MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

La tassazione delle bevande zuccherate sta avendo effetti positivi

Notizia

PUBBLICATO

La tassazione delle bevande zuccherate sta avendo effetti positivi

In vari paesi del mondo sono state introdotte tasse su prodotti più direttamente legati allo sviluppo dell’eccesso di peso, per ridurne il consumo. Bevande zuccherate, merendine e “cibo spazzatura” sono stati oggetto di questi interventi. I risultati di uno studio recente indicano che in Messico questo approccio sta funzionando, almeno in termini di riduzione dei consumi.

COMPILA IL QUESTIONARIO DI AUTOVALUTAZIONE!
Vuoi sapere se sei soggetto a fattori di rischio o hai sintomi di disfunzioni tiroidee? Scoprilo qui!

fondazioneserono.org/questionari/

L’eccesso di peso è un problema diffuso in tutto il mondo, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Laddove si è presa maggiore coscienza della gravità della situazione, si sono messi in atto approcci volti a modificare le abitudini di vita della popolazione più strettamente correlate al rischio di aumento di peso. Le bevande zuccherate, ampiamente diffuse e consumate da persone di tutte le età, e in particolare dai giovani, sono fra le cause riconosciute dell’aumento di peso. Per questo molti Paesi hanno deciso di introdurre tasse specifiche su questi prodotti, con l’obiettivo di ridurne il consumo. I progetti più avanzati aggiungono un ulteriore beneficio a questa tassazione, quello di usare gli introiti che ne derivano per iniziative mirate a promuovere abitudini alimentari sane e a favorire l’attività fisica.

Il Messico ha introdotto, dal 1° gennaio 2014, una tassa, di un peso per litro, su tutte le bevande che contengono zucchero. In una precedente ricerca si era rilevato che, nell’anno successivo all’introduzione della tassa, la riduzione delle vendite delle bevande era stata del 6%. In una nuova indagine, Cochero e colleghi hanno valutato le modificazioni del consumo delle bevande zuccherate dal 2014 al 2015. Hanno usato i dati di acquisto di questi prodotti, da parte di 6645 famiglie, relativi al periodo gennaio 2012-dicembre 2015. Le modificazioni degli acquisti delle bevande tassate e di quelle non tassate sono state stimate con due modelli statistici che hanno confrontato gli acquisti di 2014 e 2015, con i dati attesi, in base all’andamento registrato nel periodo 2012-2013, se non fosse stata introdotta la tassazione. Gli acquisti di bevande tassate sono diminuiti del 5.5% nel 2014 e del 9.7% nel 2015, con una riduzione media, sui due anni, del 7.6%. La maggiore riduzione, negli acquisti di tali bevande in ambedue gli anni, ha riguardato le famiglie con il più basso livello sociale ed economico nelle quali, di solito, è più frequente il problema dell’eccesso di peso. Nel periodo in cui si è osservato il calo di vendite delle bevande zuccherate tassate si è registrato un aumento del 2.1% delle vendite delle bevande non zuccherate e non tassate. Questo dimostra che la riduzione delle vendite delle prime non dipende da una diminuzione generale degli acquisti, ma da un effetto specifico della tassazione e, forse, della comunicazione fatta sull’argomento.

Gli autori concludono che i risultati ottenuti in Messico potrebbero incoraggiare l’introduzione di tasse simili anche in altri paesi.

Tommaso Sacco

Fonte: In Mexico, Evidence Of Sustained Consumer Response Two Years After Implementing A Sugar-Sweetened Beverage Tax. Health Aff (Millwood). 2017 Feb 22.