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Il trattamento con testosterone non aumenta il rischio di tumori della prostata negli uomini con ipogonadismo

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Il trattamento con testosterone non aumenta il rischio di tumori della prostata negli uomini con ipogonadismo

L’ipogonadismo maschile è una condizione caratterizzata dalla produzione insufficiente di ormoni sessuali, cioè quelli che regolano la funzione sessuale, da parte dei testicoli. Negli uomini con ipogonadismo, la terapia con testosterone non aumenta il rischio di sviluppare tumori della prostata.

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L’insufficiente produzione di ormoni sessuali è dovuta a malattie che alterino la funzione dei testicoli o quella della ghiandola ipofisi. Il trattamento dell’ipogonadismo si basa sulla somministrazione di ormoni androgeni, soprattutto testosterone. Uno dei principali rischi ipotizzati, in relazione alla somministrazione di testosterone, è lo sviluppo di tumori della prostata. La prostata è una ghiandola, della dimensione di una noce, situata fra la vescica e il pene. È attraversata dall’uretra, un condotto attraversato sia dall’urina che arriva dalla vescica che dallo sperma prodotto dai testicoli. La prostata produce un liquido che nutre e protegge gli spermatozoi. Durante l’eiaculazione, l’azione che espelle lo sperma, la prostata si “spreme” e mescola la propria secrezione al materiale che arriva dai testicoli.

Recentemente, alcuni studi hanno indicato che il trattamento con testosterone non aumenterebbe il rischio di sviluppare tale tumore, ma queste evidenze sono state accolte con diffidenza. In realtà, a tutt’oggi, il ruolo della terapia con testosterone nello sviluppo di questi tumori non è stato ancora adeguatamente valutato e i dati della letteratura sono contraddittori.

Sulla base di queste premesse, Haider e coll. hanno valutato la frequenza di tumori della prostata in 1023 uomini con ipogonadismo trattati con testosterone in 3 diversi studi per un periodo di circa 5 anni. Gli autori hanno osservato che in maschi con ipogonadismo trattati con testosterone la frequenza di nuovi casi di tumore della prostata è stata dell’1,08%, un valore addirittura inferiore a quello rilevato in altri studi che avevano lo scopo di identificare precocemente di questo tipo di tumore nei soggetti di sesso maschile che non assumevano testosterone.

I risultati di questo studio hanno raccolto un’ulteriore evidenza a supporto del mancato aumento del rischio di sviluppare tumori della prostata in maschi trattati con testosterone e hanno confermato i dati di precedenti ricerche che non hanno dimostrato alcuna associazione tra livelli di androgeni nel sangue e tumori prostatici.

Pertanto, se le raccomandazioni delle società scientifiche per il trattamento con testosterone vengono applicate correttamente, la somministrazione di testosterone, negli uomini con ipogonadismo, è sicura ed efficace. In questi soggetti, il rischio di sviluppare un tumore della prostata non supera quello della popolazione generale.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Incidence of Prostate Cancer in Hypogonadal Men Receiving Testosterone Therapy: Observations from 5-Year Median Followup of 3 Registries; The Journal of Urology, January 2015, Volume 193, Issue 1, pages 80-86.

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