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Anamnesi nel maschio infertile

Parere degli esperti

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Anamnesi nel maschio infertile
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Un maschio si definisce infertile quando non riesce con la propria partner a ottenere una gravidanza dopo un anno di rapporti costanti e non protetti. In tempi passati si riteneva in generale che l’infertilità fosse principalmente legata a cause femminili, ma attualmente è stato dimostrato che il fattore maschile è presente in un’alta percentuale dei casi. In un uomo infertile non si ha una condizione assoluta, bensì una situazione generalmente risolvibile e legata a uno o più fattori interferenti. Il medico ha il compito di individuare l’eventuale “contributo” maschile nell’infertilità della coppia e inoltre di stabilire un percorso diagnostico che identifichi le cause.

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È quindi di fondamentale importanza una accurata anamnesi, ovvero la raccolta di notizie e informazioni che indirizzano il medico verso la diagnosi. L’anamnesi si esegue solitamente durante la prima visita, nella quale si indaga per esempio se il paziente ha avuto particolari problemi come il criptorchidismo in età pediatrica, eventuali traumi nella regione dei genitali, infezioni all’apparato urogenitale, stili di vita scorretti, malattie pregresse ecc.

Per criptorchidismo si intende la mancata discesa dei testicoli nella borsa scrotale. L’arresto della migrazione dei testicoli comporta la mancata produzione di spermatozoi motili e qualitativamente maturi, causando quindi problematiche riproduttive.

I testicoli, inoltre, sono spesso oggetto di traumi, ma grazie alla motilità dello scroto sono di rado colpiti da danni gravi. I traumi testicolari si verificano soprattutto in una fascia d’età compresa tra i 15 e i 40 anni e l’obiettivo principale che segue il trauma è quello di preservare la fertilità del paziente poiché è la prima funzione a essere compromessa.

Le infezioni genitourinarie rappresentano un rilevante problema clinico poiché sono la seconda causa più comune di infezione batterica; se non opportunamente e tempestivamente curate possono causare problematiche riproduttive. Tra le cause di infertilità incidono tanto lo stile di vita scorretto, quindi il fumo, le sostanze stupefacenti e l’abuso di alcol, quanto l’obesità e l’eccessiva magrezza, in grado di influenzare la salute sessuale e riproduttiva di un individuo.

Nel maschio fumatore risultano spesso alterati molti parametri del liquido seminale, in particolare la motilità degli spermatozoi. L’alcol invece danneggia sia la produzione di testosterone sia la maturazione degli spermatozoi.

Nell’uomo obeso, inoltre, sembrerebbe che la riduzione di testosterone nel sangue, associata all’eccesso di grasso corporeo, possa alterare il liquido seminale.

L’eccessiva attività fisica è capace di influenzare la salute sessuale e riproduttiva di un individuo, così come l’intensità e la durata degli allenamenti e l’uso di farmaci dopanti.

Durante l’anamnesi il medico solitamente si informa riguardo l’attività lavorativa del paziente, poiché determinati tipi di lavori possono influire negativamente sulla fertilità, soprattutto se si frequentano quotidianamente ambienti troppo caldi ed esposti a sostanze chimiche.

Le malattie pregresse ed eventuali interventi chirurgici hanno spesso un influsso negativo sulla fertilità. Spesso si tratta di squilibri dell’assetto ormonale, alterazioni genetiche, malattie autoimmunitarie, patologie cardiovascolari e pregresse chemio-radioterapie. È in ogni caso molto difficile prevedere quali uomini diventeranno infertili a causa di un trattamento chemioterapico, poiché gli effetti dipendono non solo dal tipo di farmaco somministrato, ma anche dalla fertilità prima della chemioterapia e dall’influenza del tumore in sé. Il dosaggio del chemioterapico è una determinante significativa del danno alle cellule che formano gli spermatozoi, poiché più è elevato il dosaggio totale più alta è la probabilità di infertilità. In alcuni casi la bassa o assente quantità di spermatozoi nell’eiaculato può essere una condizione temporanea perché la spermatogenesi può riprendere spontaneamente nei mesi o anni successivi alla terapia.

Il danno che la chemioterapia può provocare viene spesso riparato dall’organismo nell’arco di un paio di anni ed è proprio per questo motivo che si suggerisce agli uomini sottoposti a questi trattamenti di aspettare almeno due anni per la ricerca di una gravidanza.

Marcella Floris - Medico presso il Servizio di Ostetricia e Ginecologia, Diagnosi Prenatale e Preimpianto- Terapia Fetale. Ospedale Regionale per le Microcitemie, Cagliari

Letture consigliate

  • Dohle GR, Jungwirth A, Kopa Z, et al. EAU Guidelines on male infertility. EAU 2009, pp. 1-62.
  • Foresta C, Lanzone A, Ferlin A. Consensus: iter terapeutico della coppia infertile. Padova: Cleup, 2005.
  • Rajfer J. Anomalie congenite del testicolo e dello scroto. In: Walsh PC, Retik AB, Vaughan Darracott E (eds). Urologia di Campbell, VII ed. Philadelphia: Saunders Co., 1998.

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