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Sedentarietà e poche o troppe ore di sonno sono possibili fattori di rischio per alcune patologie

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Sedentarietà e poche o troppe ore di sonno sono possibili fattori di rischio per alcune patologie

È noto che scorrette abitudini di vita, quali fumo e consumo eccessivo di alcol, predispongano all’insorgenza di alcune malattie. Uno studio australiano, condotto su un vasto numero di partecipanti, ha confermato questi dati, esaminando inoltre l’impatto sull’insorgenza di malattie della sedentarietà e del sonno alterato, ossia troppe o troppo poche ore di sonno.

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Nel mondo contemporaneo, per la prima volta nella storia dell’umanità, le cosiddette malattie “non trasmissibili”, ovvero quelle che non si trasmettono per contagio da uomo a uomo, stanno provocando più vittime delle malattie infettive. Le malattie non trasmissibili più diffuse sono le quelle cardiovascolari, ossia i disturbi che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni, i tumori, il diabete e le malattie respiratorie croniche, condizioni che colpiscono i polmoni e le vie aeree. Ogni anno circa 38 milioni di persone muoiono a causa di una malattia non trasmissibile, una cifra che costituisce da sola oltre i due terzi del numero totale delle morti che si verificano a livello mondiale.

Le malattie non trasmissibili sono causate fondamentalmente da quelle abitudini dannose per la salute come il fumo, l’eccessivo consumo di alcolici, l’inattività fisica e la dieta non sana: povera di frutta e verdura con molti grassi e molto sale. Dai tanti studi effettuati in questo ambito, di recente sono emersi altri due stili di vita particolarmente rischiosi per la salute: la sedentarietà e poche o troppe ore di sonno durante la giornata. Le persone che restano sedute più di 7 ore al giorno, non fanno almeno 2 ore e mezzo di attività fisica leggera-moderata a settimana, e che dormono meno di 7 o più di 9 ore al giorno sono ulteriormente a rischio di andare incontro a malattie non trasmissibili.

Per fare chiarezza sull’impatto di questi abitudini di vita sulla salute, alcuni ricercatori australiani hanno indagato, tramite apposito questionario, le abitudini quotidiane di 231.048 adulti di età superiore a 45 anni; i soggetti sono stati seguiti per sei anni, con controlli periodici, allo scopo di accertare l’insorgenza di patologie e le cause delle mortalità verificatesi. I soggetti dovevano assegnare un punteggio di 1 oppure di 0 a ciascuna delle proprie abitudini di vita considerate rischiose per la salute, tra le quali il fumo, il consumo di alcolici, l’attività fisica, la dieta, la sedentarietà e le ore di sonno: un punteggio di “1” se si riteneva di avere quel fattore di rischio, o di “0” se si pensava di non averlo.

Lo studio ha riscontrato che un terzo dei partecipanti dichiarava di non avere nessun fattore di rischio, mentre in circa tre, due e un paziente, su dieci, erano presenti uno, due e tre o più fattori di rischio, rispettivamente. L’analisi dei dati ha confermato non solo che l’esposizione a più fattori di rischio è associata a un aumento della mortalità per qualunque causa, ma soprattutto che, almeno un terzo dei decessi che si sono verificati ogni anno, avrebbe potuto essere evitato se tutti i partecipanti non avessero avuto nessun fattore di rischio.

Un altro dato interessante è stato il fatto che oltre il 90% dei soggetti aveva una delle trenta più comuni combinazioni dei sei fattori di rischio (su 96 possibili in totale). Le combinazioni più fortemente associate alla mortalità sono risultate quella tra inattività fisica, sedentarietà e/o sonno alterato, e quella tra fumo ed eccessivo consumo di alcolici.

Questo importante studio, condotto su una popolazione molto vasta, ha riaffermato ancora una volta l’importanza di mantenere uno stile di vita che sia il più sano possibile, soprattutto per le persone di età superiore ai 45 anni, proprio per ridurre l’effetto negativo di abitudini scorrette e rischiose per la nostra salute. Ognuno può intervenire da solo e sin da subito su questi fattori di rischio che, proprio perché modificabili, possono incidere enormemente anche sulla comparsa in età più avanzata delle malattie cardiovascolari, del diabete e di alcuni tipi di tumore.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Traditional and Emerging Lifestyle Risk Behaviors and All-Cause Mortality in Middle-Aged and Older Adults: Evidence from a Large Population-Based Australian Cohort; Plos Medicine, December 8, 2015