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Fattori anatomici e infiammatori certamente ostativi l’impianto embrionale

Fattori anatomici e infiammatori certamente ostativi l’impianto embrionale

I fattori individuali del fallimento reiterato dell’impianto embrionale o degli aborti precoci sono ravvisabili in fattori meccanici [16], fattori infiammatori e fattori sistemici [17,18].

Tra i fattori meccanici vanno definite le anomalie della cavità, tra cui i setti uterini il cui trattamento chirurgico è utile nel migliorare l’outcome gravidico [19].

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Vanno altresì annoverate come cause meccaniche le aderenze intracavitarie, che contribuiscono alla riduzione dell’outcome gravidico e sono causa certa di repeated implantation failure (RIF) nei programmi di procreazione medicalmente assistita. La rimozione chirurgica di queste patologie migliora la prognosi [22].

Le condizioni infiammatorie che sono alla base della riduzione dell’impianto sono l’endometriosi pelvica, l’adenomiosi, l’endometrite e le sactosalpingi [23].

L’endometriosi, inoltre, riduce le gravidanze ma anche il numero di oociti recuperabili laddove le donne siano state sottoposte a reiterati interventi sulle ovaie e può ridurre l’impianto embrionale [24]. L’idrosalpinge o la chiusura delle tube è associata a una implantation failure e la sua rimozione migliora la percentuale di impianto [25]. L’endometrite è associata a infertilità e complicazioni ostetriche nonché a endometriosi pelvica [26-28].

Anche l’ovaio policistico è causa di una riduzione dell’impianto embrionale e, insieme all’endometriosi, mostra una resistenza al progesterone associata a modificazioni infiammatorie dell’endometrio [29] e un aumento della dominanza di recettori per gli estrogeni nella fase secretiva.

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Carlo Bulletti - Specialista in ginecologia e ostetricia, Direttore Sanitario e responsabile del Centro di PMA Extra Omnes, Cattolica