Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Terapia del diabete tipo 1

Parere degli esperti |time pubblicato il
Terapia del diabete tipo 1

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Il diabete tipo 1 è una malattia del sistema immunitario causata dall’improvvisa distruzione delle beta cellule del pancreas deputate alla produzione di insulina. Colpisce i giovani di età inferiore ai 35 anni, e quindi i bambini di ogni età. Si presenta con una sintomatologia che comprende di solito sete intensa, poliuria e dimagrimento nonostante il buon appetito. La terapia è rappresentata dalla somministrazione dell’ormone deficitario e cioè l’insulina. Essa viene somministrata per via sottocutanea: per essere assorbita dal tessuto sottocutaneo l'insulina umana deve essere in forma monomerica o dimerica. Il legame con alcune sostanze, come la protamina, e la modificazione della stessa molecola dell’insulina hanno allungato il tempo di azione e abbreviato il tempo di assorbimento, riducendo notevolmente il picco glicemico post prandiale. Le insuline analoghe sono quelle attualmente impiegate nella terapia multi-iniettiva del diabete tipo 1.

Potrebbe interessarti anche…

Attualmente disponiamo di tre tipi di insulina ad azione rapida, cosiddetti analoghi rapidi (Aspart, Glulisina e Lispro), e tre ad azione prolungata, definitI analoghi lenti (Degludec, Detemir e Glargine). In commercio esiste l’analogo rapido combinato con protamina (Lispro protaminata) per prolungare la durata di azione e miscele precostituite di analogo rapido con analogo protaminato (Mix 25, 30, 50, 70).

In età pediatrica l’obiettivo della terapia è quello di determinare un buon accrescimento staturo-ponderale, ridurre al minimo i picchi iperglicemici e le ipoglicemie gravi e consentire una buona qualità di stile di vita in assenza di complicanze in età adulta.

Seppure raramente, il diabete può comparire già in epoca neonatale con un'incidenza pari a 1:90.000. In tale fascia di età e fino ai sei mesi, la terapia insulinica sottocutanea è associata a elevato numero di pasti (7-8 pasti al giorno); la dose di insulina somministrata tramite microinfusori (CSII) è di 0,3 U/kg/die con una velocità di infusione molto bassa pari a 0,020-0,025 U/ora). È importante che l’utilizzo del microinfusore sia preceduto da adeguata educazione terapeutica. In alternativa, ovviamente, vi è la possibilità della terapia multi-iniettiva per via sottocutanea oppure, per evitare le varie somministrazioni sottocutanee, l’uso di microcannule sottocutanee da sostituire ogni 48-72 ore.

Nei lattanti la dose di insulina rapida somministrata prima dei pasti è solitamente pari a 0,1-0,5 UI/kg/die. Stabilito il fabbisogno giornaliero, all’insulina pronta si associa un’insulina ad azione lenta verificando che non si realizzano crisi ipoglicemiche. Con la crescita del bambino e con la riduzione del numero dei pasti la somministrazione di insulina rapida ai pasti è associata alla somministrazione di insulina Glargine; molto utile e compliante diventa l’uso del microinfusore.

I bambini in età prepubere hanno un fabbisogno insulinico giornaliero pari a 0,7-1,0 U/kg, di cui circa la metà rappresentata da un analogo lento quale insulina basale.

In epoca adolescenziale il controllo glicemico-metabolico può diventare insoddisfacente sia per i disordini nutrizionali sia per il rifiuto della terapia con omissione di alcune somministrazioni di insulina.

Lo schema di terapia più frequente è rappresentato dalle quattro somministrazioni con insulina ad azione rapida a colazione, pranzo e cena e una somministrazione di insulina ad azione lenta preferibilmente la sera prima di cena per contrastare il “fenomeno alba”. Il fabbisogno aumenta fino a 1,5-2 U/kg/die per poi ridursi a 0,7-1 U/kg/die con il progredire dell’età.

Dott. Sabino Pesce - Unità Operativa Complessa di Malattie Metaboliche ed Endocrinologia Pediatrica, Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, AOU Consorziale Policlinico Bari

Bibliografia di riferimento

  • Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica. Raccomandazioni sulla terapia insulinica in età pediatrica. Acta Biomedica Quaderno 4-Ottobre 2015.