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Anticorpi antispermatozoo e infertilità immunologica

Parere degli esperti |time pubblicato il
Anticorpi antispermatozoo e infertilità immunologica

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


L’infertilità immunologica è causata dalla presenza di anticorpi antispermatozoo (ASA) e interessa circa il 10-15% delle coppie in età fertile con problemi di concepimento.

Gli anticorpi antispermatozoo agiscono, come suggerito dal nome, contro gli spermatozoi e vengono prodotti a seguito dell’attivazione erronea del sistema immunitario, che tenderà a riconoscere gli spermatozoi come “non-self”, ossia come un elemento estraneo all’organismo. Gli anticorpi antispermatozoo possono essere prodotti sia negli uomini sia nelle donne, comportando una situazione di infertilità immunologica nella coppia interessata. Quando gli ASA sono prodotti dalla donna si sviluppa una reazione allergica al seme del partner che compromette notevolmente la fertilità della coppia. Nell’uomo, in condizioni fisiologiche, le cellule germinali e i loro antigeni sono isolati dal sistema immunitario dalla barriera emato-testicolare. Tale barriera è costituita da strutture di giunzione delle cellule di Sertoli ed evita la diffusione delle immunoglobuline circolanti nell’ambiente testicolare dei tubuli seminiferi (luogo in cui avviene la maturazione delle cellule germinali maschili in spermatozoi). In caso di eventi traumatici o patologici si assiste all’interruzione della barriera emato-testicolare, questo induce l’attivazione della risposta immunitaria con la conseguente formazione di ASA nel siero, nel plasma seminale e sulla membrana degli spermatozoi [1].

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Gli eventi più comuni che possono causare nell’uomo la formazione di anticorpi antispermatozoo sono: ostruzioni croniche delle vie seminali, interventi di vasectomia (dal 34 al 78% dei casi), interventi di riparazione del varicocele, torsioni o traumi testicolari, carcinoma testicolare e criptorchidismo (mancata discesa dei testicoli nella corretta sede anatomica dello scroto).

Nonostante siano note tutte queste cause, nella maggior parte dei casi la presenza degli ASA rimane idiopatica. Ciò ha fatto avanzare l’ipotesi che pazienti con elevati valori di anticorpi antispermatozoo possiedano fattori genetici predisponenti.

Le ricerche condotte negli ultimi cinquant’anni hanno dimostrato senza alcun dubbio che gli ASA alterano la capacità di fecondazione degli spermatozoi. La moltitudine di dati presenti in letteratura afferma che gli ASA possono legarsi a diversi siti degli spermatozoi riconoscendo differenti antigeni, andando così a compromettere la fertilità in vari modi. Infatti, gli anticorpi antispermatozoo agiscono negativamente sulla motilità degli spermatozoi, sulla loro capacità di penetrazione del muco cervicale (secrezioni genitali femminili), sulla fusione dei gameti che rappresenta l’evento chiave della fecondazione, e forse anche sulla prima fase di sviluppo embrionale [2,3].

Diversi studi in vitro hanno dimostrato che quando gli ASA si legano alla regione della testa e del collo degli spermatozoi impediscono, a questi ultimi, la penetrazione del muco cervicale presente nell’apparato genitale femminile. Nei rari casi in cui gli spermatozoi riuscissero a oltrepassare il muco cervicale e a raggiungere l’ovocita la fecondazione non avrebbe comunque luogo, in quanto la presenza di ASA sulla testa dello spermatozoo impedisce il riconoscimento e la successiva fusione dei gameti.

Invece, quando gli ASA interagiscono con la regione della coda riducono la motilità degli spermatozoi e tendono a farli agglutinare. L’agglutinazione spermatica o spermioagglutinazione consiste nella formazione di gruppi di spermatozoi legati tra loro. Queste aggregazioni impediscono il movimento degli spermatozoi, rendendo impossibile il raggiungimento dell’ovocita e la successiva fecondazione. La spermioagglutinazione è visualizzabile al microscopio mediante l’allestimento in laboratorio di un semplice vetrino contenete una goccia di campione seminale del paziente. Il ritrovamento di spermatozoi agglutinati sul vetrino è l’unica evidenza macroscopica dei parametri seminali che diagnostica la presenza di ASA.

È di fondamentale importanza ricordare che non tutti gli anticorpi antispermatozoo incidono negativamente sulla funzionalità dei gameti maschili. Sono rilevanti solo gli ASA che legano gli antigeni di membrana dello spermatozoo e gli ASA che sono circolanti nel siero, nel plasma seminale e nel muco cervicale [1]; quindi solo le tecniche che rilevano questi anticorpi hanno un significato clinico.

