Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Il consenso informato

Il consenso informato

Gli elementi minimi di conoscenza per la coppia che intende intraprendere la Procreazione Medicalmente Assistita sono:

  1. la possibilità di ricorrere all’affidamento ed all’adozione come alternativa;
  2. la disciplina giuridica della procreazione medicalmente assistita;
  3. i problemi bioetici conseguenti all’applicazione delle tecniche;
  4. le diverse tecniche impiegabili, incluse le tecniche di PMA di tipo eterologo e la possibilità per uno dei componenti della coppia di donare gameti, nonché le procedure e le fasi operative di ciascuna tecnica, con particolare riguardo alla loro invasività nei confronti della donna e dell’uomo;
  5. l’impegno dovuto dai richiedenti con riguardo anche ai tempi di realizzazione, all’eventuale terapia farmacologica da seguire, agli accertamenti strumentali e di laboratorio da esperire, alle visite ambulatoriali ed ai ricoveri, anche in day hospital, da effettuare;
  6. gli effetti indesiderati o collaterali relativi ai trattamenti;
  7. le probabilità di successo delle diverse tecniche espresse come possibilità di nascita di un bambino vivo;
  8. i rischi per la madre e per il nascituro, accertati o possibili, quali evidenziabili dalla letteratura scientifica;
  9. i rischi associati alle tecniche di PMA di tipo eterologo e i provvedimenti presi per attenuarli, con particolare riferimento agli esami clinici cui è stato sottoposto il donatore, inclusa la visita di genetica medica, e ai relativi test impiegati, rappresentando che tali esami non possono garantire, in modo assoluto, l’assenza di patologie per il nascituro;
  10. l’impegno di comunicare al centro, in caso di accesso a tecniche PMA di tipo eterologo, eventuali patologie insorte, anche a distanza di tempo, nella donna, nel nascituro o nel nato, e di cui è ragionevole ipotizzare la presenza antecedentemente alla donazione;
  11. la possibilità che il nato da PMA di tipo eterologo, una volta adulto, possa essere oggetto di anamnesi medica inappropriata, se non a conoscenza delle modalità del proprio concepimento;
  12. la volontarietà e gratuità della donazione di gameti nonché la non rivelabilità dell’identità del o dei riceventi al donatore o alla sua famiglia e viceversa;
  13. i possibili effetti psicologici per i singoli richiedenti, per la coppia e per il nato, conseguenti all’applicazione delle tecniche di PMA, con particolare riguardo alle specificità delle tecniche di PMA di tipo eterologo;
  14. la possibilità di crioconservazione dei gameti maschili e femminili per successivi trattamenti di fecondazione assistita, ed eventualmente anche al fine della donazione per fecondazione di tipo eterologo;
  15. la possibilità di revoca del consenso da parte dei richiedenti fi no al momento della fecondazione dell’ovulo;
  16. la possibilità, da parte del medico responsabile della struttura, di non procedere alla procreazione medicalmente assistita esclusivamente per motivi di ordine medico-sanitario, motivata in forma scritta;
  17. i limiti all’applicazione delle tecniche sugli embrioni;
  18. la possibilità di crioconservazione degli embrioni; a tal fine deve essere precisato che le tecniche di produzione degli embrioni non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario alla procreazione, e che il trasferimento degli embrioni così creati deve essere effettuato non appena possibile, senza pregiudizio della salute della donna. Deve altresì essere illustrato e discusso il rischio di produrre embrioni soprannumerari, con la conseguenza di destinare quelli in eccedenza alla crioconservazione. Ogni decisione deve essere motivata in forma scritta e deve esserne conservata copia nella cartella clinica;
  19. i costi economici totali derivanti dalla procedura adottata;
  20. l’informativa sul trattamento dei dati personali raccolti.

I centri di PMA sono tenute a informare le coppie “in maniera chiara ed esaustiva, nel corso di uno o più colloqui” su ognuno dei punti. Inoltre i centri privati dovranno fornire “con chiarezza ai richiedenti i costi economici totali derivanti dalle diverse procedure, preliminarmente alla sottoscrizione del consenso informato ed al conseguente avvio del trattamento di procreazione medicalmente assistita”.

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Simon Basten

Fonte: Gazzetta Ufficiale