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Anatomia dell’apparato riproduttivo maschile

Gli organi che fanno parte dell’apparato riproduttivo maschile sono localizzati per la maggior parte all’esterno dell’addome. I testicoli, definiti anche gonadi maschili, hanno il compito di produrre gli spermatozoi, o gameti maschili, e di secernere il testosterone che, nell’uomo, ha un ruolo essenziale nel regolare lo sviluppo dei caratteri sessuali e la funzione della riproduzione. Altri organi sono considerati accessori in quanto contribuiscono a produrre componenti dello sperma, a conservare e nutrire gli spermatozoi e a trasportare lo sperma all’interno dell’apparato riproduttivo femminile per ottenere il concepimento. Come nel descrivere l’anatomia dell’apparato riproduttivo femminile si è partiti dall’ovocita, che della funzione di tale apparato è il risultato finale, così la trattazione di quello maschile comincia dallo spermatozoo, la cellula che, insieme all’ovocita, è protagonista del concepimento.

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Spermatozoo

Lo spermatozoo è il gamete maschile, vale a dire la cellula che l’apparato riproduttivo maschile produce per fecondare l’ovocita. Lo spermatozoo è costituito da tre parti principali: testa, tratto intermedio e coda. Nella testa c’è il nucleo con i cromosomi che contengono i geni che si combineranno a quelli dell’ovocita per formare il corredo genetico dell’embrione. Lo spermatozoo, riguardo al numero di cromosomi, si definisce aploide in quanto ne contiene 23, dei quali uno è il cromosoma sessuale, X o Y, che determinerà I caratteri sessuali dell’embrione. La testa contiene anche delle sostanze che hanno la capacità di favorire l’entrata dello spermatozoo all’interno dell’ovocita per ottenere la fecondazione. Esse sono presenti all’interno di una struttura chiamata acrosoma. Nel tratto intermedio dello spermatozoo, che comprende anche il cosiddetto collo, c’è una struttura, chiamata centriolo, che provoca i movimenti della coda. Se si altera il centriolo, può venire a mancare la capacità di muoversi dello spermatozoo e ciò può determinare infertilità. La coda dello spermatozoo, guidata dal centriolo, sviluppa movimenti che permettono alla cellula di procedere nell’ambiente circostante. La motilità è una funzione dello spermatozoo indispensabile per i meccanismi della riproduzione.

Testicoli e scroto

Lo scroto è una sacca dai vari strati della pelle e localizzata fuori dalla parte bassa dell’addome. Nello scroto sono sospesi i testicoli, che si formano a partire dallo stesso tessuto da cui derivano le ovaie e si sviluppano nel feto all’interno dell’addome. Circa due mesi prima della nascita, i testicoli scendono dall’addome allo scroto, nel quale rimangono sospesi grazie a due strutture, chiamate funicoli spermatici. Nei funicoli spermatici passano nervi, vasi sanguigni, dei condotti denominati dotti deferenti e il muscolo cremastere che, contraendosi, solleva il testicolo.

Oltre alla secrezione di testosterone, nei testicoli avviene la produzione degli spermatozoi e le altre componenti dello sperma. Un fattore determinante per lo svolgimento di tutte queste funzioni è il mantenimento di una temperatura all’interno dello scroto inferiore di 1°C a quella presente nell’addome. Lo scroto ha il compito di mantenere tale differenza di temperatura facendo in modo che i testicoli siano più aderenti all’addome, grazie alla contrazione del muscolo cremastere, quando l’individuo si trova in un ambiente freddo e più lontani se la temperatura esterna è calda. All’interno di ciascun testicolo si trovano dei condotti microscopici, denominati tubuli seminiferi, avvolti strettamente gli uni agli altri. Nei tubuli seminiferi è presente un tessuto complesso, definito epitelio germinativo. Esso è costituito dalle cellule di Sertoli, che sostengono e alimentano gli spermatozoi nelle varie fasi di maturazione, e dalle cellule germinali. Queste sono cellule che progressivamente evolvono fino allo stadio di spermatozoo. Quest’ultimo è liberato nei tubuli seminiferi e progredisce verso le strutture più a valle dell’apparato riproduttivo maschile. Nei testicoli si trovano anche le cellule di Leydig che secernono testosterone.

