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Valutata l’efficacia del digiuno a giorni alterni nel trattamento dell’obesità

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Valutata l’efficacia del digiuno a giorni alterni nel trattamento dell’obesità

Un gruppo di ricercatori degli Stati Uniti ha confrontato l’efficacia di una dieta tradizionale con quella di un programma di digiuno a giorni alterni, nella riduzione del peso e del rischio di malattie cardiovascolari. Il regime di digiuno a giorni alterni non ha mostrato nessun vantaggio rispetto alla dieta tradizionale e, semmai, qualche limite.

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Trepanowski e colleghi sono partiti dalla considerazione che i programmi di digiuno a giorni alterni stanno diventando sempre più popolari, almeno negli Stati Uniti, senza che uno studio di confronto a lungo termine ne abbia dimostrato l’efficacia. Tali programmi consistono nell’alternare giorni nei quali si mangia pochissimo, rispetto alle calorie stimate come necessarie per le 24 ore, e altri nei quali si mangia leggermente di più, sempre rispetto al fabbisogno stimato. Gli autori hanno quindi eseguito una ricerca che confrontasse gli effetti del digiuno a giorni alterni con quelli di una dieta consistente in una riduzione costante giornaliera delle calorie introdotte. Si è valutato l’impatto dei due approcci sulla riduzione del peso, sul mantenimento del peso e su alcuni indicatori del rischio di malattie cardiovascolari. In un unico Centro sono stati arruolati soggetti adulti obesi, di età compresa fra 18 e 64 anni e con un Indice di Massa Corporea medio di 34 kg/m2, nel periodo compreso fra l’1 ottobre 2011 e il 15 gennaio 2015. Le persone selezionate sono state assegnate, mediante randomizzazione, ai due gruppi di trattamento o a quello di controllo. Quello del digiuno a giorni alterni riceveva il 25% delle calorie stimate come necessarie nei giorni di digiuno e il 125% delle calorie stimate come necessarie gli altri giorni. Un altro gruppo seguiva una dieta che prevedeva una riduzione, costante tutti i giorni, del 25%, rispetto alle calorie stimate come necessarie. Il terzo gruppo, di controllo, non ha ricevuto interventi per il calo del peso, cioè ha seguito una dieta che non prevedeva riduzioni delle calorie. La ricerca ha previsto un primo periodo di sei mesi, nel quale si è cercato il calo di peso, e un secondo di altri sei mesi durante il quale mantenere la riduzione ottenuta. Il parametro primario per valutare l’efficacia dei due diversi approcci era la riduzione del peso corporeo e quelli secondari sono stati l’adesione alla dieta e il livello del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Dei 100 partecipanti, 86 erano donne e 14 uomini e l’età media era di 44 anni. La frequenza di abbandono della terapia è stata più elevata (38%) nel gruppo del digiuno a giorni alterni rispetto a quello della dieta tradizionale (29%) e del gruppo di controllo: 26%. A 6 mesi la riduzione media del peso, rispetto al gruppo non trattato, è stata simile nel gruppo del digiuno a giorni alterni (-6.8% [95% CI, -9.1% a -4.5%]) e in quello della dieta giornaliera (-6.8% [95% CI, -9.1% a -4.6%]). Equivalenti anche i dati raccolti dopo 12 mesi di cura: -6.0% (95% CI, -8.5% a -3.6%) e -5.3% (95% CI, -7.6% a -3.0%), rispettivamente. I soggetti del gruppo del digiuno a giorni alterni hanno mangiato di più di quanto previsto dal programma di dieta nei giorni di digiuno e meno di quanto indicato negli altri. Al contrario, le persone incluse nel gruppo della dieta costante generalmente hanno rispettato le indicazioni ricevute in termini di calorie introdotte. Sia a 6 che a 12 mesi non ci sono state differenze significative, fra i gruppi che hanno seguito i due diversi programmi di riduzione del peso, in termini di valori di pressione arteriosa, frequenza cardiaca e concentrazione nel sangue di: trigliceridi, glucosio a digiuno, insulina, proteina C reattiva e omocisteina. Nel gruppo del digiuno a giorni alterni si è avuto un aumento del colesterolo “protettivo” (colesterolo HDL), ma solo a 6 mesi, e un aumento del colesterolo considerato “a rischio” per l’apparato cardiovascolare (colesterolo LDL), a 12 mesi.

Gli autori hanno concluso che un programma di digiuno a giorni alterni non presenta alcun vantaggio, rispetto a una dieta più tradizionale, in termini di riduzione del peso, mantenimento del peso o miglioramento degli indicatori di rischio cardiovascolare, ma piuttosto qualche limite in termini di adesione alle indicazioni del programma stesso.

Tommaso Sacco

Fonte: Effect of Alternate-Day Fasting on Weight Loss, Weight Maintenance, and Cardioprotection Among Metabolically Healthy Obese Adults: A Randomized Clinical Trial; JAMA Internal Medicine, 2017 May 1