MENU SEZIONE

Anamnesi dell'infertilità maschile

L’anamnesi consiste nella raccolta della storia di qualsiasi soggetto si rivolga a un medico, sia per quanto riguarda il problema specifico per il quale è stata richiesta la visita, sia considerando altri aspetti della vita e della salute della persona. L’anamnesi di una coppia, che si rivolga a un medico per un problema di infertilità, dovrebbe essere costituita da tre parti principali:

  • l’anamnesi dell’infertilità di coppia;
  • l’anamnesi remota e recente della donna;
  • l’anamnesi remota e recente dell’uomo.

L’anamnesi dell’infertilità si baserà su una serie di domande che riguardano il tempo trascorso nella ricerca del concepimento, la frequenza dei rapporti avuti in tale periodo e l’evidenza di eventuali problemi relativi ai rapporti sessuali. Come si può immaginare, la trattazione di tali argomenti richiede il giusto approccio da parte del medico e un’adeguata apertura da parte della coppia, senza la quale potrebbero essere tralasciate informazioni indispensabili per orientare e definire la diagnosi e per individuare la causa dell’infertilità.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

L’anamnesi remota relativa alla funzionalità dell’apparato riproduttivo del maschio dovrebbe raccogliere informazioni sulla normale discesa dei testicoli nello scroto, per escludere che in passato si sia verificato un criptorchidismo. Un’altra condizione che va cercata nella storia del soggetto è il varicocele. Ambedue i problemi si presentano nell’infanzia o nell’adolescenza, cioè molti anni prima dell’eventuale problema di infertilità. Per questo potrebbero il diretto interessato potrebbe non porli in relazione con quest’ultimo o, più semplicemente, egli potrebbe non essere informato delle conseguenze dei rischi che criptorchidismo e varicocele hanno per la funzionalità dei testicoli. E’ opportuno verificare anche che non ci siano state delle orchiti e infezioni o infiammazioni di epididimo, dotti deferenti, dotti eiaculatori, prostata e vescicole seminali. La ricerca nella storia passata di queste patologie permette di escludere cause testicolari e post-testicolari di infertilità. Altrettanta attenzione va posta alle cause pre-testicolari e, in particolare, alle alterazioni della secrezione di gonadotropine. Abitualmente, malattie di questo genere vengono segnalate dall’individuo, ma domande a riguardo, poste dal medico, permettono comunque di escluderne o confermarne la presenza. Un’altra parte dell’anamnesi dovrebbe riguardare malattie che più difficilmente sono poste in relazione con alterazioni della funzione dell’apparato riproduttivo, ma che invece ne possono limitare notevolmente l’efficienza. Fra queste obesità, diabete, malattie cardiovascolari e altre ancora. Importante è anche raccogliere informazioni su cure che il soggetto ha assunto o sta assumendo perché, anche riguardo a queste ultime, ci può essere un impatto sulla fertilità, più rilevante di quello che un non esperto può aspettarsi. Infine, andrebbero valutate le abitudini di vita, come fumo e consumo di alcol, e lavori, svolti in passato o tuttora in corso, perché alcune attività mettono a contatto con sostanze in grado di alterare sensibilmente la funzione dell’apparato riproduttivo.

Una corretta anamnesi è un’ottima base di partenza per un percorso che porti alla definizione della causa di infertilità, evitando l’esecuzione di esami inutili, e all’individuazione della soluzione più adatta.

Vedere anche in Diagnosi di infertilità maschile:

Approfondimenti

Tommaso Sacco

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda

CONTENUTI CORRELATI