Fondazione Cesare Serono
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Efficienza delle cure

Efficienza delle cure

Uso di eparina a basso peso molecolare

Non è indicato l’uso di eparina nel miglioramento presunto di implantation rate nei programmi di fecondazione in vitro [68-70].

Trasferimento di embrioni a fresco versus embrioni congelati

Esiste un’evidenza di moderata qualità che indica l’assenza di differenza tra una strategia e l’altra [71]. Non esistono valutazioni suddivise per patologia o per gruppi di pazienti che probabilmente potrebbero trovare indicazione per l'una o l’altra strategia nella personalizzazione delle cure. Ad oggi sappiamo che probabilmente esiste un miglioramento della strategia di trasferimento a fresco per quanto attiene il time to pregnancy che potrebbe avere un impatto positivo sull’overall live birth rate della coppia, ma quest’ultima osservazione non è ancora stata dimostrata.

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Endometrial scratching

Un’analisi di Cochrane di qualche anno fa [72] ha riportato che la procedura non è utile per migliorare l’impianto embrionale: altri studi hanno ottenuto le stesse conclusioni [73,74] e altri ancora sono in corso [74].

Fallimenti di impianto di origine diversa

Nei fallimenti reiterati di impianto nel corso di programmi di fecondazione in vitro un’alterazione del pattern microbiotico dell’ecosistema endometriale, una desincronizzazione della decidualizzazione endometriale e una contrattilità uterina abnorme potrebbero alterare l’efficienza del processo interattivo embrione-parete endometriale [75].

Terapie con corticosteroidi

Esiste da sempre un forte interesse nell’impiego di terapie immunosoppressive corticosteroidee come il prednisolone nelle donne con reiterato fallimento di impianto embrionale e nell’aborto ricorrente. Lo scopo delle terapie è quello di ridurre la reazione infiammatoria e questo concetto ignora che l’impianto embrionale abbisogna di una condizione infiammatoria controllata. L’impiego di corticosteroidi è inutile e talvolta può essere inappropriato o addirittura dannoso [76].

Diagnosi genetica preimpiantatoria

Le anomalie cromosomiche costituiscono la più frequente causa di aborto spontaneo episodico ma sono anche la causa prevalente di aborto ricorrente.

Anomalie cromosomiche nei genitori sono rilevate nel 2-8% delle coppie con aborto ricorrente. Di queste, la causa prevalente pare essere costituita da traslocazioni cromosomiche bilanciate così come traslocazioni robertsoniane. Altre anomalie cromosomiche alla base della condizione di abortività ricorrente sono i mosaicismi e le inversioni cromosomiche.

Una valutazione appropriata dell’abortività ricorrente include la determinazione del cariotipo dei genitori.

L’analisi citogenetica del prodotto abortivo va determinata dopo il terzo e i seguenti episodi abortivi ma anche dopo due aborti sarebbe utile.

La diagnosi genetica preimpiantatoria è stata proposta come trattamento elettivo per traslocazioni, con trasferimento di un embrione non portatore della traslocazione ovvero mediante uso di donazione di gameti [77].

Non esiste purtroppo evidenza che lo screening genetico preimpianto con una fecondazione in vitro possa migliorare l’outcome gravidico di queste donne; tuttavia, riduce probabilmente l’impatto emotivo depressivo dei fallimenti, per esclusione precedente del transfer di embrioni senza destino di gravidanza, e può ridurre in una specifica coorte di donne il time to pregnancy migliorando così indirettamente l’outcome gravidico per una strategia di provvedimenti meno protratta nel tempo.

Una condizione notoriamente importante per un impianto è avere gameti ed embrioni di buona qualità. Una scarsa qualità oocitaria produce una scarsa qualità embrionale. È inoltre possibile che una scarsa qualità degli spermatozoi produca una scarsa qualità di embrioni. Sono stati riportati danni al DNA spermatozoico in fumatori di sigarette, portatori di infezioni del tratto genitale e soggetti sottoposti a precedenti chemio- o radioterapie.

Alcune evidenze suggeriscono che un’alterazione della normale integrità del DNA spermatico potrebbe influenzare la differenziazione embrionale introducendo un aumentato rischio abortivo. Borini et al. [78] hanno riportato che un'elevata frammentazione e un’elevata percentuale di anomalie morfologiche sono associate ad alte percentuali di aborto spontaneo nelle coppie che svolgevano programmi di fecondazione in vitro.

Vedere anche in L'impianto Embrionale

Carlo Bulletti - Specialista in ginecologia e ostetricia, Direttore Sanitario e responsabile del Centro di PMA Extra Omnes, Cattolica