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Cause del dolore pelvico cronico nel maschio

Parere degli esperti |time pubblicato il
Cause del dolore pelvico cronico nel maschio

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La pelvi, anche detta bacino, è la regione anatomica posta al di sotto dell’ombelico, tra l’addome e gli arti inferiori. È composta dalle ossa del bacino (ischio, pube, ossa iliache, sacro e coccige) che delimitano la cavità pelvica, la quale ospita: organi, muscoli, nervi, vasi sanguigni, articolazioni e legamenti.

Gli organi contenuti nella cavità pelvica maschile sono: reni, vescica, uretra, ultime porzioni del colon, prostata, vescichette seminali e dotti deferenti. La base della cavità pelvica prende il nome di pavimento pelvico e lo spazio anatomico posto al di sotto di esso è il perineo (zona perianale tra i testicoli e l’ano). Il pavimento pelvico è attraversato da tre fori: uno anteriore che consente il passaggio dei vasi del pene, uno medio in cui passa l’uretra e uno posteriore per il passaggio del canale anale.

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Le varie componenti che costituiscono la pelvi non sono delle strutture inerti che delimitano la parte inferiore dell’addome; infatti esse svolgono delle funzioni di primaria importanza:

  • racchiudono e proteggono gli organi pelvici;
  • consentono la locomozione e il mantenimento della postura eretta;
  • sostengono la parte superiore del corpo scaricando il peso sugli arti inferiori.

Data la complessità anatomica e funzionale della pelvi è frequente riscontrare pazienti che presentano sintomi da dolore pelvico. Il dolore pelvico si manifesta maggiormente nel sesso femminile, ma spesso può interessare anche l’uomo. Purtroppo è una condizione clinica di difficile analisi, in quanto è caratterizzata da diversi sintomi riconducibili a dolori o fastidi che possono manifestarsi con diversa intensità e in diverse aree di localizzazione. I pazienti riferiscono prevalentemente un dolore localizzato al basso ventre, al pene, ai testicoli e al perineo, con possibili irradiazioni a livello lombare, inguinale, sovrapubico, sacrococcigeo e alla radice delle cosce.

Come accennato, l’intensità del dolore può variare da un leggero fastidio più o meno continuo fino a raggiungere grandi estremi, talvolta insopportabili, descritti dal paziente come fitte lancinanti che impediscono il normale svolgimento delle attività della vita quotidiana.

La sintomatologia dolorosa si amplifica durante la fase di svuotamento o riempimento vescicale, durante la defecazione, durante l’erezione e anche al momento dell’eiaculazione. Alcuni pazienti avvertono una scomparsa del dolore dopo la defecazione, ma in genere questo accade solo per un breve lasso di tempo per poi ripresentarsi.

In alcuni casi la sintomatologia dolorosa può aumentare se vengono mantenute per periodi di tempo troppo lunghi alcune posture, come ad esempio quella seduta.

L’uomo può avvertire dolore alla pelvi per varie cause, a seconda dell’organo e/o della struttura colpiti, tra cui: infezioni intestinali, malattie infiammatorie intestinali (ad esempio il morbo di Crohn), diverticolite, appendicite, stitichezza, ernia inguinale, emorroidi, infezioni urinarie, uretrite, prostatite, traumi e neoplasie a carico dell’apparato intestinale, urinario o riproduttivo.

Quando non è possibile associare il dolore pelvico a una causa specifica e direttamente diagnosticabile si parla di dolore pelvico cronico (Chronic Pelvic Pain Syndrome, CPPS), in altri termini è una sindrome clinica comune con eziologia sconosciuta e spesso associata a disturbi urinari, intestinali o disfunzioni sessuali [1].

Nel 1995 il National Institute of Health (NIH) ha dovuto riclassificare le prostatiti, in quanto la categoria più ampia di pazienti era costituita da uomini che presentavano la sintomatologia della prostatite ma senza infiammazione e/o infezione di tale ghiandola. Quindi la causa della loro patologia non poteva essere attribuita solamente a problemi alla prostata: tale condizione venne definita sindrome dolorosa pelvica cronica (CPPS) o anche prostatite cronica abatterica e non infiammatoria di tipo IIIB.