Epididimo

L’epididimo è costituito da un gomitolo formato da un condotto posizionato al di sopra del testicolo. Nell’epididimo sono immagazzinati gli spermatozoi. Questi ultimi, dopo essere stati prodotti nei testicoli, restano nell’epididimo per circa due settimane necessarie per la loro completa maturazione. Conclusa questa fase essi sono in grado di muoversi e quindi di raggiungere gli ovociti una volta liberati nell’apparato riproduttivo femminile.

Dotto deferente

In corrispondenza della parte terminale, o coda, dell’epididimo inizia il dotto deferente che è, come dice il nome, un condotto attraverso il quale lo sperma esce dall’epididimo e si connette a una struttura, chiamata vescichetta seminale. A valle della vescichetta seminale si trova il dotto eiaculatore. Nel dotto deferente gli spermatozoi sono immagazzinati fino al momento in cui sono espulsi con l’eiaculazione. Dall’inizio della formazione degli spermatozoi al completamento della loro maturazione trascorrono, in condizioni normali, 74 giorni.

Vescichette seminali

Nella parte bassa dell’addome, chiamata pelvi, ci sono due tasche localizzate dietro la vescica. In queste strutture si produce un materiale vischioso che entra nella composizione dello sperma. Esso contiene componenti prodotte da varie strutture dell’apparato riproduttivo maschile, dalle vescichette seminali stesse, fino alle ghiandole posizionate vicino alla prostata chiamate ghiandole bulbo uretrali. Le vescichette seminali producono circa un terzo del volume totale dello sperma. Il liquido nel quale sono immersi gli spermatozoi contiene sostanze che li nutrono e forniscono ad essi l’energia necessaria per il loro movimento.

Prostata

Subito sotto la vescica, nel punto in cui da essa esce il condotto che serve a evacuare le urine, denominato uretra, si trova la prostata. Essa è la ghiandola più grande dell’apparato riproduttivo maschile e ha, all’incirca, le dimensioni e la forma di una castagna. La prostata contribuisce per il 60% a formare il volume dello sperma. Produce un liquido bianco, non denso, simile a quello formato dalle vescichette seminali. Il ruolo essenziale di tale liquido, liberato nell’uretra durante l’eiaculazione, è quello di evitare che il materiale acido abitualmente presente nell’uretra e nella vagina danneggi gli spermatozoi e ne alteri la funzione degli spermatozoi.

Dotti eiaculatori e uretra

I dotti eiaculatori sono brevi canali che passano attraverso la prostata e arrivano all’uretra. Sono formati dalla confluenza del dotto deferente e dei dotti delle vescichette seminali.

Uretra

E’ il condotto che va dalla vescica alla punta del pene. All’interno vi passano l’urina, durante la minzione, e lo sperma quando avviene l’eiaculazione. Un sistema di apertura e chiusura dei vari condotti blocca il passaggio di un liquido quando l’uretra è occupata dall’altro.

Ghiandole bulbouretrali

Sono due ghiandole localizzate sotto la prostata che producono anch’esse una componente dello sperma, seppure per un volume inferiore al 5% del totale.

Pene

Il pene ha all’esterno uno strato di pelle lassa. All’interno dell’organo ci sono l’uretra, nella quale passano urina o sperma, e particolari strutture, chiamate corpi cavernosi, ricche di vasi sanguigni e di cavità che si riempiono di sangue durante l’eccitazione sessuale. La parte estrema del pene si chiama glande. Durante il rapporto sessuale lo sperma prodotto nei vari organi dell’apparato riproduttivo maschile viene liberato e immagazzinato all’interno dell’apparato riproduttivo femminile, in una zona dalla quale può raggiungere gli ovociti per la fecondazione.

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