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Accesso alle terapie di riproduzione medicalmente assistita alle coppie infertili italiane con l’applicazione dei LEA

Parere degli esperti |time pubblicato il
Accesso alle terapie di riproduzione medicalmente assistita alle coppie infertili italiane con l’applicazione dei LEA

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Sono passati ormai più di 3 anni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 18 marzo 2017 [1] dei trattamenti di Riproduzione Medicalmente Assistita inseriti all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) [2].

Sono state previste condizioni di erogabilità da parte del Sistema Sanitario Nazionale fino a 6 cicli di trattamenti completi e un’età massima della donna di 46 anni. L’inserimento della Riproduzione Medicalmente Assistita nei Livelli Essenziali di Assistenza non è altro che la garanzia di dotarsi di strumenti valutativi che colgano le disomogeneità presenti nella domanda e nell’offerta dei servizi, eliminando gli effetti delle differenze reali esistenti nella struttura demografica, sociale ed economica della popolazione Italiana. Purtroppo, fino a oggi con grande rammarico e dispiacere da parte delle coppie Italiane e soprattutto delle coppie residenti nelle regioni del meridione, la norma prevista e pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel marzo del 2017 non è stata applicata e quindi non è ancora resa esigibile dalle coppie che hanno difficoltà ad avere dei figli.

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La necessità di inserire i percorsi terapeutici di Riproduzione Medicalmente Assistita nei LEA è stata ormai da molti anni evidenziata dalla relazione che il Ministro della Salute presenta al Parlamento sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di procreazione medicalmente assistita. Dai dati delle relazioni presentate annualmente al Parlamento, emerge in modo ripetitivo e costante, anno dopo anno, la presenza di una enorme mobilità passiva. Quest’ultima costituita da coppie che migrano dalle regioni di residenza, in cui non viene garantita nessuna, o quasi, possibilità di accesso alle cure per la fertilità, verso regioni che offrono assistenza alle coppie residenti, attraverso i propri Sistemi Sanitari Regionali e, mediante il regime di compensazione, alle coppie provenienti da altre regioni più sfortunate e prive di assistenza.

La dimensione della migrazione ha quasi raggiunto il 30% delle coppie che vengono annualmente trattate nei centri di riproduzione medicalmente assistita in Italia [3]. La mobilità passiva, nella maggioranza dei casi, si orienta verso i centri pubblici o convenzionati delle regioni del nord Italia a spese delle regioni del sud, in cui i sistemi sanitari regionali non hanno affrontato il problema dell’assistenza ai cittadini con problemi riproduttivi. L’applicazione dei LEA per i trattamenti riproduttivi assistiti assolverebbe alla propria funzione di eliminare questo grave e non più tollerabile squilibrio geografico tra coppie residenti nelle regioni del nord e coppie, più sfortunate, residenti nelle regioni del sud. Ma, oltre a questa differenza su base geografica, esiste anche una altrettanto insopportabile differenza su base economica.

La mancanza di intervento della sanità pubblica nelle regioni del sud ha consentito un’assistenza solo ed esclusivamente nell’ambito del privato. In alcune realtà regionali del sud Italia la possibilità per una coppia di essere curata si trova solo ed esclusivamente in strutture in cui i costi sono totalmente a carico delle coppie. Si capisce facilmente che in queste regioni la differenza di censo è diventata la discriminante per ottenere una assistenza sanitaria e l’unica alternativa per le coppie senza sufficienti disponibilità economiche è migrare in un'altra regione per ottenere un trattamento riproduttivo che, alla fine, verrà compensato dalla stessa regione di provenienza la quale non offre assistenza nelle strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate presenti sul proprio territorio.

Tutto questo accade in un contesto italiano in cui anno dopo anno i dati forniti dall’ISTAT dicono che la natalità nel nostro Paese è in una fase di costante diminuzione. Negli ultimi 10 anni le nascite si sono ridotte del 22,2%, passando da 576.669 nel 2008 a 449.000 nel 2018, una riduzione in termini assoluti di 128.000 nascite [4].

Attualmente viene calcolato che con le terapie della medicina e biologia della riproduzione nascono in Italia circa il 3% di bambini e potremmo facilmente ipotizzare che con l’entrata in vigore dei LEA per le terapie riproduttive assistite il numero di nascite potrebbe aumentare significativamente, forse arrivando a un raddoppio.

Questa speranza ci viene suggerita dall’esperienza tedesca dove con la riforma del 2004, da una situazione di gratuità dei trattamenti si è passati a un parziale pagamento a carico della coppia [5]. La conseguenza immediata è stata che nell’arco di soli 2 anni, dal 2003 al 2005, i trattamenti di riproduzione medicalmente assistita si sono dimezzati, passando da 105576 a 59117.

Alla luce di quanto detto precedentemente le coppie Italiane ritengono urgente e non più rinviabile l’applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza per le terapie di riproduzione assistita in Italia.

Mario Gambera - Presidente Associazione Hera, I.I.S.S. E. Majorana, Scordia (CT)

Bibliografia

  1. Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017. Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale„ n. 65 del 18 marzo 2017 - Serie generale.
  2. www.salute.gov.it/portale/lea/dettaglioContenutiLea.jsp?lingua=italiano&id=1300&area=Lea&menu=leaEssn
  3. Relazione del Ministro della Salute al Parlamento sullo Stato di attuazione della legge contenente norme in Materia di Procreazione Medicalmente Assistita (legge 19 febbraio 2004, n. 40, articolo 15) – attività anno 2017 centri procreazione medicalmente assistita – utilizzo dei finanziamenti (artt. 2 e 18) anno 2018 (Roma 26 giugno 2019).
  4. www.istat.it/it/files/2019/11/Report_natalit%C3%A0_anno2018_def.pdf
  5. Griesinger G, Diedrich K, Altgassen C.Stronger reduction of assisted reproduction technique treatment cycle numbers in economically weak geographical regions following the German healthcare modernization law in 2004. Human Reproduction 2007;22:3027-30.