Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

La pubertà precoce

Parere degli esperti |time pubblicato il
La pubertà precoce

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La pubertà è un periodo di transizione caratterizzato dallo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, dalla maturazione delle gonadi e dal raggiungimento delle capacità riproduttive.

Potrebbe interessarti anche…

La pubertà precoce è definita dalla comparsa dei caratteri sessuali secondari prima dell'età di 8 anni nella femmina e dei 9 anni nel maschio; tuttavia, negli ultimi anni numerosi dati epidemiologici hanno mostrato un significativo e costante trend di anticipo puberale in diverse nazioni. Pertanto, la definizione di pubertà precoce è oggetto di discussioni e, sebbene nel maschio il classico limite cronologico di 9 anni sia accettato, vi è ampio dibattito in merito a una possibile riduzione di almeno un anno del cut-off per definire l’età di comparsa della fisiologica pubertà nella femmina (cioè da 8 anni a 7 anni).

La pubertà precoce vera (o centrale) è una condizione relativamente rara con una incidenza di 1/5000-1/10.000 ed è più comune nelle femmine, con un rapporto femmine/maschi che varia da 3:1 a 23:1.

L’attivazione e la progressione puberale sono determinati da vari fattori, in particolare, da fattori intrinseci all’individuo, quali geni codificanti neuropeptidi, neurotrasmettitori, recettori, componenti del segnale, che svolgono un’azione di “orologio biologico” nella regolazione del timing puberale all’interno del sistema nervoso centrale, e da fattori estrinseci tra cui fattori culturali e psicologici correlati alla nutrizione e fattori ambientali.

Lo sviluppo puberale è definito nel sesso femminile con la comparsa del bottone mammario (definito telarca) e nel sesso maschile con l’aumento del volume testicolare (maggiore di 4 ml), valutati mediante il metodo di stadiazione clinica secondo Tanner e con l’orchidometro di Prader.

I bambini con pubertà precoce, indipendentemente dalla condizione eziopatogenetica che la determina, presenteranno rapido accrescimento staturale e maturazione scheletrica che, in assenza di trattamento, inducono un precoce arresto della crescita (a causa della prematura fusione epifisaria), esitando perciò in una bassa statura in età adulta.

In base al meccanismo fisiopatologico all’origine dell’attivazione puberale, la pubertà precoce può essere classificata come centrale, nota anche come gonadotropino-dipendente o pubertà precoce vera (PPC) oppure periferica nota anche come gonadotropino-indipendente o pseudopubertà precoce (PPP).

Pubertà precoce centrale

La pubertà precoce gonadotropino-dipendente è dovuta all'attivazione precoce dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi con conseguente aumento della secrezione pulsatile di LH e conseguente attivazione gonadica. Tale condizione può essere causata da fattori genetici, metabolici, ambientali o da una combinazione di essi. Tuttavia, può essere anche secondaria a tumori intracranici occulti (prevalentemente amartomi della zona tubero-infundibolo-chiasmatica o gliomi) o ad altri disturbi del sistema nervoso centrale (ad esempio encefalopatia ipossico-ischemica).

La pubertà precoce centrale è più comune nelle femmine e nella maggior parte dei casi non è possibile identificare una condizione patologica sottostante, pertanto viene definita "idiopatica". Nei maschi la pubertà precoce centrale è meno frequente, ma il suo riscontro risulta di maggior rilievo clinico in quanto è più frequentemente associato a lesioni ipotalamiche sottostanti. Tuttavia in entrambi i sessi una causa organica si associa più frequentemente a un esordio più precoce di attivazione puberale rispetto a una causa idiopatica.

Recenti studi hanno mostrato il ruolo chiave svolto da fattori genetici, quali le kisspeptine e ulteriori geni che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione dell’attivazione puberale. Inoltre, mutazioni in tali geni sono state identificate nei pazienti affetti da pubertà precoce, definendo la stretta associazione tra fattori genetici e la pubertà. Ad oggi il deficit di MKRN3 risulta essere la più frequente causa genetica associata alla condizione di pubertà precoce centrale.

Nel corso degli ultimi anni, inoltre, è stata dimostrata una stretta connessione tra pubertà precoce e fattori ambientali noti comunemente come interferenti endocrini (endocrine disruptors) o a varianti cliniche associate a sovrappeso o obesità. Infatti in tali casi, l’esposizione a molecole introdotte quotidianamente, quali gli interferenti endocrini o le numerose variazioni ormonali provocate dall’obesità, possono aumentare notevolmente il rischio di sviluppare una pubertà precoce.

Gli interferenti endocrini sono sostanze esogene che causano effetti avversi alla salute dell’organismo sano o delle sue progenie, determinando una alterazione della funzione endocrina, mediante vari effetti sull’accrescimento e sullo sviluppo puberale. Tali sostanze hanno una struttura molecolare simile a ormoni puberali, mentre altre possono causare una attivazione recettoriale delle strutture ipotalamiche con conseguente attivazione precoce del timing puberale.

A oggi sono stati descritti numerosi interferenti endocrini la cui esposizione risulterebbe essere associata a menarca e adrenarca precoce: bifenilipolibromurati, diclorodifeniltricloroetano, micotossine, ftalati, pesticidi, isoflavonoidi, flavonoidi e fitoestrogeni. Tuttavia, finora il meccanismo d’azione di queste molecole non risulta ben caratterizzato.

L’inizio della pubertà nelle ragazze è altamente sensibile allo stato nutrizionale e alle riserve energetiche. Infatti, numerosi dati epidemiologici hanno mostrato chiaramente che una condizione di obesità durante l’età pediatrica può indurre un telarca prematuro o la precoce attivazione della pubertà. In particolare, la leptina, ormone prodotto dal tessuto adiposo, potrebbe avere un ruolo chiave nella attivazione ipotalamica in condizioni di sovrappeso o obesità.

Pertanto, è fondamentale un appropriato follow-up auxologico nei bambini obesi, volto al miglioramento dell’eccesso ponderale anche al fine di ridurre il rischio di progressione puberale associato.

  1. 1
  2. 2
  3. 3