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Fisiologia dell’apparato riproduttivo maschile

L’obiettivo finale della funzione dell’apparato riproduttivo maschile è quello di produrre spermatozoi che siano in grado di penetrare negli ovociti per fecondarli. Lo spermatozoo è una cellula complessa, con attività particolari come quella di muoversi nell’ambiente circostante. La produzione di tali elementi cellulari richiedere precisi passaggi e una corretta regolazione da parte delle gonadotropine.

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Produzione dello sperma

La produzione dello sperma viene chiamata spermatogenesi. Gli spermatozoi, in particolare, si sviluppano nei tubuli seminiferi. Si stima che in un mese si producano dai 10 ai 30 miliardi di spermatozoi. Lo sviluppo di queste cellule avviene nell’epitelio germinativo a partire da cellule non differenziate, definite staminali. Gli elementi cellulari che costituiscono i vari stadi di evoluzione del gamete maschile sono denominati: spermatogonio A, spermatogonio B, spermatocita di primo ordine, spermatocita di secondo ordine, spermatide e spermatozoo. Senza entrare nel dettaglio delle caratteristiche dei singoli elementi cellulari, si segnala che, nell’ambito di tale evoluzione, avvengono divisioni delle cellule, simili a quelle degli ovociti. Questi meccanismi hanno, come obiettivo finale, la produzione di una cellula aploide. Durante tale evoluzione, i gameti maschili rimangono aderenti alle cellule di Sertoli, per poi essere liberati, in uno stadio di maturazione quasi definitivo, nel lume del tubulo seminifero. La maturazione finale avverrà durante la loro permanenza nell’epididimo.

Per quanto riguarda le altre componenti dello sperma, in particolare il liquido nel quale sono immersi gli spermatozoi, esse vengono prodotte in gran parte dalla prostata, che contribuisce per il 60% al volume dello sperma e anche dalle vescichette seminali che contribuiscono per il 30%.

Regolazione della spermatogenesi

La produzione e l’evoluzione dei gameti maschili sono regolate dagli stessi ormoni dai quali dipende la maturazione degli ovociti. Tali ormoni, denominati gonadotropine , sono l’ormone follicolostimolante (FSH) e l’ormone luteinizzante (LH). Ambedue gli ormoni sono prodotti dall’ipofisi e la loro liberazione è regolata, a sua volta, dall’ormone rilasciante le gonadotropine (GnRH) prodotto dall’ipotalamo. L’FSH, attraverso gli effetti che sviluppa sulle cellule di Sertoli , ha un ruolo fondamentale nella regolazione della produzione e della maturazione delle cellule che evolvono in spermatozoi. Fra i mediatori coinvolti in questo meccanismo di controllo sembra essere rilevante una molecola denominata inibina, prodotta dalle cellule di Sertoli in risposta allo stimolo dell’FSH. Tale mediatore determina anche un controllo a feedback , che riduce la produzione di FSH nell’ipofisi. L’effetto principale dell’LH è quello di stimolare le cellule di Leydig a produrre testosterone e altri ormoni androgeni. Tali ormoni, a loro volta, contribuiscono al corretto funzionamento della spermatogenesi. Inoltre, il testosterone ha un effetto di controllo della produzione di LH, completando, quindi, un altro meccanismo di feedback che lega le funzioni di ipofisi e testicoli.

Vedere anche in Infertilità Maschile:

 

 

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