MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Terapia con ormone della crescita: facciamo il punto con il Professore Mauro Bozzola

Intervista

PUBBLICATO

Terapia con ormone della crescita: facciamo il punto con il Professore Mauro Bozzola

L'avvento della terapia con ormone della cresita ha  rappresentato una rivoluzione, sia in termini clinici, che per la loro qualità  di vita. Questo è quanto ha sottolineato il Professore Mauro Bozzola dell'Università di Pavia intervistato dalla Fondazione Cesare Serono.

COMPILA IL QUESTIONARIO DI AUTOVALUTAZIONE!
Vuoi sapere se sei soggetto a fattori di rischio o hai sintomi di disfunzioni tiroidee? Scoprilo qui!

fondazioneserono.org/questionari/

Dalla introduzione nella pratica clinica dell'ormone della crescita ricombinante (GHr) ad oggi milioni di soggetti sono stati trattati e nuove indicazioni al suo impiego sono state approvate; quali sono secondo lei le malattie delle quali il GHr ha rivoluzionato il trattamento?

L'ormone della crescita, chiamato comunemente GH, dall'inglese Growth hormone, è stato inizialmente utilizzato esclusivamente nei pazienti con mancanza completa ed in un secondo tempo anche in soggetti con carenza parziale dell'ormone. Dal 1985, la maggiore disponibilità  del farmaco dovuta alla produzione ottenuta con la metodica del DNA ricombinante, cioè senza i limiti posti dalle tecniche estrattive, ha permesso di estendere il suo utilizzo in altre potenziali condizioni di bassa statura. All'inizio sono state trattate le pazienti con sindrome di Turner, cioè bambine con assenza totale o parziale di uno dei due cromosomi X, poi soggetti con insufficienza renale cronica e via via altri pazienti quali i "piccoli per l'età  gestazionale" e i soggetti con sindrome di Prader-Willi, cioè affetti da una forma genetica di obesità . A queste patologie si sono aggiunte altre condizioni di bassa statura proposte da Società  scientifiche internazionali e recepite in modo diverso dalle Autorità  Regolatorie dei vari Paesi. Una interessante categoria di pazienti è costituita dai bambini in età  prepuberale con bassa statura idiopatica (cioè senza causa dimostrabile) che non abbiano presentato un recupero staturale, i quali rappresentano un numero consistente potenziali di candidati alla terapia nonostante non presentino deficit ormonali. È stato proposto il trattamento con GH anche a bambini con bassa statura senza carenza di ormone della crescita per ottenere una statura più alta in età  adulta al pari di alcune analoghe condizioni quali ad esempio la sindrome di Turner. Mentre la Food and drug administration statunitense ha approvato il trattamento secondo criteri clinici ben precisi, l'autorità  regolatoria italiana ha demandato alle Commissioni regionali la valutazione di ogni singolo caso.

Oltre ai successi in termini di risultati clinici, quali benefici ha comportato la diffusione dell'impiego del farmaco e dei dispositivi di somministrazione per la qualità  di vita dei soggetti con deficit di GH e in particolare per il loro "desiderio di normalità "?

Prima della introduzione in clinica del GH i soggetti con carenza totale o parziale dell'ormone erano fortemente penalizzati da queste condizioni, non solo intermini di benessere fisico, ma anche per le pesanti ripercussioni psicologiche e sociali che le malattie dalle quali erano affetti comportavano. L'avvento della terapia con GH ha quindi rappresentato una rivoluzione, sia in termini clinici, che per la loro qualità  di vita. Tuttavia, soprattutto per i pazienti più giovani, il problema legato alla somministrazione cronica del farmaco continuava a farli sentire "penalizzati" rispetto ai coetanei. L'introduzione degli auto-iniettori, in particolare nella più recente versione elettronica, ha reso più facile la somministrazione comportando un ulteriore decisivo progresso.

Come tutti i trattamenti efficaci, anche per il GHr in passato sono stati ipotizzati possibili effetti collaterali, cosa pensa ad esempio dei rischi di sviluppo di alterazioni del metabolismo degli zuccheri?

Tra gli effetti secondari del trattamento con GH si può osservare in qualche caso una ridotta tolleranza agli zuccheri, che si manifesta quando il paziente assume in modo esagerato zuccheri liberi, cioè bibite, merendine, ecc. La frequenza di un vero e proprio diabete di tipo 2 è di 1 su 1.000-10.000 casi. Il rischio aumenta in modo particolare nelle pazienti con sindrome di Turner e negli obesi . Molto più rara (1 su 1.000-10.000 casi) è la cefalea da ipertensione intracranica benigna, un mal di testa da aumento della pressione all'interno del cranio, che generalmente compare nei primi mesi di terapia. Dolori alle ossa ed alle articolazioni possono riguardare l'1-10% dei soggetti trattati, e la scoliosi ed i nevi cutanei rientrano fra gli effetti collaterali rarissimi.

