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Porno-Cibi, la lista nera delle pietanze dei fast food americani

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Porno-Cibi, la lista nera delle pietanze dei fast food americani

Un’istituzione statunitense senza fini di lucro, il Center for Science in the Public Interest (il centro per la scienza nell’interesse pubblico, CPSI), da sempre schierata in favore di un’alimentazione sana, ha stilato anche quest’anno la classifica dei “porno-cibi”, o meglio quelle pietanze che, assunte in una sola porzione, superano di gran lunga il fabbisogno di calorie e di zuccheri giornaliero.

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Fra i peggiori piatti alcune ricette della catena di fast-food The Cheesecake Factory, che non propone solo la torta al formaggio dalla quale prende il nome, ma altre pietanze dalla pasta alla carne, al pesce. Uno piatto di pasta, servito in questo ristorante, è stato inserito nella classifica dei porno-cibi e conta 3.120 calorie. Questa cifra supera di un giorno e mezzo quella del fabbisogno calorico quotidiano di un adulto, ma non è solo un problema di calorie. La pasta Bistro Shrimp, preparata con burro, salsa alla crema e un gambero di pastella fritta, contiene 89 grammi di grassi saturi (i più dannosi per il metabolismo) e 1.090 milligrammi di sodio che possono influire molto negativamente sulla pressione sanguigna. Un adulto dovrebbe consumare in media non più di 20 grammi di grassi saturi al giorno e non superare la dose di 1.500 milligrammi di sodio. La Cheesecake Factory è sotto accusa anche per la sua Crispy Golden Costoletta (un petto di pollo impanato, fritto e in padella con burro) che contiene 2.610 calorie, 89 grammi di grassi saturi e 2.720 milligrammi di sodio. Valori simili, ma con meno della metà di grassi saturi, li raggiunge il secchiello con dodici pezzi di pollo fritto offerto dalla catena Kentucky Fried Chicken.

Nella lista nera di questa speciale classifica sono finiti anche il doppio hamburger con pancetta e formaggio Cheddar di Johnny Rockets, una catena di fast-food statunitense nata nel 1986 e nota per i suoi arredamenti in stile anni ‘60. Questo piatto ha 1.770 calorie, 50 grammi di grassi saturi e 2.380 milligrammi di sodio. Il Center for Science in the Public ha sottolineato che il Quarter Pounder, uno degli hamburger serviti da McDonald che contiene ben 113,4 grammi di carne (esattamente un quarto di libra, da qui il nome), arriva “appena” a 1.570 calorie.

Non solo carne, nella lista dei porno-cibi, è presente anche un mega frullato della catena Smoothie: il King’s Peanut Butter Plus Grape con succo d’uva, banana e burro di arachidi. Una porzione da un litro e mezzo contiene ben 1.460 calorie, 22 cucchiaini di zucchero aggiunto e 29 di zuccheri naturalmente presenti negli ingredienti. Per dare un’idea di quanto questi cibi siano lontani da una dieta sana, le Linee Guida sull’alimentazione del governo statunitense raccomandano che una donna non consumi più di sei cucchiaini di zucchero aggiunto al giorno e che gli uomini non superino il numero di nove.

Anche piatti a base di pasta finiscono nella lista nera: il piatto di maccheroni ai tre formaggi della catena Uno ha 1.980 calorie, ma eccede in grassi saturi (71) e in sodio (ben 3.110 milligrammi). Rimanendo nei ristoranti che ispirano i loro menù alla cucina italiana, lo zuccotto al cioccolato di Maggiano (un dolce alto ben 12,7 centimetri) ha 1.820 calorie, 62 grammi di grassi saturi e 26 cucchiaini di zucchero aggiunto.

Secondo alcune associazioni di consumatori, i ristoranti citati dal Center for Science in the Public Interest promuovono “il diabete, l’ipertensione e le malattie di cuore e vasi sanguigni”. Molte di queste catene, dopo i ripetuti richiami, hanno inserito nei loro menù piatti che definiscono “a basso contenuto calorico”, è il caso del menù SkinnyLicious (il nome deriva dall’unione di magro, skinny, e delizioso delicious) della Cheesecake Factory, in cui tutte le pietanze non superano le 539 calorie. E molti di questi piatti, secondo Jayne Hurley, nutrizionista del CSPI e autrice della relazione di quest’anno, dovrebbero essere definiti “cibi normali” e non “cibi dietetici” per non confondere i consumatori.

Questa interessante indagine fornisce lo spunto anche per un’altra riflessione. Molti dei porno-cibi sono a base di pasta o di pesce, due degli elementi alla base della dieta mediterranea. Dopo tanti anni di pubblicità sull’efficacia di questo regime alimentare, questo è un modo per disorientare il consumatore che ordina cibi a base di componenti “mediterranee” pensando che siano sani e invece si ritrova nel piatto montagne di calorie e di grassi. Insomma, non è il singolo componente che fa il cibo sano, ma l’insieme degli ingredienti, i condimenti e il modo in cui è preparato. E questo vale per i ristoranti e le case di tutti i Paesi del mondo. Se non si sta attenti, anche in Italia qualche porno-cibo si rischia di incontrarlo.

Chiara Laganà

Fonte: Reuters, CbsNews