che provocano lo sviluppo di radicali liberi. Può essere importante valutare la variazione di indicatori di accumulo di molecole tossiche che potrebbero influenzare negativamente la funzione riproduttiva (Odetti et al 1998).

  1. 1
  2. 2
  3. 3