Ci sono controlli che è meglio fare, durante il trattamento con GHr, per rilevare eventuali alterazioni di questo tipo?

Prima di iniziare il trattamento con GH i nostri pazienti sono sottoposti al test di tolleranza glucidica (curva da carico orale di glucosio) per evidenziare un'eventuale tendenza al diabete mellito. Un'anormalità  del metabolismo degli zuccheri potrà  essere rilevata anche controllando ogni sei mesi l'emoglobina glicata e la glicosuria (zuccheri nelle urine). Quest'ultima è una verifica molto facile da eseguire con una semplice metodologia che il paziente può ripetere per tutta la durata della terapia sostitutiva.

Per quanto riguarda l'insorgenza di neoplasie, nonostante le evidenze raccolte in letteratura sembrino smentire relazioni con la somministrazione di GHr, alcuni continuano ad ipotizzare rischi. Da profondo conoscitore dell'argomento ed esperto di questi trattamenti, che conclusioni può trarre?

La relazione tra il trattamento con GH e l'insorgenza di leucemia o di altre neoplasie è stata a lungo discussa, ma mai dimostrata in vivo. In pazienti che sono stati affetti da leucemia o neoplasie e sono curati con GH, la probabilità  di ricadute di quelle stesse neoplasie o l'insorgenza di nuovi tumori e/o metastasi non è superiore a quella dei soggetti non trattati. La somministrazione di GH è controindicata nei bambini con sindromi da instabilità  cromosomica, quali la sindrome di Bloom e l'anemia di Fanconi, oltre, ovviamente, che nei pazienti con leucemia e neoplasia ancora attiva. Alcune casistiche riportano, nell'adulto sottoposto a trattamento con GH, un'aumentata incidenza di tumore del colon-retto e del morbo di Hodgkin, ma saranno necessarie verifiche su ampie statistiche per confermare queste evidenze.

Cosa pensa dello studio SaGhe che è stato avviato di recente per verificare la sicurezza d'impiego del GHr?

La Commissione Europea ha finanziato uno studio epidemiologico denominato SAGhE sulla sicurezza a lungo termine del trattamento con GH in sei Paesi europei. I risultati preliminari hanno mostrato, su 7000 pazienti trattati mediamente per quattro anni in Francia tra il 1985 ed il 1996, un aumento della mortalità  per malattie cerebrovascolari e pochi casi di neoplasie ossee. Bisogna considerare che in quel periodo in Francia venivano utilizzate dosi di GH più alte di quelle impiegate in altri paesi fra i quali l'Italia e venivano trattate condizioni di bassa statura senza deficit di GH. L'European Medicines Agency (EMEA) consiglia ai medici prescrittori di evitare alte dosi di GH e di sottoporre i pazienti in trattamento ad opportuni controlli.

Cosa comunica ai soggetti che ha in cura circa il rapporto fra efficacia e sicurezza dei trattamenti con GHr?

Al momento della prescrizione del GH è necessario spiegare al bambino e ai genitori l'importanza di seguire scrupolosamente le indicazioni terapeutiche, evitando di interrompere le somministrazioni di GH, in quanto la discontinuità  della terapia ne compromette l'efficacia. Si raccomanda di eseguire le iniezioni alla sera variando la sede di inoculazione del farmaco per evitare danni al tessuto sottocutaneo (lipodistrofia) e di escludere dall'alimentazione cibi ricchi di zuccheri semplici e di grassi per evitare l'insorgenza di un diabete mellito. La terapia deve essere seguita in modo scrupoloso e continuo per ottimizzare i risultati sull'aumento della statura con l'obiettivo di raggiungere la statura dei coetanei, superando i momenti di sconforto che si possono verificare come per qualsiasi cura di lunga durata. Parlare al paziente in occasione di ogni visita di controllo per convincerlo della necessità  della terapia e prospettargli i futuri risultati sull'accrescimento è la maniera migliore per migliorare la compliance. Ai bambini più grandi viene consigliato di somministrarsi da soli la terapia utilizzando gli auto-iniettori predisposti per la somministrazione del GH. In questo modo, il trattamento sostitutivo viene accettato meglio dai ragazzi in quanto diventano parte attiva del piano terapeutico.

Grazie.

Redazione Fondazione Cesare Serono