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Alcol e infertilità maschile

Parere degli esperti

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Alcol e infertilità maschile
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

Le linee guida dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) definiscono come moderato un consumo giornaliero di alcol pari al massimo a 2-3 unità, laddove una unità di alcol (12 g di etanolo) è considerata la quantità di alcol contenuta in un bicchiere piccolo di vino di media gradazione, una lattina di birra o un bicchierino di liquore. Dosi quotidiane superiori a quelle appena riportate sono, nel tempo, responsabili di effetti deleteri sulla salute. Una recente revisione dei dati presenti in letteratura scientifica riassume gli effetti che l’alcol può avere sull’apparato riproduttivo maschile e i meccanismi d’azione attraverso cui è causa di infertilità. L’alcol può ridurre la fertilità agendo a livello pre-testicolare, testicolare e post-testicolare.

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In uomini con sindrome di dipendenza da alcol è stata dimostrata una significativa riduzione del volume del plasma seminale, della concentrazione e delle forme tipiche degli spermatozoi. In questi uomini sono stati trovati bassi livelli di testosterone e normali (e/o bassi) livelli di ormone luteinizzante (LH), ormone follicolo-stimolate (FSH) e prolattina. L’ipotestosteronemia potrebbe spiegare la riduzione del volume del plasma seminale e a questa dovrebbe seguire, come risposta dell’ipofisi, un aumento della produzione di LH e FSH al fine di stimolare il rilascio di maggiori concentrazioni di testosterone dal testicolo. Tuttavia le ridotte concentrazioni di LH ed FSH, riscontrate nei pazienti consumatori di alcolici, evidenziano l’incapacità dell’ipofisi di rispondere in modo appropriato alla riduzione del testosterone, implicando che l’alcol può avere un effetto sulla comunicazione tra sistema nervoso e sistema endocrino. Questo potrebbe essere dovuto ad alterazioni del recettore per il GnRH ipotalamico e/o a una riduzione dell’attività dell’LH, che determinerebbero uno stimolo inefficace sulla produzione di testosterone a livello testicolare. Pertanto, a livello pre-testicolare, gli effetti dell’alcol possono essere sia qualitativi sia quantitativi, e sembrerebbe quindi che gli effetti dannosi dell’alcol sulla fertilità maschile siano associati ad alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo e in alcuni casi a disfunzioni sessuali.

A livello testicolare, invece, una serie di studi ha dimostrato che le alterazioni dei parametri spermatici in uomini che abusano del consumo di alcol sono associate a concentrazioni significativamente aumentate di FSH, LH e 17β-estradiolo e a una riduzione delle concentrazioni di testosterone, così da suggerire una testiculopatia primaria. I tubuli seminiferi nei consumatori di alcol presentano un numero maggiore di spermatidi degenerati, fino ad arrivare nei casi più estremi all’azoospermia. Questi effetti potrebbero essere dovuti ad alterazioni del sistema endocrino o ad alterazioni dei testicoli. In particolare, le evidenze suggeriscono che l’etanolo è tossico per le cellule di Leydig, attraverso un effetto dose-dipendente dell’alcol sulla spermatogenesi non ancora ben conosciuto. Questi dati sono stati confermati da Vicari e colleghi, che hanno ottenuto una gravidanza in una coppia infertile tre mesi dopo l’interruzione del consumo di alcol da parte del partner maschile, che aveva azoospermia secondaria dovuta all’abuso di alcol. In quest’uomo l’alcolismo è risultato essere la principale causa di infertilità, perché durante il consumo di alcol egli aveva avuto prima teratozoospermia e successivamente azoospermia.

In uno dei primi studi effettuati sulla relazione tra alcol e fertilità maschile, Kuller e colleghi hanno valutato le patologie testicolari e del fegato in 137 uomini che facevano un uso esagerato di alcol. I dati riportati hanno suggerito che la spermatogenesi testicolare rispetto al fegato è più sensibile all’alcol.

Un successivo studio prospettico in cui sono state effettuate autopsie testicolari ha studiato ulteriormente il rapporto tra consumo di alcol, spermatogenesi e analisi morfometrica testicolare. I dati hanno dimostrato una significativa riduzione della spermatogenesi all’aumentare della quantità di alcol assunta, fino ad arrivare alla completa azoospermia rispetto ai soggetti di controllo. Anche la media del peso testicolare nei forti bevitori era leggermente inferiore rispetto a quella dei controlli.

A livello post-testicolare, infine, l’abuso di alcol risulta associato al ritardo della liquefazione del liquido seminale e a bassa motilità degli spermatozoi, di solito in presenza di prostatite, causata proprio dall’alcol. Close e colleghi inoltre hanno riscontrato nei forti consumatori di alcol anche un aumento significativo delle concentrazioni di leucociti. Recentemente Talebi e colleghi, valutando gli effetti dell’etanolo sui parametri del liquido seminale e sull’integrità della cromatina degli spermatozoi, hanno riscontrato una riduzione della motilità e una aumento della frammentazione della cromatina e dell’apoptosi degli spermatozoi.

Altri fattori possono influenzare il danno dell’alcol, come il genotipo del glutatione s-transferasi (gene GST-M1), che è coinvolto nel metabolismo dell’alcol. L’associazione tra le alterazioni della spermatogenesi dell’uomo e il genotipo di GST-M1 è stata studiata e si è visto che esso svolge un effetto protettivo contro l’alcol nei soggetti che ne abusano. Mutazioni a livello di questo gene possono quindi favorire l’effetto deleterio dell’alcol. L’etanolo, inoltre, alterando l’apporto nutrizionale, a causa dei frequenti episodi di vomito e diarrea indotti dal consumo continuato, può determinare una riduzione di micronutrienti come zinco e magnesio nonché ipovitaminosi, con riduzione delle capacità antiossidanti che si ripercuotono sulla fertilità.

Le informazioni fino a qui riportate in parte sono state confermate da uno studio condotto da Condorelli e colleghi che ha valutato, tra i pazienti infertili afferiti nel 2012 presso l’U.O.C. Andrologia ed Endocrinologia del Policlinico “G. Rodolico” di Catania, quelli che facevano uso e abuso giornaliero di alcol: così come evidenziato in precedenti studi clinici, in questi soggetti i parametri seminali erano peggiori e le concentrazioni degli ormoni sessuali alterate.

In definitiva si può affermare che l’abuso di alcol può essere associato a un peggioramento dei parametri seminali, problemi di fertilità e disturbi sessuali che non sempre sono reversibili dopo l’interruzione del consumo di alcol.

Filippo Giacone - U.O.C. Andrologia ed Endocrinologia, Policlinico “G. Rodolico”, Catania

Letture consigliate

  • Condorelli RA, Calogero AE, Vicari E, et al. Chronic consumption of alcohol and sperm parameters: our experience and the main evidences. Andrologia. 2014 Apr 27. doi: 10.1111/and.12284.