Le classi di anticorpi antispermatozoo che causano infertilità immunologica nell’uomo sono le immunoglobuline IgG e IgA e le tecniche utilizzate per il loro rilevamento si distinguono in test diretti e in test indiretti. I test diretti rilevano gli ASA attaccati alla membrana degli spermatozoi, mentre quelli indiretti ricercano gli ASA circolanti nei fluidi privi di spermatozoi, come siero, muco cervicale o plasma seminale.

Uno dei test diretti maggiormente applicato è il MAR-test (Mixed Anti-globuline Reaction, o anche noto come test di agglutinazione mista) che consente di determinare la presenza di ASA sulla superficie dei gameti maschili, di misurare la percentuale di spermatozoi mobili con ASA adesi e di identificare la localizzazione degli ASA sulla superficie dello spermatozoo (testa, collo, coda). Il risultato del MAR-test viene espresso come percentuale di spermatozoi legati da anticorpi antispermatozoo rispetto al numero totale di spermatozoi analizzati. L’infertilità immunologica è ipotizzabile se oltre il 50% degli spermatozoi mobili, del campione seminale sottoposto al MAR-test, presenta ASA adesi. Il MAR-test non è in grado di predire le possibilità di ottenere una gravidanza, per questo è sconsigliato l’uso routinario nelle indagini di fertilità [4].

Quindi, in quali casi è necessario effettuare il test per l’identificazione degli ASA?

  • Quando dal risultato dello spermiogramma si riscontra la presenza di agglutinazioni nel campione seminale analizzato.
  • Quando dal risultato dello spermiogramma si riscontra astenozoospermia (bassa motilità degli spermatozoi), ma la concentrazione degli spermatozoi è nella norma.
  • Quando il paziente è affetto da patologie autoimmuni.
  • Quando in una coppia in condizioni apparentemente normali non si riesce a stabilire la causa dell’infertilità (infertilità Idiopatica).

Come trattare l’infertilità immunologica quando si desidera una gravidanza?

Ad oggi i protocolli terapeutici più comunemente utilizzati si basano sull’uso di farmaci steroidei, come il cortisone, a vari dosaggi e con varie modalità di somministrazione. La terapia medica con farmaci steroidei ha un effetto immunosoppressorio che porta alla riduzione della quantità di anticorpi antispermatozoo e quindi conseguentemente riduce il grado di infertilità. I dati presenti nella letteratura scientifica mostrano un aumento delle percentuali di gravidanza nelle coppie affette da infertilità immunologica sottoposte a trattamenti steroidei.

Concludendo, risulta di fondamentale importanza sottolineare il ruolo centrale delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) nel trattamento dell’infertilità immunologica. I dati raccolti fino ad oggi dimostrano che le tecniche di Inseminazione intrauterina (IUI) e di fecondazione in vitro con trasferimento embrionale (FIVET) hanno uno scarso successo nel trattamento dell’infertilità immunologica [5]. Infatti, il trattamento elettivo a cui si ricorre nei casi di infertilità immunologica è la ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo). Attraverso questa tecnica, mediante l’uso di un micromanipolatore, lo spermatozoo viene iniettato direttamente all’interno dell’ovocita, bypassando così tutti gli effetti negativi che gli anticorpi antispermatozoo hanno sulla probabilità di fecondazione.

Silvia Bici - Policlinico Città di Udine

Bibliografia

  1. Bohring C, Krause W. Immune infertility: towards a better understanding of sperm (auto)-immunity. The value of proteomic analysis. Hum Reprod 2003;18(5):915-24.
  2. Shushan A, Schenker JG. Immunological factors in infertility. Am J Reprod Immunol 1992;28(3-4):285-7.
  3. Koide SS, Wang L, Kamada M. Antisperm antibodies associated with infertility: properties and encoding genes of target antigens. Proc Soc Exp Biol Med 2000;224(3):123-32
  4. Leushuis E, van der Steeg JW, Steures P, et al. Immunoglobulin G antisperm antibodies and prediction of spontaneous pregnancy. Fertil Steril 2009;92(5):1659-65.
  5. Lombardo F, Gandini L, Dondero F, Lenzi A. Antisperm immunity in natural and assisted reproduction. Hum Reprod Update 2001;7(5):450-6.