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Caffeina: possibile cofattore di infertilità?

Parere degli esperti |time pubblicato il
Caffeina: possibile cofattore di infertilità?

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’infertilità come “il mancato concepimento in una coppia dopo 12-24 mesi di rapporti mirati e non protetti” e complessivamente, secondo quanto afferma il Ministero della Salute, questa condizione riguarda circa il 15% delle coppie [1]. Le cause di infertilità sono numerose, di diversa natura e possono essere a carico di uno solo o di entrambi i partner. Recentemente, il ruolo chiave che lo stile di vita svolge nella determinazione della salute riproduttiva ha generato un notevole interesse: i cosiddetti fattori di rischio modificabili possono infatti influenzare in modo significativo, sia positivamente sia negativamente, la salute e il benessere generale, inclusa la fertilità. Tra questi fattori ritroviamo l’alimentazione e il peso, in particolare i disturbi del comportamento alimentare come l’obesità e l’eccessiva magrezza, l’eccessiva attività fisica, lo stress psicologico, l’esposizione agli interferenti endocrini ambientali (come i derivati delle plastiche e degli idrocarburi), l’abuso di alcol, fumo di sigaretta, droghe illecite e per ultimo, ma non per importanza, il consumo eccessivo di caffeina.

La caffeina è un composto chimico naturalmente presente in alcune parti di piante come i chicchi di caffè e il cacao, le foglie di tè, le bacche di guaranà e mate, oltre che nelle noci di cola. Questa sostanza viene consumata dall’uomo da moltissimo tempo, solitamente come infuso da semi e foglie di caffè e tè. Tuttavia è poco noto che la caffeina non è contenuta solo in queste bevande, ma è presente in numerosi altri prodotti che siamo soliti consumare anche quotidianamente. La caffeina viene infatti aggiunta in una serie di alimenti come la pasticceria da forno, i gelati, i dolci e nelle cosiddette bevande energetiche, oltre che in quelle analcoliche, insieme ad altri ingredienti come la taurina e il glucuronolattone. È inoltre presente assieme alla sinefrina, ovverosia una sostanza presente nella buccia dell'arancia amara (Citrus aurantium), anche in alcuni farmaci e/o creme cosmetiche venduti come dimagranti e anticellulite, nonché all’interno di integratori sportivi. In seguito all’espressione da parte di alcuni Stati membri dell’Unione Europea circa gli effetti nocivi sulla salute associati al consumo di caffeina da parte della popolazione generale, il 27 maggio 2015 l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha pubblicato un proprio parere scientifico sulla sicurezza della caffeina, nel quale si stima il quantitativo di consumo, acuto e quotidiano, che non dia adito a problemi in termini di sicurezza per la popolazione sana [2].

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È noto che nell’uomo il consumo di caffeina stimola il sistema nervoso centrale e, a dosi moderate, è in grado di aumentare la lucidità mentale riducendo la sonnolenza [3]: è infatti la sostanza psicoattiva più diffusa e più consumata nel mondo. Tuttavia, questo composto può avere effetti sulla salute sia positivi che negativi: alcuni studi indicano che un consumo moderato può conferire un modesto effetto protettivo verso alcune malattie del sistema cardiovascolare e del metabolismo di carboidrati e lipidi, e persino verso il morbo di Parkinson [4,5]; viceversa quantità eccessive possono portare a effetti dannosi sulla salute. Tra gli effetti nocivi possono verificarsi alcuni disturbi del sistema nervoso centrale come sonno interrotto, ansia e variazioni del comportamento.

Per quanto riguarda gli effetti negativi dell’assunzione di caffeina sulle malattie del sistema riproduttivo, diversi studi osservazionali hanno dimostrato che tale assunzione, ad alte dosi, può indurre eventi avversi specifici durante la gravidanza quali l’aborto, il ridotto sviluppo del feto, il basso peso alla nascita e perfino la morte in utero [6]. Infine, il consumo di caffè è stato associato in alcuni casi a un prolungamento della gravidanza.

In seguito a una revisione della letteratura scientifica è stato inoltre ipotizzato che il consumo di caffè/caffeina possa influenzare non soltanto i parametri del liquido seminale, quali il volume, la concentrazione, la motilità e la morfologia degli spermatozoi, ma anche l’integrità del DNA spermatico [7]. Benché la maggior parte degli studi non abbia identificato alcuna correlazione tra l’assunzione di caffeina, in particolare da tè o cacao, e l’infertilità maschile, al contrario altri suggeriscono che sia le bevande a base di cola sia quelle analcoliche contenenti caffeina esercitino un effetto negativo sulla qualità dei campioni di liquido seminale analizzati, nello specifico in relazione al volume, al numero e alla concentrazione. Per quanto riguarda i difetti a livello del DNA dello spermatozoo, l'assunzione di caffeina sembra invece essere associata ad aneuploidia, ovverosia un’aberrazione cromosomica dovuta alla presenza di un numero di cromosomi maggiore o minore rispetto al normale assetto diploide, e a rotture del DNA. Queste condizioni possono comportare uno sviluppo anomalo dell'individuo o, in casi più gravi, indurre un aborto spontaneo nelle prime settimane di gestazione.

