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Vivere più a lungo: il microbiota può aiutare

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Vivere più a lungo: il microbiota può aiutare

In Sardegna, una delle aree del Mondo con la maggiore frequenza di persone longeve che superano l’età di 100 anni, è in corso uno studio per valutare il ruolo del microbiota nel favorire la longevità. Si tratta di un filone di ricerca sul quale già lavorano molti altri gruppi di studiosi.

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Ricerche pubblicate di recente hanno suggerito che i geni contribuiscono a determinare la lunghezza della vita dell’individuo solo per un quarto, mentre gli altri tre quarti dipendono da altri fattori fra i quali c’è la composizione del microbiota dell’intestino, vari aspetti relativi all’ambiente e alle abitudini di vita. Altri autori hanno dimostrato che alcuni tipi di batteri intestinali sono in grado di proteggere l’organismo dalla progressione dei tumori e dall’accumulo di sostanze tossiche in grado di danneggiare vari organi, fenomeni, questi, caratteristici del progredire dell’età. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna ha segnalato che le modificazioni delle abitudini di vita nell’anziano influenzano la composizione del microbiota e che tali cambiamenti si ripercuotono sullo stato di salute. Pensando all’insieme formato dal corpo umano e dal microbiota in esso contenuto come a un unico super-organismo, gli esperti ipotizzano che, nelle persone che vivono più a lungo, si verifichi un continuo adattamento reciproco di organismo umano e microbiota che aiuta il primo ad adattarsi all’ambiente e ciò si tradurrebbe in una vita più lunga e più sana. Per tutti questi motivi molti, gruppi di scienziati stanno lavorando alla definizione delle caratteristiche del microbiota delle persone di più di 100 anni. Roberto Pili, Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, a proposito della ricerca sui centenari sardi, ha dichiarato che l’analisi del microbiota di queste persone potrà fornire risposte importanti. Fra gli aspetti più rilevanti che saranno analizzati, c’è l’effetto dell’alimentazione sulla composizione del microbiota e l’impatto che tale modulazione ha sull’efficienza del sistema immunitario.

Tommaso Sacco

Fonti