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Si definisce endometriosi una condizione nella quale un tessuto uguale a quello dell’endometrio si sviluppa e si diffonde in zone e organi diversi dall’utero del quale normalmente tappezza la cavità interna. L’endometriosi si può determinare nelle ovaie, nella cavità dell’addome sulla membrana denominata peritoneo, nell’intestino e in altre sedi ancora. La causa dell’endometriosi non è nota, ma fra le ipotesi formulate c’è quella di un’alterazione dei meccanismi che regolano la formazione dei vasi sanguigni nei tessuti. Infatti, nelle donne con endometriosi, l’attività di formazione di nuovi vasi è particolarmente intensa. L’endometriosi può essere causa di infertilità, ma molte donne ottengono il concepimento, nonostante abbiano un’endometriosi, che a volte è scoperta casualmente dopo che hanno avuto figli. Se l’endometriosi riduce o annulla la fertilità è a causa dei danni che provoca negli organi e nelle aree dove è presente. Ad esempio, può alterare la forma delle Tube di Fallopio e questo rende difficile o impedisce l’arrivo degli spermatozoi fino all’ovocita o ostacola il raggiungimento delle stesse strutture da parte della cellula uovo. Sono stati proposti diversi sistemi di classificazione dell’endometriosi e il più usato è quello della Società Americana della Fertilità che ne definisce quattro livelli di gravità, minima, lieve, moderata e grave, sulla base dell’estensione delle aree di tessuto endometriale situate in sedi anomale e considerando anche i danni, conseguenti a questa condizione, rilevabili a carico dei diversi organi e tessuti.

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L’individuazione dell’endometriosi può essere difficile perché in molti casi i segni e i sintomi che essa provoca sono lievi e poco caratteristici. Si possono presentare mestruazioni prolungate accompagnate da dolore, ma la gravità dei sintomi non è necessariamente proporzionale alla sua estensione e tanto meno al suo impatto sulla fertilità. L’endometriosi può essere curata in vario modo. Se il quadro è grave e provoca infertilità, può essere necessario un intervento chirurgico che elimini le aree o “placche” di endometriosi e i danni ad esse correlati. Fra le soluzioni c’è l’utilizzo del laser, che però comporta procedure molto costose e applicabili solo da operatori molto esperti. Se l’intervento chirurgico ha successo, il concepimento è possibile dopo alcune settimane. Nelle forme lievi e moderate, spesso il primo approccio consiste nella somministrazione di farmaci a base di GnRH. Fra i limiti della cura con i farmaci c’è la necessità di somministrarli spesso per lungo tempo e il fatto che, finché vengono assunti impediscono il concepimento. Questo crea problemi importanti nelle donne più avanti in età che non possono “aspettare” troppo a lungo la guarigione dell’endometriosi, perché il passare degli anni, a sua volta, riduce sensibilmente la loro fertilità. In presenza di un’endometriosi grave che provoca infertilità nella quale non si ottiene risposta alle cure con farmaci e non è possibile eseguire un intervento chirurgico, si possono applicare tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita come l’inseminazione intrauterina e la fertilizzazione in vitro.

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