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I transessuali che ricevono trattamenti ormonali seguono più spesso le indicazioni circa la cessazione del fumo

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I transessuali che ricevono trattamenti ormonali seguono più spesso le indicazioni circa la cessazione del fumo

Alcuni esperti ventilano dubbi sulla sicurezza dei trattamenti a base di ormoni, somministrati ai transessuali. In un articolo appena pubblicato si minimizzano tali rischi e, anzi, si suggeriscono possibili benefici nella modificazione delle abitudini di vita.

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Myers e colleghi ricordano che, secondo la rete dei Centers for Disease Control (in italiano Centri per il Controllo della Malattia), il 68% dei fumatori adulti desidera smettere di fumare, ma solo il 6.2% ci riesce nell’anno successivo alla dichiarazione di questo intento. Alle femmine transessuali seguite dal Boston Medical Center (in italiano Centro Medico di Boston) viene caldamente raccomandato di smettere di fumare, prima di iniziare le cure a base di ormoni. L’obiettivo di questa indicazione non è solo quello di migliorare in generale lo stato di salute, ma è anche quello di prevenire gli effetti collaterali delle cure che verrebbero amplificati dal fumo. Ai transessuali maschi viene fatta la stessa raccomandazione riguardante il fumo, ma senza riferimenti diretti alle cure che assumono e con l’obiettivo generico di migliorare lo stato di salute. Per valutare gli effetti di questa comunicazione fra operatori sanitari e utenti sono state analizzate 156 cartelle cliniche, delle quali 120 di transessuali femmine e 36 di transessuali maschi, tutti assistiti dal Boston Medicale Center. Rispetto al totale delle cartelle, 36 sono state escluse dalla valutazione perché non contenevano informazioni sul fumo. Il 31% delle transessuali femmine fumava all’inizio del trattamento con ormoni e, di queste, il 64% ha smesso di fumare nelle prime fasi della cura. Fra i transessuali maschi solo il 25% ha raggiunto lo stesso obiettivo.

Nelle conclusioni gli autori segnalano che, nella letteratura scientifica, si trovano molte evidenze dell’efficacia delle raccomandazioni degli operatori sanitari riguardo all’abbandono del fumo. D’altra parte il 64% di soggetti che ha smesso di fumare nella loro casistica è un risultato al di là di ogni aspettativa. L’ipotesi che Myers e colleghi formulano, per giustificare il risultato ottenuto, è che, in una situazione di profondo cambiamento, come quella che vivono i transessuali in cura con ormoni, è più facile modificare anche abitudini di vita ben radicate come il fumo.

Tommaso Sacco

Fonte: Increased rates of smoking cessation observed among transgender women receiving hormone treatment; Endocrine Practice, 2017 Jan;23(1):32-36.