La CPPS è una situazione clinica complessa, caratterizzata da una costellazione di sintomi, con negatività microbiologica delle urine e del liquido seminale e con assenza di globuli bianchi nel secreto prostatico. Infatti, in tutti i pazienti affetti da sindrome dolorosa pelvica cronica non è possibile individuare batteri patogeni né nelle urine, né nel liquido seminale, né nel secreto prostatico. Inoltre un’alta percentuale di uomini che presenta dolore pelvico cronico è costituita da pazienti che in passato hanno avuto una prostatite non batterica [2].

Ad oggi la CPPS è una patologia in largo aumento, poiché viene diagnosticata facilmente, e colpisce una fascia di età molto ampia, dai 18 agli 80 anni. Anche se facilmente diagnosticabile, le cause di questa sindrome sono di difficile individuazione e perlopiù inspiegate. Possiamo comunque distinguere le cause in quattro tipologie:

  • genito-urinarie: uretrite, prostatite, colica renale, ernia inguinale, cancro alla prostata o alla vescica, gonorrea e sifilide;
  • gastrointestinali: infezioni, infiammazioni e tumori intestinali;
  • neurologiche: ansia, depressione ed eccessivo stress;
  • muscolo-scheletriche: stiramento muscolare acuto o lacerazioni inguinali e perianali, pubalgia e alterazioni posturali.

Nonostante si conoscano queste cause, la fisiopatologia del dolore pelvico cronico non è ancora completamente nota ma si ritiene che l’alterazione che induce la sintomatologia sia l’ipertono involontario dei muscoli del pavimento pelvico (aumento patologico del tono muscolare). In altri termini, il dolore pelvico cronico maschile è caratterizzato da un crampo o da uno spasmo cronico della muscolatura del pavimento pelvico. Il crampo muscolare comporta un’ischemia e quindi un ridotto apporto di ossigeno alle cellule muscolari, le quali attivano così un metabolismo anaerobico. Conseguentemente all’attivazione del metabolismo anaerobico si accumulano cataboliti tossici, il pH intracellulare aumenta diventando acido e si liberano sostanze vasoattive; tutto ciò induce un’irritazione delle terminazioni nervose presenti nella sede colpita dal crampo muscolare. Si origina cosi un piccolo nucleo infiammatorio (trigger point) responsabile dell’innesco del dolore pelvico cronico maschile.

Il dolore pelvico cronico maschile è un disturbo invalidante con un elevato impatto sulla fertilità e sulla qualità della vita del paziente. La muscolatura del pavimento pelvico ha un ruolo importante nell’attività sessuale, in quanto la contrazione muscolare pompa il sangue all’interno del pene aumentando la pressione intracavernosa che contribuisce a mantenere lo stato di erezione. Inoltre, le contrazioni ritmiche della muscolatura del pavimento pelvico favoriscono la propulsione del liquido seminale e quindi la sua successiva emissione [3].Risulta quindi evidente il ruolo del dolore pelvico cronico nella genesi delle disfunzioni sessuali maschili, in quanto pazienti con dolore pelvico hanno difficoltà a mantenere l’erezione e/o a raggiungere la piena rigidità. Questi sintomi sessuali possono portare a difficoltà di coppia e di conseguenza alla mancanza di concepimento, in quanto si possono tradurre in un vero e proprio evitamento del rapporto sessuale [3].

Inoltre, come già detto, il dolore pelvico cronico è quasi sempre associato anche a disturbi urinari e/o intestinali che hanno ripercussioni sulla qualità della vita del paziente e che possono portare a stati d’ansia e di depressione. È quindi doveroso diagnosticare e trattare correttamente questa patologia, ottenendo una riduzione della sintomatologia e conseguentemente un miglioramento della vita del paziente.

Silvia Bici - Procreazione Medicalmente Assistita, Policlinico Città di Udine

Bibliografia

  1. Polackwich AS, Shoskes DA. Chronic prostatitis/chronic pelvic pain syndrome: a review of evaluation and therapy. Prostate Cancer Prostatic Dis 2016;19(2):132-8.
  2. Wang W, Naveed M, Majeed F, et al. Morphological reseach on expression of inflammatory mediators in murine models of chronic prostatitis/chronic pelvic pain syndrome (CP/CPPS) induced by T2 antigen. Andrologia 2019;51(11):e13435.
  3. Cohen D, Gonzalez J, Goldstein I. The role of pelvic floor muscles in male sexual dysfunction and pelvic pain. Sex Med Rev 2016 Jan;4(1):53-62.