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Le ossa dolci: rapporti fra diabete e lo scheletro

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Le ossa dolci: rapporti fra diabete e lo scheletro

Una recente revisione della letteratura ha fatto il punto sugli effetti del diabete di tipo 2 e la salute delle ossa. Gli autori hanno usato il termine di “ossa dolci” nel titolo per sottolineare l’importanza di tali effetti.

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Esistono evidenze interessanti circa l’effetto del diabete di tipo 2 nell’aumentare la fragilità delle ossa. Secondo alcuni studi nelle persone con questa malattia aumenta di tre volte il rischio di frattura del bacino e di altri danni alle ossa, con esclusione delle vertebre. Altri autori hanno dimostrato che le fratture non dovute a traumi, come cadute e urti, sono più frequenti del 64% nei diabetici rispetto ai non diabetici. Rispetto ad altre patologie che aumentano il rischio di fratture, l’aspetto interessante è che i risultati degli esami che valutano la densità di calcio nelle ossa non hanno una relazione con il rischio di danno. Di solito, infatti, le fratture colpiscono più spesso ossa con una ridotta densità di calcio. I danni provocati dal diabete sembrerebbero il risultato di una concomitanza di fattori che vanno dall’obesità, spesso associata al diabete, agli elevati livelli di glucosio nel sangue, all’accumulo nelle ossa di sostanze dannose come i radicali liberi e altre molecole prodotte in eccesso per errori del metabolismo, caratteristici del diabete. Mettendo insieme tutte queste informazioni si configura un problema clinico di non facile soluzione: al diabete si associa un aumentato rischio di fratture delle ossa, una specifica causa non è identificabile e non si dispone di esami che definiscano con precisione il problema.

Al termine della loro estesa e accurata revisione della letteratura scientifica gli autori forniscono alcune semplici raccomandazioni. Innanzitutto è importante che i medici che seguono le persone con diabete dedichino la giusta attenzione alla salute delle ossa e tengano presente l’aumentato rischio di fratture. E’ importante intervenire sui fattori modificabili che alterano il metabolismo dell’osso, riducendo il peso corporeo e controllando al meglio i valori di glucosio nel sangue. Infine nei diabetici che possono avere un rischio particolarmente elevato, come le donne dopo la menopausa vanno valutati trattamenti specifici con calcio e vitamina D.

Tommaso Sacco

Fonte: Type 2 diabetes and the skeleton: new insights into sweet bones; The Lancet Diabetes & Endocrinology, 2015 Sep 10.