Statine e rischio di diabete: un altro studio conferma la relazione

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Statine e rischio di diabete: un altro studio conferma la relazione

Uno studio eseguito negli Stati Uniti su un’ampia casistica ha valutato, in soggetti in cura con statine e che presentavano un elevato rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, la probabilità che questa malattia si presentasse. I risultati hanno indicato che alla somministrazione di statine si è associata una maggiore frequenza di comparsa di diabete.

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Alle statine, i farmaci più impiegati per la riduzione della concentrazione del colesterolo nel sangue, e, conseguentemente, per diminuire il rischio di aterosclerosi sono stati attribuiti vari altri effetti positivi, fra i quali la riduzione dell’infiammazione e dei danni a carico dei vasi. Per tutti questi motivi, da tempo le statine sono impiegate nella prevenzione della malattia coronarica, anche nei soggetti che hanno iniziali alterazioni del metabolismo degli zuccheri o con un vero e proprio diabete di tipo 2. D’altra parte, alcuni studi e metanalisi recenti hanno evidenziato un aumento del 10-12% della probabilità di sviluppare diabete attribuibile all’assunzione di statine. Crandall e colleghi hanno utilizzato i dati di uno studio denominato Diabetes Prevention Program Outcomes Study (in italiano: Studio dei Risultati del Programma di Prevenzione del Diabete), eseguito su 3234 soggetti seguiti a lungo termine per valutare la frequenza di sviluppo del diabete. Poiché alcuni di essi negli anni hanno assunto statine, i ricercatori hanno potuto verificare se a questa terapia corrispondeva un andamento diverso della comparsa del diabete. Le persone arruolate nella ricerca ricevevano, con l’obiettivo di rallentare lo sviluppo di questa malattia: metformina, un farmaco che migliora il metabolismo degli zuccheri, placebo o un programma di radicale modificazione delle abitudini di vita, secondo uno schema di assegnazione randomizzato. Indicazioni più generali sull’adozione di abitudini sane venivano fornite comunque a tutti i soggetti partecipanti allo studio. L’eventuale comparsa di diabete era valutata eseguendo ogni sei mesi una glicemia a digiuno e ogni anno una curva da carico di glucosio. Annualmente, si dosava anche la concentrazione dei grassi nel sangue e un medico non coinvolto nella ricerca prescriveva la statina sulla base degli esiti di tali controlli. Dopo dieci anni, la frequenza di somministrazione di statine nei tre gruppi di trattamento previsti dalla ricerca è variata dal 33 al 37%, senza differenze significative fra i gruppi. L’assunzione di statine ha comportato un aumento del rischio di sviluppare il diabete del 36% (rapporto di rischio 1.36 IC 95%; 1.71-1.58) nel complesso della casistica studiata e il trattamento utilizzato da ciascun gruppo non ha influenzato il dato. Ulteriori analisi statistiche hanno dimostrato che tale rischio non era influenzato da altri fattori che predisponevano allo sviluppo del diabete.

Gli autori hanno concluso che, nella popolazione ad alto rischio valutata nel loro studio, si è osservato un significativo aumento della probabilità di comparsa del diabete, nei soggetti che ricevevano statine, rispetto a chi non le assumeva. Dall’insieme dei dati analizzati, Crandall e colleghi hanno tratto anche l’indicazione che l’assunzione di statine si sia associata a una minore efficacia degli approcci previsti nello studio per ridurre lo sviluppo del diabete.

Quali ripercussioni possono avere queste evidenze sulla pratica clinica? Non quella di interrompere le cure con le statine nelle persone che le assumono perché hanno avuto infarti o hanno angina e altre manifestazioni di malattia coronarica. In questi soggetti la riduzione marcata della concentrazione di colesterolo nel sangue, che solo le statine possono determinare, è indispensabile per prevenire eventi gravi e anche fatali. Nei soggetti nei quali le statine si usano per la prevenzione secondaria, si deve valutare, in ciascun caso, se il beneficio della loro somministrazione bilancia il rischio di una maggiore probabilità di sviluppo del diabete.

Tommaso Sacco

Fonte: Statin use and risk of developing diabetes: results from the Diabetes Prevention Program; BMJ Open Diabetes Research & Care 2017, Volume 5, Issue 1

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