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La relazione fra peso e rischio di decesso sembra avere alcuni punti fermi e qualche aspetto dibattuto

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La relazione fra peso e rischio di decesso sembra avere alcuni punti fermi e qualche aspetto dibattuto

Tre ricerche pubblicate sulla relazione fra peso corporeo e rischio di decesso hanno aggiunto nuove informazioni in merito e hanno fornito anche alcuni spunti di riflessione.

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Il primo di questi studi non ha fatto altro che confermare che le persone che si mantengono magre per tutta la vita hanno il più basso rischio di decesso, mentre elevati livelli di peso e di Indice di Massa Corporea (IMC), in età compresa fra 5 e 50 anni, espongono a un rischio elevato di decesso, che è particolarmente alto se l’eccesso di peso è presente nella mezza età. Un’altra ricerca suggerisce che si può individuare un intervallo di IMC per il quale si ha la minore mortalità nelle persone che vivono in Europa e nel Nord America. Aggiungono però che, nella determinazione di questo intervallo, vanno tenuti presenti fattori, come ad esempio il fumo, che possono influenzare i dati. Infine i risultati di uno studio, pubblicato su una prestigiosa rivista medica degli Stati Uniti, indicano che il valore di IMC associato con il minore rischio di decesso, provocato da qualsiasi causa si è modificato dagli anni ’70 ad oggi. Infatti, fra il 1976 e il 1978 tale valore era di 23.7 kg/m2, mentre fra il 2003 e il 2013 è stato di 27 kg/m2. Gli autori di quest’ultima ricerca, che lavorano in Danimarca, hanno fornito una possibile spiegazione di questa variazione, secondo la quale in anni recenti sarebbe diventato meno a richio un valore di IMC che rientra tuttora nella categoria del sovrappeso: la migliore gestione medica di alcune patologie a carico di cuore e vasi che possono essere provocate dall’eccesso di peso e che, meglio gestite, provocano meno decessi. Secondo questo punto di vista, cure migliori in una popolazione particolarmente a rischio di malattie cardiovascolari avrebbero amplificato la riduzione del rischio di decesso, in confronto con quella rilevabile nei gruppi con un IMC più basso, e, conseguentemente, un minor rischio di base.

Nel primo degli studi citati è stata eseguita un’ulteriore analisi per valutare l’effetto dell’evoluzione del peso nelle varie fasi della vita. I ricercatori hanno rilevato che, nei soggetti che sono rimasti magri per tutta la vita, il rischio di decesso entro quindici anni dal momento dell’analisi era dell’11.8% nelle donne e del 20.3% negli uomini. Nel gruppo opposto, quello delle persone con un eccesso di peso da bambini che si è mantenuto o è peggiorato da adulti, le rispettive percentuali sono state del 19.7% e del 24.1%.

Fra le conclusioni che si possono trarre da queste ricerche c’è quella, già ben nota che chi ha un IMC normale per tutta la vita vive di più. Un altro punto importante è che bisognerebbe fare il possibile per non acquisire o non peggiorare un eccesso di peso nel corso della mezza età. Infine, parziale buona notizia per chi non è magro, grazie alla migliore gestione delle malattie cardiovascolari, valori di IMC una volta ritenuti a rischio, oggi sono più sicuri.

Tommaso Sacco

Fonte: Medscape

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