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Alcol e fertilità femminile

Parere degli esperti |time pubblicato il
Alcol e fertilità femminile

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Le cause della riduzione della fertilità femminile sono varie e una analisi in grado di discriminarle richiede studi particolarmente accurati. L’incremento riscontrato di atteggiamenti sociali che inducono all’eccesso di consumo di alcol, anche non sistematico (ad esempio l’assunzione di alcol in tempi brevi raggiungendo elevati tassi di alcolemia) ha stimolato gli studi tesi a individuare una relazione tra il consumo di alcol e fertilità. Mentre le analisi statistiche hanno evidenziato una correlazione significativa tra il consumo di alcol e l’infertilità maschile, gli studi relativi all’infertilità femminile sono meno frequenti.

Il fatto che il metabolismo della donna sia meno efficiente nello smaltimento dell’alcol implica, a parità di consumo, un tasso alcolemico più elevato rispetto a quello degli uomini. Ciò comporta una maggiore interferenza con il corretto funzionamento delle ghiandole endocrine (ipotalamo, ipofisi, ovaie) che regolano il ciclo mestruale e tutto l’apparato riproduttore, dall’ovulazione a tutto il periodo di gravidanza. In particolare, l’alcol interferisce sull’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi responsabile della produzione degli ormoni FSH (follicolo-stimolante) e LH (luteinizzante), che nella donna stimolano rispettivamente la formazione di follicoli ovarici e del corpo luteo, nonché di progesterone ed estradiolo essenziali nella preparazione dell’utero all’accoglimento dell’embrione. Gli effetti negativi del consumo di alcol possono essere enfatizzati dall’uso di contraccettivi che, come effetto collaterale, possono indurre fenomeni infiammatori rallentando il metabolismo dell’alcol e causando un peggioramento del danno epatico, innescando quindi un processo peggiorativo.

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Gli effetti del consumo ricorrente di alcolici da parte della donna sono quindi ascrivibili ad alterazioni delle concentrazioni ormonali che possono causare amenorrea, anovulazione, alterazione nella formazione dei follicoli con ridotta riserva ovarica, scarsa fertilità, tendenza all’aborto spontaneo e, in taluni casi, anche menopausa anticipata. Queste osservazioni potrebbero essere ancora più importanti e rilevanti nel caso in cui si volesse affrontare un percorso di fecondazione assistita.

Tuttavia, le dosi di riferimento che comportano effetti rilevabili non sono definibili a priori, dipendono anche dalla costituzione del singolo individuo e dal suo stile di vita (contemporaneo uso di tabacco, stupefacenti, farmaci ecc.).

Un altro aspetto da considerare riguardo agli effetti del consumo di alcol è l’età della donna: nell’adolescenza sono state osservate modificazioni morfologiche cerebrali e alterazioni del ciclo mestruale; tra i 25 e i 44 anni si verificano effetti nella sfera ormonale e riproduttiva.

Nell’analizzare la relazione tra consumo di alcol e fertilità femminile è anche opportuno considerare varie situazioni: infertilità naturale, riduzione del successo di tecniche di fecondazione assistita, anticipo della menopausa.

Gli studi svolti per individuare una relazione tra consumo di alcol da parte della donna e l’infertilità evidenziano un incremento del rischio di infertilità tra coloro che ne fanno un consumo elevato rispetto a quelle con consumo moderato (l’incremento di rischio è stimato di circa il 50%). Invece il rischio diminuisce per le donne che presentano un consumo minimo o nessun consumo (il rischio diminuisce di circa il 40%). Tuttavia, le differenze statistiche dell’incidenza di infertilità tra coloro che fanno un consumo minimo e chi non ne consuma affatto non sono evidenti e i risultati presenti in letteratura non sono univoci.

Alcuni studi riguardanti gli esiti dei trattamenti di fecondazione assistita in presenza di consumo di alcol da parte della donna riportano che la possibilità di un successo (figlio nato sano) si abbassa di circa il 16% per le donne che assumono circa 4 bevande alcoliche la settimana; inoltre aumenta di circa il 20% in più la possibilità di fallimento nell’impianto dell’embrione per donne che arrivano a 7 bevande alcoliche settimanali. Questa tendenza è confermata da uno studio che utilizza come indicatore la qualità dell’embrione; infatti è stato riscontrato che nel caso di assenza di consumo di alcol per un periodo sufficientemente lungo precedente al trattamento, gli embrioni sono risultati di qualità elevata nel 70% dei casi e di buona qualità nel restante 30%, mentre tali percentuali si modificano verso il basso nelle donne che hanno fatto uso di alcol, con una percentuale di embrioni di bassa qualità di circa il 22% nel caso di un consumo pari o superiore a 2 drink al giorno.

Non sono invece ancora chiari gli effetti del consumo di alcol sull’età di inizio della menopausa in quanto è difficile discriminare l’influenza di altri fattori (etnia, comportamenti, ambiente, malattie ecc.) su tale fenomeno.

In conclusione si può affermare che, pur non essendo completamente chiaro il quadro generale in cui inserire gli effetti del consumo di alcol sull’insorgenza della infertilità femminile, è senz’altro opportuna l’astensione dalla sua assunzione per un periodo sufficientemente lungo antecedente all’intenzione di avere un figlio, astensione che è bene si protragga anche per tutto il periodo gestazionale.

Dott.ssa Marcella Floris - Servizio di Ostetricia e Ginecologia Diagnosi Prenatale e Preimpianto, Terapia Fetale, Ospedale Regionale Microcitemico, Cagliari

Bibliografia di riferimento

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