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Principi generali di trattamento dell’infertilità maschile

Nella storia della Procreazione Medicalmente Assistita, le prime procedure furono sviluppate per affrontare l’infertilità maschile e questo può essere facilmente compreso pensando al fatto che è molto più facile raccogliere i gameti maschili con lo sperma, che raggiungere le ovaie per prelevare gli ovociti. Quelle prime tecniche consistettero nell’inserire sperma nella vagina o nell’utero per ovviare a problemi come difficoltà nei rapporti sessuali che impedivano il concepimento, o caratteristiche degli spermatozoi tali da non ottenere una fecondazione in maniera naturale. Oggi la PMA offre numerose soluzioni per l’infertilità maschile, altrettanto evolute quanto quelle utilizzabili nella donna.

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I risultati attesi

Uno dei primi argomenti da affrontare, con una coppia con problemi di infertilità che ha deciso di ricorrere alla PMA, è quello della percentuale di successo che può realmente attendersi dall’applicazione della procedura o delle procedure indicate nel loro caso. Già solo a questo livello, si rischia di confondere le idee alla coppia, usando criteri diversi per valutare i risultati. Si può usare il dato che gli inglesi definiscono frequenza di “take home baby”, che in italiano si può tradurre in “bambino portato a casa”. Usando tale variabile, non ci si limita a esprimere la percentuale delle gravidanze ottenute, rispetto alle procedure di PMA applicate, ma si esprime il dato relativo all’obiettivo che più interessa alle coppie: portare a casa un figlio dopo essere state sottoposte alle diverse tecniche, avere ottenuto una gravidanza e avere partorito. Insomma, la percentuale di “bambini portati a casa” forse non sarà il dato numericamente più impressionante, ma è sicuramente il più significativo. Infatti, facendo riferimento, ad esempio, alla percentuale di gravidanze, sempre riferite al numero di procedure applicate, si avranno numeri più elevati, ma non tutte le gravidanze ottenute con la PMA si concludono con la nascita di un bambino e quindi la percentuale di gravidanze è un dato indicativo, ma non conclusivo, per prospettare alla coppia le probabilità di successo. Soprattutto nei lavori scientifici, si usano altre variabili come la percentuale di fecondazioni ottenute, ma si tratta di un dato ancora meno indicativo, per la coppia, della probabilità che hanno di avere un figlio. Oltre alle informazioni che ciascun Centro può fornire alla coppia che ad esso si rivolge, una fonte di dati riguardanti i risultati della PMA in Italia è il sito del Registro Nazionale della PMA, dove ogni anno si riportano i risultati ottenuti nei 12 mesi precedenti (http://www.iss.it/rpma). Nell’anno 2013 sono nati in Italia, grazie alla PMA, circa 12.000 bambini.

Fattori che influenzano i risultati della PMA

L’età in sé stessa non è considerata come un fattore che condizioni negativamente gli esiti della PMA nell’infertilità maschile e, sicuramente, ha un peso sulla funzione dell’apparato riproduttivo maschile molto minore di quello che ha sulla fertilità della donna. D’altra parte, alcune malattie, come diabete e obesità, tendono ad avere una frequenza maggiore nei soggetti di età più avanzata e, indirettamente, possono ridurre l’efficienza dell’apparato riproduttivo nell’uomo. L’età diventa, quindi, rilevante perché un uomo di mezza età è più facile che abbia il diabete o sia obeso, rispetto a un giovane. Un uomo che si si sottoponga a procedure di PMA, ad esempio per raccogliere lo sperma, dovrebbe sapere che mettere di fumare, ridurre l’introito di bevande alcoliche, fare una moderata attività fisica e avere un’alimentazione sana ed equilibrata possono migliorare la qualità dello sperma. Infine, andrebbero evitate abitudini che favoriscono un aumento della temperatura dei testicoli, come sauna e vasche a idromassaggio con acqua molto calda.

I livelli di intervento

Per l’infertilità del maschio, come per quella della femmina, esistono soluzioni di complessità e invasività variabili e la scelta che si pone andrebbe condivisa, fra coppia e medico, discutendo vantaggi e svantaggi di ciascuna soluzione.

Vedere anche in Trattamento dell'infertilità maschile:

Approfondimenti

Tommaso Sacco

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