Sebbene studi precedenti abbiano suggerito che bere bevande contenenti caffeina influisca sul rischio di infertilità femminile [8], uno studio danese ha invece affermato che il consumo di caffè, tè o caffeina in generale non costituisce un rischio di infertilità primaria delle donne [9]. Questo dato è rassicurante, poiché anche piccoli effetti sulla fertilità femminile potrebbero avere invece un grande impatto sulla salute a causa del consumo largamente diffuso di queste bevande.

Negli ultimi decenni, la relazione tra fattori dello stile di vita e fertilità spontanea è stata studiata in diversi studi osservazionali, ma pochi studi hanno analizzato l'associazione tra assunzione di caffeina e fecondazione in vitro (IVF), mostrando risultati incoerenti. Recentemente, in uno studio di coorte svolto presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, si è voluta indagare la relazione tra lo stile di vita e i risultati relativi alle procedure di riproduzione assistita [10]. Tale studio prospettico sulle coppie sottoposte a IVF o iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), ha rilevato che l’assunzione di caffeina da parte di uomini e donne non era associata all’outcome riproduttivo in termini di tassi di impianto, gravidanza e nascita in seguito alle procedure. Tuttavia, il campione che è stato preso in considerazione riportava un consumo moderato di questa sostanza, dunque non è possibile valutare quali siano gli effetti relativi ad assunzioni maggiori. Comunque, le coppie in cerca di un figlio dovrebbero essere correttamente avvisate in merito, in modo tale da mantenerne il consumo entro il limiti suggeriti dall’EFSA.

Conclusioni e consigli pratici

Trattandosi di un fenomeno complesso, l'infertilità può essere indotta da molti fattori e cofattori che includono lo stile di vita. Da quanto emerso anche l'assunzione di caffeina potrebbe rappresentare uno di questi co-fattori. Sebbene alcune prove pubblicate suggeriscano che il consumo di caffeina possa influire sulla funzionalità riproduttiva, i risultati appaiono in contrasto tra loro. I dati presenti in letteratura indicano che l'assunzione di caffeina, in particolare mediante danni al DNA dello spermatozoo, possa influire negativamente sulla funzione riproduttiva maschile nonché indurre eventi avversi specifici durante la gravidanza; al contrario, non è emersa alcuna evidenza di una possibile e certa correlazione tra questa e il rischio di infertilità femminile o in merito all’esito del tentativo di fecondazione in vitro. Saranno quindi necessari ulteriori studi, ben disegnati e con criteri ben definiti, per definire chiaramente l'effetto della caffeina sulla funzione riproduttiva.

Tuttavia, il crescente interesse e la ricerca in questo campo negli ultimi anni hanno comunque reso evidente che i fattori dello stile di vita hanno un impatto significativo sulla fertilità. Appare, dunque, importante riuscire a identificare e comprendere quali siano i meccanismi con i quali il nostro comportamento possa influenzare, sia positivamente sia negativamente, la salute riproduttiva. In questo modo, apportando delle modifiche allo stile di vita, uomini e donne saranno in grado di ridurre al minimo i rischi per il proprio potenziale riproduttivo.

Erika Balle - Tirocinante, UOSD Ostetricia e Ginecologia, Procreazione Medicalmente Assistita, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Università degli Studi di Pavia

Bibliografia

  1. Fertilità, Ministero della salute. Disponibile all’indirizzo www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=65&area=Vivi_sano
  2. Caffeina, EFSA. Disponibile all’indirizzo www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/caffeine
  3. Nehlig A, Daval JL, Debry G. Caffeine and the central nervous system: mechanisms of action, biochemical, metabolic and psychostimulant effects. Brain Res Brain Res Rev 1992;17(2):139-70.
  4. Cano-Marquina A, Tarín JJ, Cano A. The impact of coffee on health. Maturitas 2013;75(1):7-21.
  5. Qi H, Li S. Dose-response meta-analysis on coffee, tea and caffeine consumption with risk of Parkinson's disease. Geriatr Gerontol Int 2014;14(2):430-9.
  6. Greenwood DC, Thatcher NJ, Ye J, et al. Caffeine intake during pregnancy and adverse birth outcomes: a systematic review and dose-response meta-analysis. Eur J Epidemiol 2014;29(10):725-34.
  7. Ricci E, Viganò P, Cipriani S, et al. Coffee and caffeine intake and male infertility: a systematic review. Nutr J 2017;16:37.
  8. Homan GF, Davies M, Norman R. The impact of lifestyle factors on reproductive performance in the general population and those undergoing infertility treatment: a review. Human Reprod Update 2007;13(3):209-23.
  9. Soylu LI, Jensen A, Juul KE, et al. Coffee, tea and caffeine consumption and risk of primary infertility in women: a Danish cohort study. AOGS 2018;97(5):570-6.
  10. Ricci E, Noli S, Cipriani S, et al. Maternal and paternal caffeine intake and ART outcomes in couples referring to an Italian Fertility Clinic: A Prospective Cohort. Nutrients 2018;10(8):1116.