Preservazione della fertilità nell’uomo

Preservazione della fertilità nell’uomo

Le indicazioni per le procedure di preservazione della fertilità nell’uomo sono simili a quelle relative al sesso femminile. La necessità di sottoporsi a cure che possono danneggiare le strutture e le funzioni dell’apparato riproduttivo maschile dovrebbe sempre suggerire di applicare tecniche che permettano di ottenere una procreazione in un momento successivo. Come riportato nella scheda sulla preservazione della fertilità nella donna, la disponibilità di cure efficaci fa sì che oggi un numero sempre maggiore di persone sopravviva e recuperi un buono stato di salute dopo essere state affette da malattie un tempo incurabili. L’evoluzione delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita consente a questi soggetti, definiti in inglese survivors e in italiano sopravvissuti, di concepire un figlio.

Fra le cure che comportano il maggiore rischio di determinare un’infertilità, ci sono quelle dei tumori. Sia radioterapie del cranio o di tutto il corpo, che somministrazione di farmaci chemioterapici possono avere effetti negativi sull’apparato riproduttivo maschile. Fra questi ultimi ci sono busulfano, ciclofosfamide, isofosfamide, melfalan, procarbazina, citarabina e altri ancora. I danni a carico del testicolo possono riguardare tutte le cellule e, quindi, limitare o impedire sia la produzione di spermatozoi che la secrezione di ormoni.

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La soluzione più consolidata per la preservazione della fertilità nel maschio consiste nella crioconservazione degli spermatozoi ed è sorprendente che ancora oggi a tanti soggetti che vanno incontro a cure che mettono a rischio la loro fertilità non venga proposta tale soluzione. Per la raccolta del campione di sperma da conservare si può ricorrere alla masturbazione o all’utilizzo di appositi preservativi. In casi particolari si utilizzano metodi di stimolazione dell’eiaculazione o procedure di aspirazione o di estrazione degli spermatozoi da epididimo e da testicoli, come quelle descritte nella scheda dedicata. Se la preservazione della fertilità va eseguita in maschi che non hanno ancora raggiunto la pubertà, si raccolgono biopsie del testicolo da sottoporre successivamente a procedure finalizzate al ripristino della fertilità. Si tratta in parte di procedure sperimentali, che hanno subito notevoli progressi negli ultimi anni.

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Approfondimenti

Tommaso Sacco

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