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La prevenzione del diabete

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La prevenzione del diabete

Alla prevenzione del diabete è dedicato il secondo aggiornamento tratto dalle Linee Guida 2019 della Società Americana del Diabete (American Diabetes Association: ADA).  Il primo aggiornamento era dedicato a come migliorare l’assistenza e promuovere la salute nella popolazione.

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Molte ricerche controllate e randomizzate su ampie popolazioni hanno dimostrato che una modificazione delle abitudini di vita e dei comportamenti, comprensiva di una riduzione personalizzata dell’introito di calorie è molto efficace nel prevenire il diabete di tipo 2 e nel migliorare e nel ridurre il rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari. In particolare, lo studio denominato Programma di Prevenzione del Diabete (in inglese Diabetes Prevention Program: DPP) ha dimostrato che una modificazione intensiva delle abitudini di vita può diminuire l’incidenza del diabete di quasi il 60% in tre anni. Altre ricerche hanno confermato diminuzioni della comparsa della malattia del 45% in un periodo di 23 anni, del 43% a 7 anni, del 34% a 10 anni e del 27% a 15 anni. I due obiettivi principali della ricerca DPP erano quelli di raggiungere e mantenere una riduzione del peso corporeo del 7% e di svolgere costantemente 150 minuti alla settimana di un esercizio fisico equivalente alla camminata veloce. Il calo di peso del 7% è stato scelto, come obiettivo, perché è meno difficile da ottenere e da mantenere e, comunque, è utile a diminuire il rischio di sviluppo di diabete. Nella parte delle Linee Guida dell’ADA dedicata alla prevenzione si forniscono anche dettagli circa i supporti disponibili per facilitare gli interventi sulle abitudini di vita e sull’effetto del fumo sul rischio di sviluppare diabete di tipo 2. Le raccomandazioni formulate in questa sezione delle Linee Guida sono le seguenti:      

  • nelle persone che si trovano in una condizione di pre-diabete, devono essere eseguiti dei controlli con frequenza almeno annuale per verificare la comparsa del diabete;
  • le persone con pre-diabete devono essere gestite con un programma di modificazioni delle abitudini di vita, modellato su quello dello studio DPP, per raggiungere e mantenere nel tempo una diminuzione del peso del 7% e un livello di attività fisica, tipo camminata veloce, della durata di 150 minuti alla settimana;
  • in base alle preferenze del malato, si possono utilizzare approcci, supportati da una specifica tecnologia, per prevenire il diabete di tipo 2;
  • deve essere presa in considerazione la terapia con metformina, per la prevenzione del diabete di tipo 2, nei soggetti con Indice di Massa Corporea ≥ 35 kg/m2, in quelli di età inferiore a 60 anni e nelle donne delle nuali è comparso il diabete durante la gravidanza;
  • l’uso a lungo termine della metformina si può associare a una carenza di vitamina B12 e, quindi, periodiche verifiche dei livelli di questa vitamina devono essere prese in considerazione nei soggetti trattati, specie in quelli con anemia e in quelli con infiammazione dei nervi del sistema nervoso periferico;
  • il pre-diabete comporta un aumento del rischio cardiovascolare, quindi si suggeriscono una verifica dei fattori di rischio cardiovascolari modificabili e specifici trattamenti;
  • programmi per la gestione del diabete da parte dello stesso malato, per l’informazione e il supporto delle persone affette da questa malattia, possono essere appropriate per gli individui con pre-diabete, con l’obiettivo di sviluppare e di mantenere comportamenti che prevengano il diabete di tipo 2 o ne ritardino la comparsa.        

Tommaso Sacco

Fonte: Improving Care and Promoting Health in Populations: Standards of Medical Care in Diabetes-2019. Diabetes Care 2019;42(Suppl. 1):S7–S12.