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Anamnesi nel maschio infertile: abitudini di vita, malattie genito-urinarie e sistemiche e trattamenti pregressi

Parere degli esperti

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Anamnesi nel maschio infertile: abitudini di vita, malattie genito-urinarie e sistemiche e trattamenti pregressi
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

L’obiettivo della sezione maschile dell’anamnesi di coppia è quello di individuare, definire e interpretare l’infertilità dell’uomo attraverso l’analisi dei precedenti patologici e delle condizioni predisponenti. Come ci insegna la metodologia clinica medica, la raccolta anamnestica si suddivide in 4 parti:

  1. Anamnesi familiare. Essa ha lo scopo di ricercare patologie ricorrenti nei familiari del soggetto, con particolare attenzione nei confronti di patologie genetiche o cromosomiche associate a infertilità (per es. la fibrosi cistica) e di patologie di tipo endocrino (per es. l’ipogonadismo). Nella storia familiare è inoltre interessante la presenza di infertilità e di poliabortività nei consanguinei di primo grado per la possibile ricorrenza.
  2. Anamnesi personale fisiologica. In particolare sono rilevanti, per la possibile influenza sulla funzione riproduttiva maschile, i seguenti dati:
  • età del paziente: l’età maschile avanzata, sopra i 50-55 anni, è correlata a un minor tasso di gravidanze nelle pratiche di procreazione medicalmente assistita, a un aumento del tasso di aborto, di patologie della gravidanza (per es. la pre-eclampsia) e del rischio di alcune patologie nella prole (come autismo, schizofrenia, depressione, malformazioni ecc.);
  • epoca e modalità del parto: hanno grande rilevanza la prematurità o il basso peso alla nascita e l’eventuale sofferenza peripartum o postpartum; si collocano inoltre nel periodo neonatale la prima visita genitale e il possibile riscontro di malposizioni testicolari (criptorchidismo), associabili ad alterazioni della spermatogenesi;
  • timing dello scatto puberale e dello sviluppo psicofisico;
  • anamnesi sessuologica: il numero dei rapporti settimanali, la presenza di disfunzioni (calo della libido, deficit erettivi) o di dispareunia nella partner, l’uso di lubrificanti (spesso spermiotossici);
  • eventuali gravidanze ottenute in precedenza con la partner attuale o con altre donne e aspetti significativi delle varie gestazioni (per es. il tempo di ricerca, l’esito della gravidanza, le eventuali patologie, il peso e le salute dei nati);
  • il peso e l’altezza del paziente: l’obesità è correlata a molte patologie sistemiche e, in ambito andrologico, ad alterazioni della spermatogenesi;
  • l’abitudine al fumo, l’abuso di alcol e il consumo di stupefacenti anche “leggeri”, cioè sostanze che danneggiano il liquido seminale;
  • l’uso cronico di farmaci – anche pregresso – che possono alterare la motilità degli spermatozoi (per es. antibiotici, psicofarmaci, antipertensivi), indurre ipogonadismo (come i chemioterapici) oppure determinare un aumento della prolattina (per es. alcuni antidepressivi e alcuni antiacidi);
  • il lavoro o la professione, per la possibile esposizione a fattori spermiotossici ambientali e occupazionali (insetticidi, pesticidi, ftalati).
  1. Anamnesi patologica remota. Comprende la cronistoria delle malattie del paziente che possono aver compromesso l’increzione ormonale, la produzione degli spermatozoi, l’anatomia genitale o la funzionalità sessuale del paziente:
  • malattie sistemiche, in particolare: il diabete mellito, le malattie neoplastiche (genitali e non) e le terapie antitumorali, le nefropatie croniche, le epatopatie, le neuropatie (in particolare le patologie midollari congenite e degenerative) e le malattie infettive (per es. l’epoca dell’infezione parotitica);
  • malattie genetiche e cromosomiche;
  • traumi a carico del sistema nervoso centrale, midollari e cranici, con compromissione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi;
  • criptorchidismo, presente o pregresso, terapie correttive e timing delle stesse;
  • flogosi e infezioni dell’apparato genito-urinario (orchiti, prostatiti, epididimiti, uretriti), con particolare attenzione alle malattie sessualmente trasmesse;
  • pregresse torsioni testicolari, anche intermittenti, tipo e timing della terapia, per la possibile necrosi delle cellule della linea germinale; traumi scrotali, che possono aver danneggiato didimi ed epididimi, provocando la produzione di autoanticorpi e compromettendo la pervietà delle vie seminali;
  • varicocele, presente o pregresso e sua correzione chirurgica;
  • interventi chirurgici coinvolgenti l’apparato genitale (per es. l’erniorrafia inguinale e crurale, che possono causare ischemie gonadiche e incarceramento del deferente).
  1. Anamnesi patologica prossima, ossia il motivo che porta il paziente in visita:
  • durata dell’infertilità con l’attuale partner;
  • presenza di sintomi di recente insorgenza (come dolore, tumefazioni testicolari, prurito o bruciore, perdite uretrali ematiche o purulente, galattorrea, alterazioni visive).

L’accurata raccolta anamnestica consente talvolta, dopo gli eventuali accertamenti, di formulare un’ipotesi diagnostica e di trattare il paziente immediatamente con un terapia mirata. Altre volte, guida il clinico nella scelta e nella richiesta degli esami ematochimici e strumentali più opportuni per giungere alla diagnosi e per pianificare il percorso terapeutico.

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Francesca Delfino - S.S.D. Medicina della Riproduzione, Ospedale Evangelico Internazionale, Genova

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